- Cosa: nona edizione della rassegna estiva di concerti ed eventi audiovisivi
- Dove e quando: Museo Orto Botanico di Roma, dall'11 giugno al 15 luglio 2026
- Perché: un palcoscenico che unisce sperimentazione elettronica, grande jazz e repertorio cameristico
La città di Roma si prepara ad accogliere la nona edizione di Classica al Tramonto, il festival estivo promosso dall’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC). L’iniziativa trasforma il Museo Orto Botanico della Sapienza in un palcoscenico che propone diciassette appuntamenti in grado di far dialogare tradizione e innovazione. Dal grande repertorio classico alle performance audiovisive, il programma si distingue per un’offerta articolata e multidisciplinare immersa nei giardini situati nel cuore di Trastevere, intersecando la produzione musicale con i linguaggi delle nuove tecnologie e dell’industria creativa.
Sperimentazione elettronica e performance immersive
L’intersezione tra linguaggi digitali e performance dal vivo trova ampio spazio all’interno del cartellone, dimostrando come la tecnologia possa arricchire l’espressione creativa e la ricerca culturale contemporanea. Giovedì 2 luglio alle ore 20:30, i riflettori si accenderanno su Campo sensibile, un’opera immersiva e site specific firmata da STILLMEG (Margherita Iannilli) con le musiche di NOHA (Federico Castriota). Questa performance audiovisiva fonde architetture sonore e immagini manipolate dal vivo, basandosi su riprese di paesaggi urbani e offrendo un’esperienza percettiva avanzata che indaga la dissociazione e il rapporto tra l’individuo e lo spazio metropolitano che abitiamo.
L’esplorazione dell’animo umano e delle sue percezioni prosegue con un doppio appuntamento fissato per martedì 30 giugno. Alle 20:30, lo scrittore Mauro Covacich e il musicista Antonio Caggiano presentano Un secondo di vita adulta, un intenso concerto di parole e musica. L’opera si concentra su un istante dilatato, descritto da Covacich con cruda lucidità, dove la caduta di due corpi genera un flusso di coscienza tra ricordi e tensioni. A seguire, alle 21:30, andrà in scena Into the Night, un progetto che esplora le raffinate composizioni di Angelo Badalamenti, Ryūichi Sakamoto e Arvo Pärt, legate all’universo della Settima Arte, attraverso le interpretazioni vocali e strumentali di Veronica Aracri, Ivano Guagnelli e Gianluca Ruggeri.
Il respiro internazionale: dal jazz alla classica
La produzione del festival non si ferma all’elettronica, ma abbraccia l’intera filiera musicale con formazioni di spicco. Il programma da camera spazia da Beethoven a Skrjabin, da Bach a Rachmaninov, confermando l’alta vocazione accademica della rassegna. A questo si affiancano produzioni jazzistiche di assoluto profilo, a partire dal concerto inaugurale dell’11 giugno affidato al pianista Enrico Pieranunzi, protagonista di un’attesa Serata Bill Evans in duo con il chitarrista Bebo Ferra, grazie al progetto Evanscape.
Particolare attenzione è rivolta all’impatto storico del genere, come dimostra A Beautiful Miles, omaggio al genio di Miles Davis affidato al Gianni Oddi Quartet in occasione del centenario dalla nascita. La rassegna valorizza inoltre le formazioni orchestrali del territorio: la Jazz Campus Orchestra diretta da Massimo Nunzi presenterà Italian Jazz Boom! (In Swing) con Cristiana Polegri e Stefano Fresi, mentre il contrabbassista Pietro Leveratto porterà in scena il progetto Pangea insieme al clarinettista Gabriele Mirabassi. Da segnalare anche l’innovativo progetto Along Time di Stefano Mainetti con Luca Pincini e Gilda Buttà, che stimolerà il dibattito sull’industria creativa includendo un approfondimento tematico dedicato all’intelligenza artificiale generativa e alla musica applicata. Il viaggio sonoro si allarga poi alla musica brasiliana con il Duo Corde Brasiliane, composto da Gianluca Persichetti e Massimo Aureli.
Nuove generazioni e contaminazioni culturali
L’investimento sui nuovi talenti è un pilastro strategico della manifestazione, essenziale per garantire lo sviluppo, il lavoro e la ricerca nel settore musicale. Il palco dell’Orto Botanico accoglierà format e artisti emergenti capaci di ridefinire i confini tra le discipline. Tra questi spicca Candy Cane Snail, il duo formato da Ava Alami e Vittorio Esposito, che propone una sintesi originale tra jazz, cantautorato italiano, sonorità elettroniche e musica persiana, in omaggio alle radici della cantante. A esplorare ulteriormente le potenzialità dei sintetizzatori analogici ci penserà Opera Electric, il nuovo lavoro di Leon Blane (Leonardo Di Fiore) e Nelio Van Heeswijk.
Spazio anche alle riletture contemporanee di opere storiche e ai virtuosismi di caratura internazionale. Il pianista Alessandro Simoni proporrà un recital che attraversa epoche diverse arrivando a Kurbatov, mentre il Galà Avos esplorerà la musica ceca con brani di Suk, Janáček e Dvořák. Grande attesa per FALLA Imaginado, in cui Moisés P. Sánchez reinterpreta l’opera di Manuel de Falla, e per le esibizioni di artisti affermati come il pianista austriaco Martin Nöbauer con il programma beethoveniano Sturm, e le The Shirvani Sisters, violoncello e pianoforte, tra classici e rielaborazioni persiane. La rassegna si conferma un laboratorio produttivo vivace, attento alla qualità tecnica e all’economia della cultura capitolina.
Info utili
- Dove: Museo Orto Botanico Sapienza Università di Roma, Largo Cristina di Svezia 23A
- Quando: dall’11 giugno al 15 luglio 2026
- Orari principali: eventi programmati per le ore 20:30, 21:00 o con la formula del doppio concerto (20:30 e 21:30)
- Biglietti: intero €15, ridotto €12, Under 30 €8 (ai prezzi va aggiunto il 10% di prevendita)
- Acquisto: online sui canali del circuito Vivaticket o tramite prenotazione telefonica allo 06 3610051-2 nei giorni feriali (lunedì-venerdì, ore 10-13 e 14-17)
Foto: courtesy Ufficio Segreteria Istituzione Universitaria dei Concerti
