- Cosa: Il nuovo spettacolo teatrale Potere e Veleno – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano, scritto e diretto da Angela Turchini.
- Dove e Quando: Venerdì 14 marzo 2026, ore 18:00, presso il Teatro Torpignattara, Via Amedeo Cencelli, 68 – Roma.
- Perché: Un’indagine teatrale potente che trasforma un fatto di cronaca nera dell’antica Roma in una riflessione urgente e contemporanea sul femminicidio e sulle dinamiche di potere.
Il teatro ha la straordinaria capacità di farsi specchio del tempo, riflettendo nelle pieghe del passato le inquietudini del nostro presente. Con il debutto di Potere e Veleno – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano, la regista e autrice Angela Turchini riporta sotto i riflettori una figura storica troppo spesso dimenticata o relegata ai margini della narrazione ufficiale: Annia Regilla. Lo spettacolo, che andrà in scena al Teatro Torpignattara, si configura non soltanto come una rilettura storica, ma come un vero e proprio atto di denuncia contro la violenza di genere, capace di superare le barriere dei secoli per parlarci con una lucidità disarmante delle dinamiche di dominio e sopruso che ancora oggi permeano la società.
La riscoperta di una donna nel silenzio della storia
La vicenda di Annia Regilla è quella di una giovane donna vissuta nel II secolo d.C., la cui vita fu segnata da un destino predeterminato da logiche aristocratiche. Promessa in sposa a soli quindici anni al filosofo e retore greco Erode Attico, un uomo molto più grande di lei, Annia vide la propria esistenza incastonata in un matrimonio che, seppur suggellato da cerimonie fastose, nascondeva tra le mura domestiche un conflitto profondo e soffocante. La differenza di età e di cultura, unita alle rigide aspettative di una società che demandava alla donna solo compiti di gestione domestica e procreazione, ha trasformato la sua vita in una prigione dorata.
Angela Turchini, con una sensibilità drammaturgica ormai consolidata nel panorama teatrale romano, scava in questo silenzio secolare. La storia di Annia, spentasi tragicamente a soli trentacinque anni, non è solo un resoconto biografico; è il racconto di un femminicidio ante-litteram, un caso di cronaca nera che nell’antica Roma trovò eco nella denuncia del fratello di lei, Bradua. Eppure, nonostante la gravità dell’accusa, la figura di Annia è rimasta per secoli schiacciata dalla preminenza del marito. Potere e Veleno decide finalmente di restituire a questa donna la sua voce, portando in scena non solo il dolore di una vittima, ma la complessità di un’identità che ha tentato, pur tra mille difficoltà, di resistere alle logiche di potere imposte dal sistema.
La messa in scena: un confronto tra anime senza tempo
Sul palco del Teatro Torpignattara, la tensione narrativa è affidata a due interpreti di grande spessore: Antonella Giuzio e Alberto Bucco. A loro è affidato il compito di dar vita a questo confronto serrato, una dialettica che non si limita alla ricostruzione storica, ma che esplora le sfumature più oscure dell’animo umano. Antonella Giuzio, attrice nota per la sua capacità di approfondimento psicologico, incarna l’Annia Regilla, portando con sé l’urgenza di una donna che vuole essere protagonista del proprio racconto. Al suo fianco, Alberto Bucco offre una prova di grande rigore espressivo, vestendo i panni di Erode Attico, figura sospesa tra la grandezza del retore e le ombre inconfessabili di un uomo accecato dal potere.
La regia di Angela Turchini, coadiuvata dalla firma stilistica di Laura Antonelli ai costumi — premiata nel 2024 con il prestigioso Premio Pellicola d’Oro — costruisce un universo visivo dove la realtà si fonde con la suggestione. La messa in scena non è statica: si parte dal proscenio, uno spazio neutro dove i personaggi si presentano e si raccontano, per poi addentrarsi in una quotidianità opprimente, quella della dimora coniugale da cui Annia non riuscirà più a fuggire. L’uso di atmosfere cupe e vibranti prepara lo spettatore a un finale inatteso, in cui le anime dei protagonisti si disvelano in una dimensione atemporale, sfidando il giudizio severo e spesso parziale della storia.
Un atto teatrale necessario per il nostro presente
L’aspetto più rivoluzionario di Potere e Veleno risiede nella sua capacità di connettere due mondi distanti. L’uso di musiche di sottofondo realizzate con l’intelligenza artificiale non è un semplice vezzo tecnologico, ma un segno di come la modernità possa e debba dialogare con le ferite del passato. La regia di Turchini trasforma il palco in un laboratorio di riflessione collettiva: lo spettacolo ci interroga sulla natura del possesso, sul pregiudizio che ancora oggi giustifica il silenzio delle vittime e sulla necessità di una memoria che non sia solo celebrativa, ma attiva e consapevole.
In un’epoca in cui le pagine di cronaca riportano quotidianamente casi di violenza che sembrano ricalcare, con tragica fedeltà, copioni antichi, questo spettacolo si pone come un monito. Non c’è spazio per l’indifferenza: la storia di Annia Regilla è uno specchio in cui il pubblico di oggi è costretto a guardarsi. Attraverso una scrittura rigorosa, che evita la retorica per abbracciare la forza cruda del dramma, Angela Turchini ci ricorda che spezzare il silenzio della storia significa, innanzitutto, rendere giustizia alle donne di ogni tempo. Potere e Veleno non è dunque soltanto un’opera di prosa, ma un atto civile, un invito a interrogarci sulle nostre responsabilità individuali e collettive nel costruire una società dove il diritto alla vita e all’autodeterminazione non sia mai più un privilegio, ma una realtà inalienabile.
Info utili
- Titolo: Potere e Veleno – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano
- Scritto e diretto da: Angela Turchini
- Con: Antonella Giuzio e Alberto Bucco
- Data: Venerdì 14 marzo 2026
- Orario: ore 18:00
- Luogo: Teatro Torpignattara, Via Amedeo Cencelli, 68 – Roma
- Contatti: teatrotorpignattara@gmail.com
- Telefono: 335 1027670
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