Cosa: Oltre 30 appuntamenti tra spettacoli, performance, incontri e attività formative dedicati alla danza contemporanea.
Dove e quando: A Velletri e Genzano di Roma, dal 18 settembre al 17 novembre.
Perché: Per esplorare tematiche attuali come l'identità, la memoria e la crisi climatica, in un dialogo suggestivo tra il linguaggio del corpo e i luoghi storici.
Dal 18 settembre al 17 novembre, i Castelli Romani si trasformano in un palcoscenico diffuso per accogliere Paesaggi del Corpo, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Con oltre trenta appuntamenti in cartellone, la manifestazione porta l'arte performativa al di fuori dei circuiti teatrali tradizionali, invadendo piazze, palazzi storici, spazi culturali e teatri dei comuni di Velletri e Genzano di Roma.
Il festival si propone come un crocevia di linguaggi e prospettive, chiamando a raccolta prestigiose compagnie italiane e internazionali, maestri affermati e nuove generazioni di artisti. Come sottolinea la direttrice artistica Patrizia Cavola, la rassegna torna sul territorio "con un programma che riunisce spettacoli, performance, formazione e incontri con il pubblico". L'obiettivo è far dialogare la danza contemporanea con i luoghi e con il presente, "affrontando temi come il rapporto tra individuo e comunità, la crisi climatica, la memoria, la tecnologia, l'identità e l'alterità".
I linguaggi del corpo tra mito, società e spazi urbani
Il cartellone offre uno spaccato profondo sulle contraddizioni della nostra epoca, attingendo al mito così come alla stretta attualità. La coreografa Michela Lucenti, con la sua opera Tebe, guarda alla tragedia classica per interrogare le tensioni del presente: ispirato a Le Fenicie di Euripide, il lavoro trasforma la lotta tra Eteocle e Polinice in una vibrante e fisica riflessione su potere, guerra, tirannia e democrazia.
Spostandosi sulle nevrosi contemporanee, Invidia (Genesi dell'invidia), con concept e drammaturgia di Rosanna e Simona Cieri, indaga un sentimento antico riletto attraverso la lente deformante dei social network. L'invidia viene osservata in una società dove il confronto permanente con le immagini altrui trasforma il desiderio in frustrazione, odio e autodistruzione. Un omaggio viscerale alla Capitale arriva invece dal coreografo Enzo Cosimi, che osserva Roma come "materia viva, stratificata e contraddittoria", evocando le suggestioni di Pasolini, Belli, Fellini, Caravaggio, Artaud e Petrolini per fare della città il centro assoluto della scena.
Oltre le convenzioni: virtuosismi, relazioni e nuove generazioni
La danza contemporanea si conferma uno strumento potente per scardinare i pregiudizi e indagare le relazioni umane. È il caso di R.OSA – 10 esercizi per nuovi virtuosismi della coreografa Silvia Gribaudi, uno spettacolo che ribalta i codici tradizionali mettendo al centro un corpo libero dalle norme imposte. "Con ironia e complicità, la performer affronta dieci esercizi coinvolgendo direttamente il pubblico", interrogando il nostro modo di guardare la donna e i modelli sociali precostituiti.
Sul fronte delle dinamiche interpersonali, la coreografa Irene Kalbusch esplora la tensione continua tra il trattenere e il lasciar andare. Nel suo lavoro, due individui si incontrano con cautela cercando una vicinanza, in un gioco di "attrazione e separazione, fascinazione per ciò che è sconosciuto e accettazione dell'altro", costruendo una performance in perenne bilico tra prossimità e distanza.
Paesaggi Kids e i progetti speciali per l'infanzia
Un'attenzione particolare è rivolta al pubblico di domani con la sezione Paesaggi Kids. Tra le proposte di spicco figura Anghingò, creato da Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato al libro Amblimblè di Piero Dorfles, lo spettacolo recupera l'immaginario dei giochi di strada di un tempo. Conte, filastrocche, ritmo e movimento compongono una partitura che guarda all'infanzia nell'epoca dei dispositivi digitali, riflettendo sulla "progressiva perdita degli spazi di socialità spontanea".
Sempre a firma di Cavola e Truol è la rilettura de Il Brutto Anatroccolo, dove la celebre vicenda diventa un pretesto poetico per una profonda riflessione sulla diversità, sull'accettazione di sé e sulla ricerca del proprio posto nel mondo. Il festival ospita inoltre un progetto speciale dedicato alla figura di Pinocchio, con performance e approfondimenti critici, arricchendo ulteriormente l'offerta culturale rivolta alle famiglie e confermando la vocazione inclusiva della manifestazione.
Info utili
- Luoghi: Velletri e Genzano di Roma (piazze, palazzi storici, spazi culturali e teatri)
- Date: Dal 18 settembre al 17 novembre
- Programma: Oltre 30 appuntamenti tra spettacoli, performance, incontri e attività formative
