- Cosa: Undicesima edizione del festival internazionale di danza contemporanea Fuori Programma, con un ricco cartellone di debutti, esplorazioni urbane e performance site-specific.
- Dove e Quando: Roma, presso il Teatro India, Palazzo Farnese e il Teatro Biblioteca Quarticciolo. Dal 21 giugno al 10 luglio 2026.
- Perché: Per immergersi in oltre venti giorni di creazioni coreografiche internazionali, esplorando le nuove frontiere del movimento e riflettendo sulle fragilità e sulle possibilità del corpo contemporaneo.
La Capitale si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi e vivaci nel panorama delle arti performative: l’undicesima edizione di Fuori Programma, il festival internazionale di danza contemporanea. Prodotto dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound, l’evento si impone come un crocevia fondamentale per la ricerca e l’innovazione coreografica. La direzione artistica, affidata alla visione di Valentina Marini, ha plasmato un cartellone denso e articolato, concepito per trasformare la fruizione dello spettacolo in un’esperienza profondamente immersiva. Gli spettatori avranno l’opportunità di esplorare i linguaggi più avanzati del panorama contemporaneo, assistendo a molteplici performance concentrate in singole serate, a partire dal suggestivo momento del tramonto.
Il focus tematico di quest’anno si concentra sulla figura del corpo inteso come una materia magmatica ed energetica, profondamente connessa alle radici culturali del Mediterraneo. Il corpo portato in scena è al tempo stesso fragile e resistente, capace di danzare sulle costanti oscillazioni del nostro presente e di generare possibilità liberatorie inattese. Attraverso questa lente, la danza smette di essere pura forma e diventa una linfa sensibile che si fonde con gli spazi urbani, inondando i teatri e le piazze storiche di una travolgente vitalità artistica.
Un mosaico coreografico tra istituzioni e territorio
L’imponenza di Fuori Programma 2026 è testimoniata dai numeri straordinari di questa edizione, che vanta la programmazione di cinque anteprime, cinque prime assolute e due prime italiane. Questo ricco palinsesto abiterà luoghi cruciali per la cultura cittadina: dagli spazi industriali e aperti del Teatro India, fino alle storiche architetture del Teatro Biblioteca Quarticciolo, culminando in un affascinante appuntamento presso il monumentale Palazzo Farnese. La varietà degli spazi scelti non è casuale, ma risponde all’esigenza di far dialogare le performance con l’identità architettonica e sociale della città, abbattendo le canoniche barriere tra palcoscenico e tessuto urbano.
La forza propulsiva del festival è garantita da un solido apparato istituzionale e da preziose sinergie internazionali. Sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, il progetto rientra tra le iniziative promosse da Roma Capitale nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365”, realizzato in stretta collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Di assoluto rilievo è la forte impronta internazionale della manifestazione, impreziosita da una nutrita rappresentanza di firme coreografiche francesi. Questo ponte culturale tra Italia e Francia è reso possibile dal supporto strategico della Fondazione Nuovi Mecenati e del programma PIDA dell’Institut Français, consolidando il ruolo di Roma come capitale europea dell’innovazione artistica.
Grandi maestri e sguardi internazionali
Il programma del festival brilla per la presenza di figure iconiche della danza mondiale e di talenti emergenti di caratura internazionale. Tra gli eventi più attesi spicca la prima assoluta di Veduta_Atlante Mediterraneo a Palazzo Farnese, un’indagine immersiva del paesaggio firmata da Michele Di Stefano (Leone d’Argento) e dal gruppo mk. L’opera, che integra danza, land-art e fruizione sonora in cuffia, reinterpreta lo skyline romano avvalendosi della collaborazione dei performer di Spellbound e dell’artista Ilyes Triki. Di altissimo profilo è anche l’ospitalità della coreografa francese Maguy Marin, Leone d’Oro alla Biennale Danza. La sua MM Contemporary Dance Company porterà in scena due capisaldi del repertorio: Duo d’Eden, una poetica esplorazione delle dinamiche umane primordiali, e l’acclamata Grosse Fugue, rilettura vitale e travolgente della complessa partitura beethoveniana.
Il dialogo tra diverse culture si esprime anche attraverso opere che indagano la contemporaneità e i suoi cortocircuiti. Il franco-tunisino Ilyes Triki presenta Between the lines, un duetto che scandaglia l’impatto dell’eccesso informativo sulle menti e sui corpi moderni. Sullo stesso palcoscenico si alterneranno la fisicità gioiosa e urbana di Hamdi Dridi con il suo Soul(s) power, e la ricerca gravitazionale di David Zagari nel solo Le Piquet. Una menzione speciale merita il duetto This is a premiere, che vede collaborare per la prima volta Cristiana Morganti, storica interprete del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, ed Emanuele Soavi, in una riflessione acuta, ironica e disincantata sui temi del coraggio e della sopravvivenza nel mondo dell’arte contemporanea.
Oltre la performance: sperimentazione e giovani talenti
La vocazione alla ricerca di Fuori Programma si declina anche attraverso il supporto alla creazione italiana e ai formati ibridi. Mauro Astolfi, fondatore di Spellbound, proporrà l’anteprima di Ghostland, una potente riflessione coreografica sulla pressione produttiva che trasforma corpi reali in ombre invisibili a se stessi. In questo fertile terreno di sperimentazione si innestano anche i lavori di Nicola Galli, che con Diluvio indaga il senso di naufragio della società contemporanea ispirandosi a William Golding, e di Loredana Parrella, che con Altredirezioni celebra i vent’anni di esplorazioni del Twain Physical Dance Theatre.
L’approccio multidisciplinare del festival si estende ben oltre le esibizioni serali, coinvolgendo attivamente il pubblico e la cittadinanza in pratiche orizzontali. L’Associazione CentroCelle guiderà inedite esplorazioni urbane nel Parco Tor Tre Teste Alessandrino, trasformando la percezione del paesaggio metropolitano. Parallelamente, il progetto Primi Tempi, in co-programmazione con Dominio Pubblico, offrirà una vetrina fondamentale per i progetti in formato studio di giovanissimi autori come Alice D’Urso, Emilia Quiñones e Francesco Paolino. Arricchiscono l’offerta i laboratori di alta formazione condotti da Irene Russolillo, i workshop critici e l’installazione multimediale Eco, curata dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, a dimostrazione di come il festival intenda operare come un vero e proprio ecosistema culturale aperto e inclusivo.
Info utili
- Luoghi: Teatro India, Palazzo Farnese, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Roma.
- Date: Dal 21 giugno al 10 luglio 2026.
- Informazioni e prenotazioni: Telefono +39 329 550 8072 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 16:00).
