- Cosa: Lo storico trionfo del cavaliere italiano Piergiorgio Bucci in sella a Pallieter Vd N. Ranch nel prestigioso Rolex Gran Premio Roma.
- Dove e Quando: Roma, nell’incantevole ovale di Piazza di Siena a Villa Borghese, a conclusione dell’edizione del centenario dello CSIO (giugno 2026).
- Perché: Per celebrare un’impresa sportiva eccezionale, un magistrale doppio percorso netto che riporta l’Italia sul gradino più alto del podio a distanza di otto anni dall’ultimo successo tricolore.
Roma si conferma, ancora una volta, il palcoscenico ideale per le grandi imprese sportive e per le emozioni che solo le competizioni di altissimo livello sanno regalare. All’interno della suggestiva e ineguagliabile cornice verde di Villa Borghese, l’edizione del centenario dello CSIO di Roma Piazza di Siena – Master d’Inzeo si è chiusa con un trionfo destinato a rimanere scolpito negli annali dell’equitazione italiana. A far esplodere di gioia i tantissimi appassionati e curiosi accorsi attorno all’ovale capitolino è stato Piergiorgio Bucci, capace di firmare una prestazione maiuscola nel Rolex Gran Premio Roma, gara dal fascino leggendario e dal ricco montepremi di 500mila euro. Una vittoria che non rappresenta solo un traguardo personale di immenso valore, ma che si carica di un significato profondo per l’intero movimento equestre nazionale.
Un trionfo atteso e denso di significato
La conquista del Gran Premio da parte di Bucci rappresenta la ventiquattresima vittoria italiana nell’intera storia di questa prestigiosa competizione romana. Un dato che assume contorni ancora più epici se si considera che, negli ultimi trentadue anni, il tricolore aveva sventolato sul gradino più alto del podio soltanto in due occasioni: con Lorenzo De Luca nel 2018 e, andando ancora più indietro nel tempo, con Arnaldo Bologni nel lontano 1994. Il cavaliere aquilano, classe 1975, ha affrontato il tracciato romano per la quindicesima volta in carriera, avendo debuttato proprio in questo tempio dell’equitazione nel 2002. L’attesa per un risultato di prestigio era palpabile, ma la gestione emotiva della pressione si è rivelata l’arma vincente del campione azzurro, capace di stemperare la tensione con la sua proverbiale ironia durante le interviste di rito.
Interrogato dai giornalisti subito dopo l’epilogo trionfale, l’umorismo di Bucci ha infatti preso il sopravvento sull’inevitabile commozione del momento. Il fuoriclasse ha scherzato rivelando di essersi precedentemente impegnato con il presidente della FISE, Marco Di Paola, promettendogli la vittoria proprio per celebrare solennemente il traguardo del centenario della Federazione e dello CSIO. “Ora che ho imparato come si fa, la strada è spianata”, ha dichiarato con un sorriso, per poi farsi improvvisamente serio e dedicare il successo a tutte le figure cruciali dello sport equestre italiano. Un ringraziamento sentito verso coloro che lavorano instancabilmente dietro le quinte, ribadendo come una vittoria di tale calibro sia il modo migliore per ricambiare la fiducia e il supporto ricevuti nel corso degli anni. Questo trionfo arriva peraltro in un momento speciale per l’atleta, rientrato stabilmente in Italia alla fine del 2025 dopo una fruttuosa parentesi lunga sedici anni trascorsa ad affinare la propria arte equestre tra Olanda e Belgio.
Il legame indissolubile tra cavaliere e cavallo
Il binomio vincente che ha incantato Piazza di Siena non sarebbe tale senza la presenza fondamentale del compagno animale, il vero co-protagonista di questa impresa sportiva. Ad affiancare Piergiorgio Bucci in questa cavalcata trionfale è stato Pallieter Vd N. Ranch, un imponente e talentuoso stallone nato nel 2015. La sintonia tra i due è a dir poco sbalorditiva, soprattutto considerando che si trovano a lavorare insieme sotto la stessa sella da appena un anno esatto. In questo breve arco temporale, l’affiatamento è cresciuto in maniera esponenziale, portando la coppia a dominare la scena internazionale già nei primi mesi del 2026. Hanno infatti conquistato i Gran Premi del CSI3 di Valencia*, del CSI4 di Bedizzole* e del prestigioso CSI5 di Città del Messico*, distinguendosi costantemente per la capacità di concludere le gare con doppi percorsi netti, una precisione replicata magistralmente anche sulla delicata erba di Villa Borghese e sfoggiata in occasione del terzo posto al CSI5 di Miami*.
