- Cosa: Il debutto romano di Hotel Dalida, una pièce che esplora l’icona della musica attraverso una prospettiva contemporanea e queer.
- Dove e Quando: Teatro Biblioteca Quarticciolo, sabato 7 marzo alle ore 20:30 e domenica 8 marzo alle ore 17.
- Perché: Per scoprire un ritratto inedito dell’artista, lontano dalla retorica amorosa, in un gioco di specchi tra una diva immortale e una reporter di guerra.
Il palcoscenico del Teatro Biblioteca Quarticciolo si prepara ad accogliere una prima assoluta per la Capitale: Hotel Dalida. Questo spettacolo, ideato, diretto e interpretato da Roberta Lidia De Stefano, non è una semplice biografia musicale, ma un’immersione profonda e disturbante nell’anima di una delle figure più iconiche del Novecento. Attraverso una drammaturgia scritta da Irene Petra Zani, l’opera promette di scardinare l’immagine patinata della cantante francese di origini italiane, ricostruendola attraverso una lente di lettura originale, definita dalla stessa produzione come “queer”.
Un incontro oltre la realtà
La narrazione si sviluppa in un luogo sospeso, un “nowhere” che diventa improvvisamente presente, ovvero una stanza d’albergo al Cairo, ai margini del deserto. Qui, una reporter di guerra, isolata dal resto del mondo e senza notizie dall’esterno, si trova intrappolata. Il suo unico legame con la realtà è una presenza, una Voce distorta e invasiva: quella di Dalida. Quella che inizialmente appare come una nemica, una tortura sonora, si trasforma ben presto in uno specchio. Le due donne, inizialmente in conflitto, finiscono per fondersi in un unico, complesso personaggio: una sorta di Tiresia contemporanea, capace di vedere oltre le apparenze ma ancora cieca rispetto alle proprie ferite interiori.
Il parallelo tra le due protagoniste si costruisce su dettagli intimi e profondi. Entrambe, nella loro vita, hanno dovuto confrontarsi con la limitazione dello sguardo: Dalida, strabica fin dall’infanzia, e la reporter, che ha perso un occhio a causa dell’esplosione di una granata. Queste cicatrici fisiche si intrecciano a una vocazione totalizzante, un bisogno irrefrenabile di fuga e di affermazione che le porta a mettere la propria vita al servizio di un obiettivo più grande, costi quel che costi. È in questo spazio di condivisione che la musica della cantante viene decontestualizzata e trasformata: le sue parole non parlano più solo d’amore, ma diventano il commento sonoro a un teatro di guerra, dove la distinzione tra morire sulla scena e morire sul campo si dissolve tragicamente.
La poetica della distorsione
L’intero spettacolo si regge sulla maestria di Roberta Lidia De Stefano, che firma non solo la regia e l’interpretazione, ma anche il disegno del suono e le composizioni musicali insieme a Gerarda Avallone. La ricerca estetica mira a liberare la figura di Dalida dai cliché melodrammatici che l’hanno accompagnata per decenni. Utilizzando una cifra stilistica che guarda alla biopolitica dei corpi e a una gestualità vocale precisa, lo spettacolo indaga il desiderio di verità assoluta che accomuna l’artista e la reporter. Il loro bisogno di trasmettere la realtà al pubblico diventa un atto di resistenza, una missione visionaria che trascende la biografia classica.
Il lavoro si inserisce in un percorso artistico di grande spessore per la protagonista, diplomata alla Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi di Milano e nota per collaborazioni eccellenti, da Dario Fo a molti altri nomi prestigiosi del panorama teatrale nazionale. Con produzioni indipendenti come Ro.Se, De Stefano continua a esplorare i confini della rappresentazione, portando in scena pezzi di drammaturgia contemporanea che non temono di confrontarsi con il dolore, la guerra e l’identità. Hotel Dalida è, in questo senso, un’opera necessaria, che trasforma il passato in un linguaggio potente per interrogare il presente.
Un appuntamento con la critica
L’evento non si esaurisce con la chiusura del sipario. Domenica 8 marzo, infatti, al termine della replica, il pubblico avrà l’occasione di approfondire i temi dello spettacolo attraverso un incontro con la compagnia, moderato da Ornella Rosato. L’appuntamento fa parte del progetto Staffetta critica, un’iniziativa che valorizza il dialogo tra spettatori, artisti e mediatori, offrendo strumenti per decodificare il linguaggio teatrale e il lavoro di drammaturgia che sta dietro alla messa in scena. È un momento prezioso per chi cerca in teatro non solo evasione, ma una riflessione critica sul mondo che ci circonda.
Info utili
- Date: sabato 7 marzo ore 20:30, domenica 8 marzo ore 17.
- Luogo: Teatro Biblioteca Quarticciolo, via Ostuni 8, Roma.
- Contatti: Per informazioni è possibile contattare il numero 06 69426222 o scrivere a promozione.tbq@cranpi.com.
- Durata: 60 minuti circa.
(in foto: Roberta Lidia De Stefano in “Hotel Dalida“- Foto ©Serena Serrani)
