- Cosa: Ghenos – L’eredità dei padri, spettacolo teatrale originale scritto e diretto da Joyce Conte.
- Dove e Quando: Teatro Quirino (Via delle Vergini 7, Roma), giovedì 11 giugno 2026 alle ore 21.00.
- Perché: Per esplorare le nevrosi della società odierna attraverso una rilettura dark, allucinata e profonda del mito degli Atridi e delle colpe ereditarie.
L’antica Grecia e i suoi miti sanguinosi tornano a vivere sul palcoscenico capitolino, offrendo uno specchio inquietante nel quale riflettere le paure della nostra epoca. Al Teatro Quirino Vittorio Gassman, giovedì 11 giugno 2026 alle ore 21.00 , andrà in scena Ghenos – L’eredità dei padri , una coraggiosa produzione indipendente che si pregia del patrocinio delle Officine Quirino Scuola d’Arte Drammatica. Con la drammaturgia e la regia sapientemente curate da Joyce Conte, la rappresentazione si addentra nei meandri più oscuri e morbosi della dinastia di Agamennone. Il palcoscenico si trasforma così in un’arena claustrofobica dove si consuma non solo la tragedia di una famiglia aristocratica, ma il dramma universale di un’intera generazione schiacciata dal peso insopportabile delle colpe del passato.
Il macabro banchetto funebre di Agamennone
La narrazione prende le mosse da una città di Micene sprofondata nel caos più totale: Agamennone, il glorioso Signore di Uomini, è stato brutalmente assassinato subito dopo il suo ritorno dalla sanguinosa impresa coloniale a Troia. La sua morte, descritta suggestivamente come il sacrificio di un cervo sull’altare della vendetta, innesca una inarrestabile spirale di eventi macabri. All’interno della reggia viene allestito un surreale banchetto funebre per onorare la memoria del sovrano caduto. A questa tavola siedono esclusivamente i suoi figli: Oreste, Elettra, Crisotemi e perfino Ifigenia, che sebbene defunta occupa fisicamente il suo posto in questo triste convivio. Un cast corale, che vede sul palco talenti come Marta Bifano, Letizia Garaffa, Anastasia Bonarrigo, la stessa Joyce Conte, Marta Pappalardo, Flora Rossitto, Brando Di Placido, Teresa Massari, Giuliana Pizzuti e Umberta Somma, restituisce magistralmente questa tensione asfissiante.
I giovani eredi, riuniti attorno all’ombra del padre, non possono fare a meno di interrogarsi con viva angoscia sul loro destino e sul futuro incerto di un regno ormai in frantumi. Si chiedono, smarriti, quale ruolo dovranno fatalmente ricoprire all’interno di questa ineluttabile tragedia. A rendere l’aria ancora più irrespirabile è l’ingombrante e sinistra presenza della madre Clitemnestra, spietata manipolatrice e autrice materiale dell’assassinio del marito. L’atmosfera si fa insostenibile mentre due bizzarri oracoli servono pietanze culinarie che si rivelano ben presto indigeste e pesanti. Sostenuti dalle atmosfere create dal Direttore Tecnico Enzo Sellitto e dal responsabile audio e luci Sasha Donninelli , i figli, in un crescendo di orrore e allucinazioni, saranno costretti a divorare questo pasto allegorico morso dopo morso, scivolando inesorabilmente verso la nausea e la pazzia.
Il sangue e la maledizione del Ghenos
Il fulcro concettuale, nonché il titolo dell’intera opera teatrale, risiede nel termine greco “Ghenos”, che nella lingua italiana viene solitamente tradotto con la parola “Stirpe”. Tuttavia, la drammaturgia ci ricorda che questa parola racchiude un significato esoterico e ancestrale ben più profondo di un semplice legame di parentela: presuppone una viscerale connessione del corpo e dell’anima con i propri antenati attraverso il sangue. È proprio il sangue a fungere da tramite inossidabile, unendo indissolubilmente il mondo dei vivi a quello dei morti. Le grandi dinastie mitologiche, come quella fondata da Agamennone, godono certamente della gloria e del prestigio accumulati dai progenitori, ma hanno l’assoluto dovere di perpetrarli generazione dopo generazione.
Il rovescio della medaglia di questa immensa eredità è tuttavia atroce: insieme al prestigio, si trasmettono in modo ineluttabile anche i vizi, le malattie e gli innumerevoli peccati commessi dagli avi. In questa ferrea visione fatalistica, non esiste alcun modo per spezzare la catena, poiché è il Ghenos stesso a identificare e caratterizzare intimamente un uomo, scavalcando e annullando le sue singole azioni individuali. Il dramma si consuma pienamente quando una stirpe nasce irrimediabilmente maledetta: i figli sono chiamati per crudo dovere a assimilare il male e a tramandarlo a loro volta, avvelenando l’intero albero genealogico senza mai avere la possibilità di curarsi o di purificarsi veramente.
Una spietata metafora della gioventù contemporanea
Lontano dall’essere un puro esercizio stilistico sulla tragedia classica, Ghenos si trasforma atto dopo atto in un potente manifesto sociale, incarnando il grido disperato di una gioventù contemporanea profondamente frustrata. Le nuove generazioni ritratte nell’opera si ritrovano pompate di ambizioni effimere e gravate da responsabilità insostenibili, costrette a prendere il posto di padri e madri terribili. Questo ciclo vizioso minaccia di far sprofondare nel baratro non solo la singola casata regnante, ma l’intera umanità e il pianeta stesso, tracciando un parallelo spaventosamente calzante con le crisi etiche e ambientali della modernità.
Di riflesso, la regia ci sbatte in faccia l’immagine cruda di una Famiglia disfunzionale, tutt’altro che perfetta, descritta senza mezzi termini come priva di valori e ormai marcescente. Spogliate di punti di riferimento solidi e senza esempi positivi da seguire, le nuove generazioni si scoprono immobilizzate all’interno di una soffocante prigione. Si sentono del tutto incapaci di cambiare le sorti del mondo e finiscono per essere animate unicamente da un cupo pessimismo, da una rabbia feroce e da una disarmante sfiducia verso il futuro. Una provocazione artistica densa e necessaria, racchiusa in un’intensa ora di spettacolo che il Quirino offre coraggiosamente a ingresso libero.
Info utili
- Spettacolo: Ghenos – L’eredità dei padri
- Dove: Teatro Quirino, Via delle Vergini 7, 00187 Roma
- Quando: Giovedì 11 giugno 2026, ore 21.00
- Ingresso: Libero
- Durata: 1 ora