Oltre al lato puramente tecnico e agonistico, la conferenza stampa tenutasi al Casino dell’Orologio ha offerto a Bucci l’opportunità di affrontare temi di ampia rilevanza culturale per il mondo dei cavalli. Rispondendo a una domanda sull’importanza dei campioni come testimonial per la promozione della disciplina, il cavaliere ha centrato il nucleo etico del suo mestiere. Paragonando la popolarità del salto ostacoli in Italia a quella di nazioni come la Germania, ha sottolineato l’impegno collettivo necessario per diffondere la cultura equestre. La sua visione pone al centro di tutto il rispetto incondizionato per l’animale. A Roma, un concorso meravigliosamente aperto a un pubblico eterogeneo e non esclusivamente composto da addetti ai lavori, la responsabilità degli atleti è massima: trasmettere il profondo legame di cura e dedizione che li unisce ai loro compagni a quattro zampe, ricordando sempre che il rispetto per questi straordinari atleti deve avere la priorità assoluta su qualsiasi risultato sportivo.
La gara perfetta sul prato di Piazza di Siena
Dal punto di vista puramente tecnico, il tracciato del Rolex Gran Premio Roma ha mantenuto tutte le promesse in fatto di difficoltà e spettacolarità. Il percorso, magistralmente disegnato dallo “chef de piste” italiano Uliano Vezzani, prevedeva ostacoli imponenti posizionati all’altezza massima di 1 metro e 60 centimetri. La selettività del tracciato si è palesata fin dalle prime battute, richiedendo ai cavalieri un mix perfetto di audacia e calcolo millimetrico. La prima manche ha scremato il gruppo dei partenti, consentendo l’accesso alla decisiva seconda frazione a sette binomi autori di un percorso senza errori, a cui si sono aggiunti i sei cavalieri più veloci tra coloro che avevano accumulato quattro penalità. L’atmosfera nell’ovale era carica di un’elettricità palpabile, con il pubblico romano pronto a spingere il beniamino di casa verso l’ostacolo finale.
Nel momento decisivo, la lucidità tattica e l’assoluta concentrazione di Piergiorgio Bucci hanno fatto la differenza. L’azzurro è stato l’unico partecipante in grado di mantenere i nervi saldi e la precisione intatta, chiudendo l’ardua prova con un formidabile doppio percorso netto e fermando il cronometro sul tempo di 42.01 secondi. Una prestazione maiuscola che ha lasciato al palo un’agguerrita concorrenza internazionale. Alle sue spalle, sul podio, si sono infatti piazzati due temibili atleti tedeschi, costretti ad arrendersi all’impeccabilità del binomio italiano: Jörne Sprehe, in sella a Toys, ha fermato il tempo a 39.01 ma con quattro penalità, mentre Richard Vogel su Cloudio ha chiuso a 41.67, anch’egli gravato da quattro penalità. Il boato di Piazza di Siena al termine del percorso di Bucci ha suggellato non solo una vittoria tecnica impeccabile, ma il coronamento di un lungo viaggio sportivo, restituendo all’Italia la gioia di vedere un proprio figlio trionfare nel concorso ippico più amato e atteso della capitale.
Info utili
- Evento: CSIO di Roma Piazza di Siena – Master d’Inzeo / Rolex Gran Premio Roma
- Dove: Piazza di Siena, all’interno del parco di Villa Borghese, Roma
- Ingresso: Libero per le aree verdi circostanti l’ovale di gara, un evento pensato per essere aperto e accessibile a tutto il pubblico della capitale.
