L’Arco dedicato all’imperatore Costantino si trova sull’antica Via dei Trionfi o via Triumphalis, tra il Colosseo e l’Arco di Tito, e segna il limite tra il Foro Romano e la zona del Colosseo. E’ il più grande arco onorario e trionfale, raggiunge una altezza di 25 metri, giunto fino ai giorni nostri. Rappresenta l’ultimo monumento dell’antichità pagana e delimita idealmente l’inizio dell’età cristiana. Infatti, dopo la battaglia di Ponte Milvio e l’Editto di Milano del 313, l’imperatore Costantino, riconobbe il diritto alla pratica del cristianesimo, così la storia dell’occidente volta pagina.
Fin dalla fine del Quattrocento, del secolo scorso, l’Arco fu materia di studio e restauro. Nel 1530, Lorenzino de’ Medici venne mandato via da Roma perché, per scherzo, tagliò le teste sui rilievi dell’arco. E solo nel 1733, con un’opera di restauro, vennero integrate le parti mancanti. L’Arco di Costantino, come oggi lo vediamo, in tutta la sua bellezza è stato “realizzato” nel 1832, per volere del Pontefice Gregorio XVI.
Nelle vicinanze dell’Arco di Costantino si trovano i resti della Meta Sudans, una fontana voluta da Tito, e poi rifatta da Domiziano e demolita nel 1936. Nel 1960, durante le Olimpiade di Roma l’Arco fu il traguardo della maratona.
L’Arco di Costantino è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: da Termini bisogna prendere la linea B della Metropolitana in direzione Laurentina, per due fermate, fino alla stazione Colosseo. Usciti dalla stazione metropolitana non avrete difficoltà ad individuare il monumento.
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