Cosa: Nuova edizione del District Dance Festival, rassegna dedicata alla danza contemporanea e alle performance site-specific.
Dove e quando: A Roma, tra teatri e spazi urbani dei Municipi V e VII (Centrale Preneste, Piazza dei Mirti, Parco Sangalli, Teatro Villa Lazzaroni), dal 10 al 13 settembre 2026.
Perché: Per esplorare il rapporto tra corpo, identità e paesaggio urbano, avvicinando il pubblico a linguaggi coreografici innovativi fuori dai confini teatrali tradizionali.
Un nuovo modo di abitare la città attraverso il corpo
Roma torna a essere il palcoscenico a cielo aperto per la nuova edizione del District Dance Festival, la rassegna curata dalla Compagnia Atacama sotto la direzione artistica di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Dal 10 al 13 settembre 2026, la capitale ospiterà una programmazione diffusa che mira a portare l'arte coreografica sia all'interno degli spazi teatrali convenzionali sia in luoghi urbani insoliti. L'obiettivo principale è mettere l'espressione corporea in relazione diretta con i quartieri, trasformando piazze e parchi in veri e propri palcoscenici in cui la comunità può riconoscersi e interagire.
Il progetto si inserisce nel ricco calendario di danza a Roma, tracciando una geografia artistica che coinvolge attivamente il Municipio V, con i quartieri di Prenestino-Labicano, Centocelle e Torpignattara, per poi estendersi al Municipio VII. Attraverso il coinvolgimento di compagnie consolidate, giovani autori e progetti di ricerca provenienti da diverse regioni italiane, il festival indaga temi di stretta attualità. Al centro della riflessione vi sono la condizione dell'individuo moderno, il superamento dei confini, il bisogno di appartenenza, la memoria e l'imprescindibile rapporto con il paesaggio e l'ambiente circostante. La danza diventa così lo strumento privilegiato per esplorare la tensione tra il singolo e la collettività, tra il limite imposto e la continua trasformazione.
Il programma: tra palcoscenico e spazi urbani
Il sipario si alza giovedì 10 settembre alle ore 21:00 presso il Centrale Preneste Teatro. La serata inaugurale vede protagonista la Mandala Dance Company con Stone, una nuova produzione con concept e regia di Paola Sorressa. L'opera utilizza la pietra come fulcro materico e simbolico di un rito di trasformazione, richiamando l'estetica dei giardini Zen giapponesi per mostrare come l'ostacolo possa diventare materia di evoluzione. A seguire, la Compagnia Atacama presenta L'Ultimo Uomo, un'opera ideata da Patrizia Cavola e Ivan Truol, ispirata a La società della stanchezza di Byung-Chul Han. Lo spettacolo riflette sull'individuo immerso in una società performativa, vittima dell'iperattività e dell'autosfruttamento, rendendo visibile sul corpo scenico l'esaurimento contemporaneo.
Venerdì 11 settembre, alle ore 17:15, l'azione si sposta in Piazza dei Mirti. Qui, lo spazio pubblico diventa parte attiva e integrante delle performance. La Compagnia Atacama porta in scena Anime, un lavoro che esplora il concetto di abitare in relazione ai vuoti e ai pieni dello spazio urbano. Subito dopo, la Compagnia Fabula Saltica, con la regia di Mattia Chiarelli, propone PATAPHYSICIEN, un'indagine materica e visionaria incentrata sulla ricerca dell'identità, nata dal progetto Giovani Autori under 25. Chiude la giornata il progetto under 30 HUNT CDC Young Project con Free Wall, con coreografia di Giosy Sampaolo, dove il muro assume la doppia valenza di confine e possibilità di superamento. È proprio in questi contesti non convenzionali che si comprende a fondo l'essenza della danza contemporanea, capace di dialogare senza filtri con l'architettura cittadina e di creare un ponte tra generazioni diverse.
Nuove generazioni, ecologia e percezioni sensoriali
Il fine settimana amplia ulteriormente gli orizzonti tematici e spaziali del festival. Sabato 12 settembre, il Parco Sangalli accoglie la Compagnia Arearea con Dancing FOUR Peace, un intreccio di movimento ed equilibri dinamici che dialoga con la poesia di autori come Bachmann, Szymborska e Ungaretti. Segue l'esplorazione onirica di Dreaming Box-Solo della Compagnia Adarte, in cui il corpo attraversa stati di estasi e trasformazione. La ResExtensa Dance Company conclude il sabato con L'Altro di Gianni Wers, un'analisi del conflitto tra individualismo e accettazione sociale espressa attraverso la fusione di linguaggi fisici ed elementi di house dance, simboleggiata dalla contesa di un giaccone.
La giornata conclusiva di domenica 13 settembre si apre alle 10:00 al Teatro Villa Lazzaroni con un appuntamento pensato anche per le nuove generazioni di spettatori: La Regina senza Nevi. Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo rileggono la celebre fiaba di Andersen in chiave ecologica e civile, trasformando il viaggio di Gerda in una profonda riflessione sulla crisi climatica. Nel pomeriggio, il festival torna all'Ex Bocciodromo di Parco Sangalli. La Compagnia Déjà Donné esplora le dinamiche di sostegno e fiducia con Quasi niente n.1, seguita da LYNX LYNX della Compagnia Aurelio Di Virgilio, una suggestiva indagine sulla memoria e l'estinzione animale. A chiudere il festival è Livia Bartolucci con Contrappunti dall'Oceano, un'esperienza immersiva che, grazie a una tecnologia audio a 360 gradi, spinge il pubblico ad abbandonare le certezze percettive abituali per aprirsi totalmente all'imprevedibilità e all'ignoto.
Info utili
- Date: dal 10 al 13 settembre 2026
- Luoghi: Centrale Preneste Teatro, Piazza dei Mirti, Parco Sangalli, Teatro Villa Lazzaroni (Roma)
- Orari principali: giovedì 10 alle 21:00; venerdì 11 alle 17:15; domenica 13 dalle 10:00
