Cosa: Mothers of Invention, prima mostra personale di arte digitale di Massimo Sebastiani.
Dove e quando: Roma, presso la Strati d'Arte Gallery, dal 9 al 26 settembre 2026 (inaugurazione il 14 settembre alle 18.30).
Perché: Per scoprire come la precisione del giornalismo si trasforma in un'indagine visiva stratificata, dove l'opera digitale diventa un esemplare materico e irripetibile.
Dalla parola all'immagine
Per una vita intera, Massimo Sebastiani ha raccontato e decodificato la realtà attraverso l'uso meticoloso delle parole. Oggi, il giornalista professionista con un lungo trascorso all'ANSA sceglie di sospendere la narrazione verbale per moltiplicarla e interrogarla attraverso la potenza delle immagini. Da questo profondo rovesciamento di prospettiva prende forma Mothers of Invention, la sua prima mostra personale curata da Diana Daneluz, che esplora la transizione dell'arte visiva contemporanea.
Laureato in filosofia e da sempre attraversato da interessi poliedrici che spaziano dalla musica al cinema fino alla storia dell'arte, Sebastiani porta nella sua pratica artistica un bagaglio culturale profondo. Dopo aver seguito come inviato i principali festival del cinema e aver condotto eventi di respiro internazionale, l'autore canalizza questa ricchezza esperienziale in un linguaggio inedito. Le sue opere nascono in ambiente digitale, ma l'artista compie una scelta radicale: sottrarle alla loro naturale riproducibilità. Fissate in stampa fotografica su supporto Poliplat e realizzate in esemplare unico, le creazioni trasformano il file digitale in materia e presenza, creando nuove stratificazioni dello sguardo per lo spettatore.
Il significato di Mothers of Invention
Il titolo stesso dell'esposizione rappresenta una vera e propria dichiarazione di poetica. Il richiamo è duplice: da un lato omaggia i Mothers of Invention, la celebre band fondata da Frank Zappa a Los Angeles negli anni Sessanta; dall'altro lato, evoca il noto motto secondo cui la necessità è madre dell'invenzione. Questo doppio riferimento parla di vincoli che vengono trasformati in possibilità creative, abbracciando la contaminazione e rifiutando le gerarchie tra i diversi linguaggi espressivi.
L'uso del plurale nel titolo non è casuale. Esso moltiplica le possibili origini dell'opera d'arte e le innumerevoli traiettorie da cui può scaturire un'immagine. In questo modo, il percorso espositivo costruisce un lessico visivo complesso, allontanandosi dall'arte di matrice informale per abbracciare un rigore geometrico e concettuale dove la ripetizione non coincide mai con l'identico.
Il percorso espositivo e le opere
La mostra si articola attraverso quattro serie tematiche principali: Il volto misterioso, La città, Le stagioni e Differenza e Ripetizione. A queste si aggiungono alcune opere fuori serie, tra cui spicca proprio Mothers of Invention, il lavoro che dà il titolo all'intera rassegna. Forme, pattern, trasparenze e variazioni cromatiche si sovrappongono in un dialogo continuo. Nella serie Differenza e Ripetizione, l'esplicito riferimento al filosofo Gilles Deleuze diventa la chiave di volta per leggere lo scarto e la singolarità che ogni iterazione è in grado di produrre.
È proprio in queste sale che il passato da cronista incontra e si scontra con la nuova ricerca visiva. Se il giornalismo esige di ridurre la complessità a un'informazione chiara e verificata, nelle opere di Sebastiani accade l'esatto opposto: l'immagine non spiega, ma allude; non chiude il significato, ma lo lascia volutamente aperto. Il rumore di fondo, che il giornalista ha imparato a eliminare dal segnale, torna prepotentemente nell'arte sotto forma di accumulo, ritmo e colore.
Info utili
- Mostra: Mothers of Invention di Massimo Sebastiani
- Curatela: Diana Daneluz
- Luogo: Strati d’Arte Gallery, Via Sicilia 133–135, Roma
- Date: dal 9 al 26 settembre 2026
- Vernissage: lunedì 14 settembre 2026, ore 18.30
- Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00; sabato su appuntamento
- Ingresso: libero
