- Cosa: Ecstatic Extinction, performance artistica di Chantal Spapens prodotta da Amelia Roccatelli.
- Dove e Quando: Via Placido Zurla 63, Roma; venerdì 24 aprile 2026 alle ore 20.00.
- Perché: Un’indagine profonda sul collasso sociale e il ruolo della figura femminile, ambientata in un suggestivo spazio in corso di riqualificazione.
L’arte contemporanea a Roma torna a occupare spazi non convenzionali, trasformando il tessuto urbano in un palcoscenico di riflessione sociale e antropologica. Venerdì 24 aprile 2026, il progetto PROSA_contemporanea presenta Ecstatic Extinction, l’ultima fatica performativa dell’artista franco-olandese Chantal Spapens. L’evento si inserisce in una cornice di particolare fascino: un luogo in corso di riqualificazione situato in Via Placido Zurla 63, che apre le sue porte in via del tutto eccezionale per ospitare questa azione artistica diretta da Colin Ledoux.
L’iniziativa segna una tappa fondamentale per il collettivo, spostando l’asse dell’indagine estetica fuori dalle consuete mura espositive per abbracciare la città nella sua dimensione più grezza e trasformativa. La performance non è solo un atto visivo, ma un’esperienza immersiva che interroga lo spettatore sulla direzione della nostra società, utilizzando il corpo dell’artista come catalizzatore di istanze politiche e identitarie. In questo scenario post-industriale, la materia e il gesto si fondono per dare vita a una narrazione che promette di scuotere le coscienze.
Il concetto dell’orgia e il collasso della sovrapproduzione
Il cuore concettuale di Ecstatic Extinction affonda le radici in una riflessione filosofica di estrema attualità, sintetizzata nel provocatorio sottotitolo: What are we doing after the orgy? (Che facciamo dopo l’orgia?). Questo interrogativo, preso in prestito dal celebre saggio di Jean Baudrillard, La Transparence du Mal, non fa riferimento a una dimensione erotica, bensì allo stato di fatto della nostra società contemporanea. Secondo la visione di Baudrillard, citata dal direttore artistico Colin Ledoux, abbiamo ormai percorso ogni sentiero possibile della produzione, dei segni e dei piaceri virtuali, ritrovandoci in una condizione di stallo post-evento.
Chantal Spapens utilizza questa premessa per indagare la “catastrofe” verso cui le dinamiche sociali ci hanno trascinato. L’orgia, in questo senso, rappresenta l’eccesso di liberazione e la saturazione dei messaggi che ha portato a una sorta di estinzione estatica. L’artista si chiede cosa resti quando tutto è stato già consumato, liberato e messo in scena. Attraverso la sua azione, la Spapens cerca di visualizzare quel vuoto pneumatico che segue l’abbuffata dei consumi e delle ideologie, trasformando il pessimismo filosofico in una pratica materiale viva e vibrante.
Il corpo femminile tra norme sociali e complicità
Un elemento cardine della ricerca di Chantal Spapens è l’esplorazione della figura femminile e dei ruoli che la società le ha storicamente e culturalmente assegnato. In Ecstatic Extinction, questo tema viene ampliato per abbracciare una prospettiva globale sulla crisi sistemica. L’artista analizza con occhio critico come il comfort, l’abitudine e le norme sociali non siano elementi neutri, ma vere e proprie forze strutturanti che modellano l’esistenza quotidiana. La sua tesi è che i corpi diventino spesso complici involontari nel mantenere in vita sistemi che appaiono benigni o naturali, ma che in realtà celano strutture di controllo e dominio.
La performance diventa così un laboratorio di decostruzione. Lavorando con materiali materici e simbolici come corda, cera, argilla e cemento, la Spapens attiva uno spazio di resistenza. La scelta di queste materie prime non è casuale: esse richiamano la fragilità, la solidità e la capacità di trasformazione. La corda che lega o sostiene, la cera che si scioglie, l’argilla che prende forma e il cemento che la fissa, diventano estensioni del corpo performativo. L’artista intende la performance come una pratica capace di attivare non solo lo spazio fisico, ma anche la dimensione temporale della durata, costringendo il pubblico a confrontarsi con la persistenza dei ruoli sociali.
L’identità di PROSA_contemporanea e la scelta della location
L’evento rappresenta perfettamente l’anima di PROSA_contemporanea, un progetto nato dal recupero di una ex pasticceria che oggi ospita uno studio di architettura e un luogo di lavoro condiviso. Questa realtà, parte di PROSA_studiolab, si muove costantemente sul confine sottile tra arte e design, cercando di dare voce alla ricerca contemporanea più avanzata. La decisione di portare Ecstatic Extinction fuori dalla sede abituale sottolinea la volontà di abitare i luoghi in transizione della capitale, facendo dell’archeologia urbana il “teatro dell’azione” ideale per una riflessione sulla fine delle civiltà e sulla loro possibile rinascita.
L’artista, Chantal Spapens, vanta una solida formazione internazionale con un Master of Fine Arts presso la Rome University of Fine Arts (RUFA) e partecipazioni a eventi di prestigio come la Venice International Performance Art Biennale e mostre al Museo MAXXI. Questa sua capacità di dialogare con le istituzioni pur mantenendo una vena sperimentale e “off site” garantisce alla performance una profondità estetica di alto livello. La presenza di assistenti e collaboratori come Juliana Munoz Arregoces conferma la complessità tecnica e produttiva di un progetto che mira a lasciare un segno indelebile nel panorama culturale romano della primavera 2026.
Info utili
- Artista: Chantal Spapens
- Titolo: Ecstatic Extinction – What are we doing after the orgy?
- Direzione Artistica: Colin Ledoux
- Produzione: Amelia Roccatelli per PROSA_contemporanea
- Data: Venerdì 24 aprile 2026
- Orario: Ore 20.00 (si raccomanda la massima puntualità)
- Luogo: Via Placido Zurla 63, Roma
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