- Cosa: Uno spettacolo di danza contemporanea che indaga il confine tra ossessione scientifica e amore.
- Dove e Quando: Spazio Diamante (sala black), 9 e 10 marzo, ore 20.30.
- Perché: Per scoprire come la rigidità di una formula matematica possa infrangersi contro la complessità imprevedibile dei sentimenti umani.
Il palcoscenico dello Spazio Diamante, nella cornice della sua suggestiva sala black, si prepara ad accogliere una riflessione profonda e dinamica sulle dinamiche relazionali. Il Matto di Légal non è solo una performance di danza, ma un vero e proprio scavo psicologico che mette in scena l’incontro, spesso brutale e talvolta sublime, tra la mente analitica di uno scienziato e l’impeto irrazionale di un amore inaspettato. Protagonisti di questa narrazione corporea sono Cassandra Bianco e Christian Pace, il quale cura anche la regia e la coreografia, dando vita a un duetto dove ogni gesto e ogni spostamento nello spazio evocano il ritmo serrato di una partita a scacchi.
La narrazione prende le mosse dalla frustrazione intellettuale. Un giovane scienziato, dopo mesi di ricerche estenuanti, si trova di fronte al fallimento della sua formula, l’obiettivo di una vita che sembra sfuggirgli tra le dita. In questo stato di isolamento e sconforto, il protagonista cerca rifugio nel gioco degli scacchi, un mondo ordinato e logico in cui trovare sollievo. È in questo contesto, solitario e mentale, che irrompe una donna. La sua entrata in scena non è solo fisica, ma destabilizzante: la sua passione per gli scacchi e la sfida che lancia allo scienziato diventano la scintilla di una chimica che lui, abituato a gestire variabili controllate, non sa come processare.
La danza dell’ossessione
Il cuore pulsante dello spettacolo risiede nel modo in cui la coreografia traduce l’ossessione in movimento. Non si tratta di un semplice corteggiamento, ma di una metamorfosi del rapporto tra i due interpreti. Ciò che inizialmente appare come una timida frequentazione, carica di curiosità reciproca, evolve rapidamente in una forma distorta di dipendenza. Per lo scienziato, la donna non resta a lungo una compagna, ma si trasforma in una cavia, un elemento da studiare e sezionare nella speranza che in lei risieda la soluzione all’equazione impossibile che lo tormenta.
La regia di Christian Pace gioca abilmente con queste tensioni. La scena diventa un laboratorio, non solo fisico ma emotivo, dove le coreografie riflettono questa ambivalenza. I corpi dei danzatori, supportati dalle musiche di Rocco Misuraca, raccontano il conflitto tra l’attrazione naturale e il bisogno intellettuale di dominio. La donna, interpretata con caparbietà, vive questa dinamica con una consapevolezza che cresce di pari passo con il suo coinvolgimento sentimentale. Lei subisce la trasformazione del loro legame, accettando la svalutazione pur di restare vicina all’uomo che ama, in una danza che si fa sempre più serrata, quasi soffocante.
L’ultimo atto d’amore
La narrazione giunge al suo culmine nel momento in cui la consapevolezza della protagonista diventa totale. Lei capisce che, all’interno del mondo ossessivo del suo partner, il suo ruolo è destinato a rimanere quello di un mezzo per un fine, un “secondo posto” perenne nella gerarchia delle priorità dell’uomo. Tuttavia, invece di cedere alla rabbia o al risentimento, la donna compie una scelta radicale: decide di supportarlo fino alla fine. Questo atto finale non è una resa, ma una prova di dedizione estrema, un ultimo sacrificio che sigilla il destino del loro rapporto.
La risoluzione arriva con il raggiungimento dell’obiettivo scientifico: una stretta di mano che segna, al contempo, il successo professionale dell’uomo e la fine definitiva della loro storia d’amore. È una chiusura dolorosa, ma necessaria. Il momento dell’addio, quando lei lascia lo studio per l’ultima volta, è coreografato per lasciare nello spettatore una sensazione di vuoto e riflessione. La messa in scena, arricchita dalle scenografie curate da Christian Pace, Serena Cafaro e Natale Pace, riesce a trasmettere la freddezza dello studio scientifico contrapposta al calore umano che si disperde, lasciando il pubblico a interrogarsi sul costo dell’ambizione umana.
Info utili
- Luogo: Spazio Diamante, Via Prenestina, 230/B 00176 Roma.
- Date e Orari: Lunedì 9 e martedì 10 marzo, ore 20.30.
- Biglietti: Lo Spazio Diamante adotta un sistema di biglietteria flessibile per garantire l’accesso al teatro:
- Biglietto Supporter: 19 euro
- Biglietto Standard: 15 euro
- Biglietto Agevolato: 12 euro
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