- Cosa: Debutto assoluto di UNUS, un’opera immersiva di teatro danza portata in scena dal neonato collettivo artistico Ars Fluendi.
- Dove e Quando: Teatro Ivelise (Via Capo d’Africa 8/12, in zona Colosseo – Roma), domenica 10 maggio alle ore 20:00.
- Perché: Per vivere un’esperienza sensoriale unica che indaga le origini dell’umanità e l’energia invisibile che plasma la materia, in un dialogo ininterrotto tra corpo e vibrazione.
Nel vibrante e in continua evoluzione panorama delle arti performative capitoline, lo storico e suggestivo Teatro Ivelise, incastonato a pochi passi dall’imponenza senza tempo del Colosseo, si prepara ad accogliere un evento che promette di scuotere le convenzioni sceniche tradizionali. Domenica 10 maggio, il palcoscenico romano ospiterà il debutto di UNUS, un’ambiziosa opera teatrale che fa dell’immersività totale la sua cifra stilistica principale. Questo appuntamento non rappresenta soltanto una semplice prima teatrale, ma segna il battesimo del fuoco per una nuova e promettente realtà artistica indipendente, pronta a esplorare con coraggio i confini sempre più labili e affascinanti tra il movimento fisico, la sperimentazione sonora e la profonda indagine filosofica contemporanea.
La nascita di Ars Fluendi e la forza del collettivo
Il progetto UNUS nasce dall’urgenza espressiva del collettivo Ars Fluendi, una formazione artistica poliedrica che ha visto la luce nell’estate del 2025. La particolarità di questo gruppo risiede nella sua natura intrinsecamente nomade e plurale: è il frutto germogliato in un territorio geografico e culturale di confine, un crocevia ideale e fisico che abbraccia le regioni dell’Abruzzo, della Puglia, delle Marche e del Lazio. Questa genesi frammentata ma fortemente connessa ha permesso di far confluire visioni, tradizioni ed emozioni profondamente eterogenee, sedimentate nel tempo e ora finalmente pronte a esplodere in una forma scenica condivisa. La scelta di operare come collettivo ribadisce l’importanza della collaborazione nell’arte contemporanea, allontanandosi dall’individualismo per abbracciare una creazione corale.
A guidare questa prima discesa in campo è la figura di Sara Ciprietti, che firma sia la regia che l’intensa coreografia dell’opera. Al suo fianco, in qualità di interpreti di questa complessa partitura fisica, troviamo i performer Simone Montanari, Roberto Rosiello e Andrea Simonelli. Il debutto di una neonata compagnia con un’opera così stratificata rappresenta una sfida artistica notevole. Il palcoscenico si trasforma in un laboratorio vivente dove gli artisti non si limitano a esibirsi, ma invitano il pubblico a varcare la soglia del palcoscenico per condividere uno spazio di pura ricerca. Il collettivo si pone l’obiettivo ambizioso di far sentire lo spettatore parte integrante di un’umanità in perenne divenire, abbattendo la quarta parete attraverso l’empatia e la vibrazione condivisa.
Il corpo come strumento e il mistero dell’origine
Dal punto di vista tematico e drammaturgico, UNUS si addentra in un terreno concettuale tanto antico quanto inesplorato: la ricerca del principio primordiale. Lo spettacolo pone al centro dell’azione scenica il corpo umano inteso come corda vibrante, un elemento fisico il cui movimento vivo e pulsante è in grado di dare voce ai ritmi più profondi e inesprimibili dell’essere. In questa visione, la carne e i muscoli perdono la loro connotazione puramente anatomica per trasformarsi in cassa di risonanza dell’anima, rispondendo a una danza antica e invisibile che muove ogni cosa. È un invito a spogliarsi delle sovrastrutture razionali per tornare a un ascolto pre-verbale, radicato nell’istinto.
La narrazione, priva di una trama lineare convenzionale, si snoda attraverso tre ipotesi affascinanti, lasciate intenzionalmente sospese in un dialogo silenzioso con gli spettatori. La prima suggerisce che sia il suono l’energia primaria capace di modellare la materia; la seconda ipotizza che sia proprio il corpo a generare l’universo sensibile; la terza evoca un principio primordiale superiore che guida i performer. Soltanto in un secondo momento interviene la mente umana, nel suo sforzo perenne di interpretare, tradurre in parole e incasellare questo fluire magmatico. UNUS sfida così la certezza granitica delle nostre origini, lasciando chi guarda immerso nel mistero rassicurante e insondabile di ogni singola vibrazione vitale.
Un’esperienza immersiva tra paesaggi sonori e luce
Per tradurre un concept così astratto e filosofico in materia scenica palpabile, la componente tecnica e sensoriale gioca un ruolo di assoluta preminenza. Non si può parlare di un’opera realmente immersiva senza analizzare l’accurata costruzione degli ambienti sonori. Il sound design, curato meticolosamente da Giuseppe Taffi, si intreccia alle musiche originali composte dallo stesso Taffi in collaborazione con Emidio De Berardinis e l’apporto di Loredana Maxia. Questo tappeto acustico non fa da mero accompagnamento all’azione, ma diventa esso stesso drammaturgia invisibile, una forza fisica che attraversa la sala del Teatro Ivelise e avvolge lo spettatore, costringendolo a confrontarsi con echi, risonanze e frequenze che sfuggono alla vista ma penetrano in profondità.
Altrettanto cruciale è il disegno luci, elemento fondamentale per scolpire lo spazio vuoto e dare tridimensionalità alla performance corporea. Il light design ideato da Danny Di Diomede modella letteralmente i volumi degli interpreti, creando contrasti tra ombre nette e squarci di luce che suggeriscono la dualità tra il caos primordiale e l’ordine della mente. La sinergia tra l’impianto visivo, le pulsazioni sonore e i corpi in movimento del collettivo Ars Fluendi mira a creare un cortocircuito emotivo potente. Il risultato finale promette di essere un vibrante invito aperto a ogni spettatore: perdersi nell’eco di ciò che sfugge alla logica quotidiana per potersi, infine, ritrovare profondamente trasformati.
Info utili
- Luogo: Teatro Ivelise (Via Capo d’Africa 8/12, zona Colosseo – Roma).
- Data e orario: Domenica 10 maggio 2026, ore 20:00.
- Informazioni e Prenotazioni: Contattare direttamente i canali ufficiali del Teatro Ivelise per verificare la disponibilità dei posti e le modalità di accesso.
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