- Cosa: La grande mostra personale Oltre le ceneri dedicata alla scultura monumentale e all’arte contemporanea dell’artista Renzogallo, curata criticamente da Aldo Iori.
- Dove e Quando: Negli affascinanti spazi del Mattatoio di Roma, all’interno della Pelanda (Galleria delle Vasche), situata in Piazza Orazio Giustiniani 4, visitabile dal 9 giugno al 2 agosto 2026.
- Perché: Per immergersi in un percorso site-specific in cui imponenti installazioni in ferro rosso e sculture lignee dialogano con l’architettura industriale, scardinando le narrazioni dominanti della società moderna.
La vibrante scena culturale della capitale si arricchisce di un nuovo, imperdibile appuntamento espositivo dedicato all’arte contemporanea. Dal 9 giugno al 2 agosto 2026, gli ampi e suggestivi spazi del Mattatoio di Roma, e più precisamente la Pelanda all’interno della Galleria delle Vasche, faranno da prestigiosa cornice alla mostra Oltre le ceneri. Questo progetto monografico, interamente dedicato alla prolifica e visionaria figura dell’artista Renzogallo, è promosso congiuntamente dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio – Città delle Arti. L’iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con Latitudo e curata con grande sensibilità e maestria da Aldo Iori, promette di offrire al grande pubblico un’esperienza visiva, sensoriale ed emotiva di rara intensità e profonda caratura intellettuale.
Un dialogo intimo con le architetture della Pelanda
L’esposizione Oltre le ceneri non è stata in alcun modo immaginata come una semplice rassegna antologica o una passiva esposizione di opere preesistenti, ma si configura fin dalla sua originaria genesi come un percorso artistico organico, appositamente pensato in una vitale e inscindibile relazione simbiotica con il particolare e iconico luogo che lo ospita temporaneamente. Il progetto si snoda come un affascinante e ininterrotto viaggio concettuale e poetico attraverso i lunghi anni di rigorosa ricerca dell’artista, prendendo significativamente il via da un’imponente e strabiliante opera site-specific creata su misura per questa importante occasione. Si tratta di un’ipnotica e calibrata sequenza di massicci elementi in ferro rosso che, disponendosi e diramandosi nello spazio vuoto come un unico e maestoso organismo pulsante, danno materialmente e prepotentemente forma a una grande installazione unitaria capace di ridisegnare le volumetrie dell’intero ambiente circostante.
Questo dialogo serrato, muto e continuo tra le nuove forme create dall’uomo e il severo contenitore architettonico di stampo industriale prosegue fluidamente nel resto del meticoloso allestimento, arricchendosi progressivamente di sfumature tattili e inaspettati materiali. L’articolato itinerario visivo conduce infatti il visitatore verso una complessa e magnetica installazione realizzata sapientemente combinando il caldo legno alla fragilità della carta di giornali, anch’essi verniciati rigorosamente con la medesima, accesissima tonalità di rosso, che si affiancano a preziosi dipinti su tela e pregevoli opere realizzate in tecnica mista su carta. Tutti questi eterogenei e affascinanti elementi sono chiamati a partecipare in modo attivo al profondo e radicato concetto di soglia e attraversamento, instaurando un fitto e inesauribile dialogo diffuso in cui le diverse consistenze delle materie si fondono miracolosamente con le alterate e inedite dimensioni percettive.
La decostruzione delle narrazioni dominanti
Al centro pulsante dell’intensa poetica e dell’insaziabile lavoro scultoreo di Renzogallo vi è una precisa, tagliente e insopprimibile urgenza intellettuale e civile: quella di superare definitivamente e scardinare dall’interno le superficiali e vuote forme di racconto preconfezionate che invadono costantemente e rumorosamente la nostra caotica contemporaneità. L’artista romano si prefigge il difficile ma necessario compito di mettere radicalmente in crisi e in dura discussione le rassicuranti e onnipresenti narrazioni dominanti, puntando fermamente il dito in particolar modo contro le dinamiche profondamente alienanti e i messaggi spesso subdolamente fuorvianti veicolati in massa dal sistema dei moderni mass media. L’obiettivo primario ed etico della sua potente scultura è quello di spronare vigorosamente l’osservatore a scavare in profondità oltre le apparenze, invitandolo a cercare strenuamente nuovi e inesplorati orizzonti di senso e di verità proprio in quei desolati luoghi dell’anima dove, a un primo e distratto sguardo, sembrano esserci tristemente solo le inerti macerie e l’inevitabile desolazione del tempo presente.
