- Cosa: Firma di una convenzione triennale per il progetto Relazioni di cura: Arte, Interiorità e Umanità finalizzato al nuovo Servizio Oncologia.
- Dove e Quando: Presso l’Ospedale Santo Spirito in Sassia a Roma. Accordo presentato martedì 26 maggio 2026.
- Perché: Per trasformare gli ambienti di degenza, integrando arte, neuroscienze ed eccellenza clinica per supportare concretamente il benessere emotivo e la dignità dei pazienti oncologici.
Nel cuore pulsante della Capitale, a due passi dal Vaticano, l’antico e prestigioso Ospedale Santo Spirito in Sassia si appresta a vivere una nuova, straordinaria fase della sua storia millenaria. L’arte e la scienza medica tornano a dialogare strettamente grazie alla recente firma di una convenzione che cambierà in modo radicale il volto del reparto oncologico capitolino. L’Azienda Sanitaria Locale Roma 1 e la Fondazione Relazionésimo ETS hanno infatti siglato un accordo rivoluzionario che dà vita al progetto Relazioni di cura: Arte, Interiorità e Umanità. Questa ambiziosa sinergia mira a ridefinire non solo gli spazi architettonici, ma l’intera esperienza di degenza all’interno del nuovo Servizio Oncologia e del Day Hospital Oncoematologico, ponendo l’umanizzazione delle cure al centro del percorso terapeutico di ogni individuo.
La Neuroestetica al Servizio del Paziente
L’approccio scelto per questa profonda trasformazione si fonda sui principi innovativi della neuroestetica e delle neuroscienze. Gli studi più recenti dimostrano in modo inequivocabile come la percezione degli ambienti fisici incida profondamente sul benessere psicologico e sulla risposta emotiva di chi li attraversa, specialmente in contesti di fragilità. Un ospedale non deve essere vissuto come un asettico luogo di passaggio o di sofferenza, bensì come uno spazio di accoglienza che concorre attivamente alla cura. Attraverso questo accordo pionieristico, il tavolo sperimentale di lavoro si concentrerà sulla progettazione di un ambiente che migliori in modo tangibile l’orientamento, la leggibilità degli spazi e la corretta percezione del tempo per i pazienti in cura.
Il contributo della Fondazione si esplica concretamente nella cura dei dettagli che garantiscono comfort, calma e tutela assoluta della privacy. La riorganizzazione strutturale e metodologica prevede l’integrazione di elementi artistici pensati non come semplici ed estemporanee decorazioni, ma come veri e propri alleati per il benessere. Questa profonda attenzione allo spazio fisico diventa uno strumento privilegiato per rimettere la persona, nella sua interezza e dignità, al centro del sistema sanitario, intercettando i bisogni emotivi prima ancora che si manifestino sotto forma di disagio o ansia acuta, in un momento in cui la vulnerabilità del malato raggiunge comprensibilmente il suo apice.
Un Rinascimento per l’Oncologia Romana
La ristrutturazione del Day Hospital Oncoematologico romano rappresenta un passo di vitale importanza nel percorso di modernizzazione delle strutture sanitarie territoriali. L’intento della direzione, come sottolineato dal Direttore Generale dell’ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle, è cristallino: affiancare all’eccellenza clinica e tecnologica, da sempre punto di forza del presidio, un ambiente in grado di accogliere il paziente a trecentosessanta gradi. Questo traguardo si inserisce perfettamente nel solco delle politiche di rinnovamento portate avanti dalla Regione Lazio, le quali puntano a valorizzare le specifiche necessità dei malati e a preservarne intatta la dignità in ogni delicata fase del trattamento medico.
La sfida contemporanea della medicina non si esaurisce più nella semplice somministrazione di terapie salvavita, ma si estende necessariamente alla capacità di creare un ecosistema di cura avvolgente. Come sottolineato dai protagonisti dell’accordo, trasformare i luoghi di degenza significa offrire un supporto empatico e spaziale che allevia il gravoso peso psicologico della malattia. In questo florido contesto, lo storico nosocomio romano si appresta a diventare un modello di riferimento a livello nazionale, un prototipo virtuoso in cui la qualità dell’ambiente di cura non è un lusso accessorio, ma diviene parte integrante e imprescindibile della terapia stessa.
L’Umanesimo delle Relazioni di Cura
Un altro pilastro fondamentale di questo progetto di riqualificazione è rappresentato dalla valorizzazione sistematica della dimensione relazionale. Il nuovo paradigma introdotto da Ketty Panni, Presidente della Fondazione Relazionésimo ETS, considera la relazione non come un concetto astratto, ma come una risorsa concreta e strutturale. Portare bellezza, armonia e attenzione all’interno di un reparto emotivamente complesso come l’oncologia significa riconoscere il profondo e benefico impatto che un ambiente stimolante può avere sull’efficacia dell’assistenza medica, favorendo un clima di fiducia tra operatori sanitari, degenti e familiari.
Oltre all’implementazione di opere e installazioni visive, il progetto prevede l’introduzione di innovative pratiche espressive a bassa soglia. Queste iniziative culturali, pur non avendo finalità strettamente terapeutiche e rimanendo nettamente distinte dalle consuete attività cliniche o dalle artiterapie strutturate, offrono ai malati preziose occasioni di distensione, creatività e contatto pacificato con la propria interiorità. Si profila così un vero e proprio “nuovo umanesimo” della salute pubblica capitolina, in cui la scienza medica riabbraccia i linguaggi dell’arte per offrire un orizzonte colmo di speranza, ricordando che dietro ogni cartella clinica batte sempre il cuore di un individuo bisognoso di ascolto, dignità e umanità.
Info utili
- Luogo: Ospedale Santo Spirito in Sassia
- Indirizzo: Lungotevere in Sassia, 1, 00193 Roma RM