Per riuscire a raggiungere appieno questo ambiziosissimo e nobile traguardo empatico, relazionale e cognitivo, le maestose e suggestive installazioni ambientali vengono volutamente concepite e presentate al vasto pubblico in una calcolata scala che risulta essere perfettamente adattata all’imponente spazio espositivo che le accoglie, perseguendo e concretizzando magistralmente una personalissima e intimistica idea di monumentalità contemporanea. Le opere esposte varcano prepotentemente i ristretti e angusti confini della più tradizionale scultura accademica per tramutarsi in una vera e propria architettura visionaria, proponendo una radicale e audace trasformazione dello spazio circostante che, tuttavia, non si impone mai in modo aggressivo, dogmatico o prevaricante sul luogo in cui viene temporaneamente collocata. Al contrario, ogni singola e possente struttura plastica è stata minuziosamente pensata e ingegnosamente progettata per attivare un corto circuito sensoriale, innescando – unicamente grazie all’indispensabile presenza umana e partecipativa dell’osservatore – una fondamentale e vitale relazione interattiva e osmotica tra il corpo fisico di chi guarda, l’enorme spazio circostante e l’illuminante visione mentale e concettuale dell’opera stessa.
Il percorso artistico e visionario di Renzogallo
La lunghissima e prestigiosissima carriera artistica di Lorenzo Gallo, divenuto ormai universalmente celebre e riconosciuto nel vasto e competitivo panorama artistico internazionale con il fortunato pseudonimo di Renzogallo assunto formalmente a partire dal 1985, affonda le sue più solide, profonde e inestirpabili radici nel vivacissimo ed effervescente clima culturale romano di svariati decenni fa. Nato nella capitale d’Italia nel 1943, il talentuoso artista ha portato a termine la sua prima, fondamentale e fondativa formazione accademica frequentando le aule del celebre Liceo artistico di via Ripetta, avendo la fortuna e il privilegio inestimabile di incrociare il proprio cammino e di essere costantemente guidato e ispirato da alcuni degli indiscussi, grandissimi maestri dell’arte del Novecento italiano, tra cui spiccano i nomi inarrivabili di Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato, Afro e Gastone Novelli. Proprio quest’ultimo gigante della pittura informale ha voluto apporre orgogliosamente la propria firma in calce alla presentazione critica della primissima esposizione personale italiana del giovane talento, svoltasi nel lontano e fervente 1967 presso gli iconici spazi della storica galleria romana “Il ferro di cavallo”, sancendo di fatto l’inizio di un meraviglioso e inarrestabile percorso evolutivo che lo ha portato prestissimo a varcare i confini nazionali per esplorare in prima persona i ferventi centri culturali del resto dell’Europa, spingendosi con curiosità e ardore da Madrid a Barcellona, fino a toccare il cuore pulsante della sperimentazione a Parigi.
Nel corso del rapido e continuo fluire dei decenni successivi, l’inconfondibile estetica concettuale di Renzogallo ha continuato a subire affascinanti e costanti trasformazioni stilistiche, evolvendosi organicamente da un iniziale approccio fortemente minimalista e strettamente focalizzato su una rigorosa struttura a maglia quadrata su cui operare, fino ad abbracciare con sempre maggiore convinzione l’adozione e la stratificazione di materiali e corpi estranei ed eterogenei come grezze reti metalliche, fragili vetri, legni consumati e umide argille, per approdare infine in modo definitivo alle grandissime e avvolgenti installazioni ambientali che hanno caratterizzato i fruttuosi anni Ottanta e Novanta della sua formidabile produzione. Nell’evocativa e suggestiva cornice offerta in questa occasione dalla mostra Oltre le ceneri, questa instancabile, inesausta e meticolosa ricerca plastica giunge al suo perfetto compimento e si sublima in un pressante, irresistibile invito rivolto apertamente al pubblico: quello di interrogarsi profondamente sul misterioso spazio fisico e mentale che percorre inesorabilmente e definisce in modo stringente il nostro ineffabile tempo terreno. Attraverso la dirompente, incontenibile forza evocativa e l’innegabile, travolgente impatto visivo e simbolico dell’utilizzo massiccio ed esclusivo del vibrante colore rosso fuoco, l’intera e complessa progettualità espositiva proposta nei padiglioni della Pelanda diviene per incanto, sotto gli occhi meravigliati del visitatore, un tangibile, solido e palpabile sogno di potenza estetica, trasmettendo a chiunque ne varchi le monumentali soglie un inebriante, totalizzante e inequivocabile senso di calore puramente vitale.
Info utili
- Orari: Dal martedì alla domenica, dalle ore 11.00 alle ore 20.00. La mostra osserva un giorno di chiusura settimanale fissato al lunedì. Si ricorda ai visitatori che l’ultimo ingresso è sempre consentito esclusivamente fino a un’ora prima dell’orario di chiusura ufficiale.
- Indirizzo: Mattatoio di Roma, La Pelanda – Galleria delle Vasche, situata in Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma.
