- Cosa: Celebrazione dei 100 anni dello CSIO di Roma e del centenario della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE).
- Dove e Quando: Roma, presso il prestigioso Ovale di Piazza di Siena all’interno del parco di Villa Borghese, nel mese di maggio 2026.
- Perché: Per assistere a un evento ippico di dimensione globale e celebrare l’importante restauro monumentale della storica Fontana dei Cavalli Marini e della Fontana dei Pupazzi.
L’edizione 2026 di Piazza di Siena rappresenta uno spartiacque per la storia dello sport italiano e per la tutela del paesaggio romano. Non si tratta di una semplice competizione equestre, ma del raggiungimento di un traguardo formidabile che coniuga lo spettacolo del grande salto ad ostacoli internazionale con una missione precisa: il rispetto, la valorizzazione e la restituzione al pubblico di uno dei parchi storici più invidiati del pianeta. Questo doppio binario trasforma lo storico appuntamento in un modello in cui lo sport agonistico di eccellenza diviene lo strumento primario per il benessere collettivo e la promozione territoriale.
Come ha ben sintetizzato il presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola: “Oggi festeggiamo due compleanni: il primo sono i cento anni dalla prima edizione di Piazza di Siena, e poi anche la nostra federazione compie cento anni ed è sempre più bella. Poter dire di fare un evento in una gemma della cultura e dell’ambiente come Villa Borghese è motivo di grandissimo orgoglio”. È proprio questa profonda sinergia tra la cura dei luoghi e la centralità di un evento secolare a definire l’anima contemporanea della competizione, elevandola a simbolo di come la cooperazione istituzionale possa produrre risultati concreti e duraturi per l’intera comunità.
Dimensione globale e impatto territoriale
I dati della centesima edizione parlano di un successo diplomatico e organizzativo senza precedenti. Piazza di Siena accoglie i delegati di ben 38 nazioni, richiamando nella Capitale 1.961 presenze tra cavalieri, amazzoni e indispensabili addetti ai lavori del settore ippico. Oltre alla cospicua delegazione azzurra, si distinguono per importanza le tradizionali scuole equestri europee, come quelle di Francia e Belgio. Tuttavia, la reale portata mondiale dell’evento è dimostrata dalla forte partecipazione di rappresentanze provenienti da Paesi strategici come la Cina, il Qatar, l’Arabia Saudita e le nazioni del continente sudamericano e africano, a testimonianza di quanto la manifestazione romana sia oggi un formidabile vettore di marketing e di cooperazione transnazionale.
A dare ulteriore eco a questa grande espansione internazionale è un solido apparato di diffusione mediatica. La copertura globale è garantita da nuovi e ambiziosi accordi per la distribuzione dei diritti televisivi che permettono allo CSIO di raggiungere assiduamente il pubblico in Asia, Africa, America Latina e Medio Oriente. Parallelamente, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha rimarcato quanto l’universo degli sport equestri costituisca un’assoluta eccellenza per l’Italia, capace di legare indissolubilmente le tradizioni agricole antiche, la tutela rigorosa del benessere del cavallo e uno sviluppo turistico di altissimo livello. Un indotto positivo che si riversa sulla città di Roma in termini di reputazione, infrastrutture e solidità economica.
La visione condivisa per Villa Borghese: la Legacy
L’ambizione che muove gli organizzatori va ormai ben oltre i confini del campo gara agonistico. Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, ha ribadito in più occasioni come gareggiare sul manto erboso intatto di Piazza di Siena susciti la stessa esclusiva vertigine e tensione di una gara di Formula 1 sul tracciato di Montecarlo, delineando però un traguardo futuro molto preciso: l’obiettivo prioritario è guardare a Central Park come grande fonte d’ispirazione per rendere Villa Borghese il vero polmone verde, sociale e attrattivo della nazione. Si tratta di un processo di riappropriazione che riconosce nel parco la “voce narrante” di Roma, superando di fatto l’antico concetto di giardino chiuso ed elitario.
Questa grande trasformazione è resa possibile dal consolidamento della ormai celebre “Legacy” di Piazza di Siena. Il presidente della FISE, Marco Di Paola, ha voluto evidenziare pubblicamente il merito essenziale di questa rete operativa, dichiarando: “Ringraziamo l’Associazione Amici di Villa Borghese nella persona di Alix Van Buren, perché in questo percorso ci ha fatto crescere molto pure culturalmente e ci ha arricchito insieme a Sport e Salute, rappresentata da Diego Nepi Molineris, che è il vero artefice e motore di questo progetto”. L’unione forte e decisa di queste entità ha smantellato lo scetticismo iniziale, permettendo di reinvestire sistematicamente e con trasparenza i proventi dell’evento sportivo nella manutenzione delle aree monumentali e nel totale recupero verde, come ampiamente dimostrato dalla magnifica rinascita della Valle dei Platani e del Galoppatoio.
Restauro monumentale e gioco d’acque
L’emblema visivo, storico e materiale di questa eccezionale dedizione civica è rappresentato, per la felice edizione del centenario, dal restauro magistrale della Fontana dei Cavalli Marini. Secondo Federica Pirani, in rappresentanza della Sovrintendenza capitolina, i ragguardevoli risultati raggiunti dimostrano inequivocabilmente che “la collaborazione con Sport e Salute rappresenta un esempio” virtuoso e pionieristico per tutte le amministrazioni pubbliche. Progettata originariamente a fine Settecento e realizzata con cura da Vincenzo Pacetti su intuizione del pittore Cristoforo Unterperger, la celebre fontana ha oggi ritrovato i suoi candidi e originali cromatismi, ponendo finalmente fine al lungo deterioramento che ne celava e sbiadiva i tratti scultorei più eleganti.
Il delicatissimo e prolungato intervento di restauro ha richiesto un livello di competenza artigianale e tecnica altissimo per gli addetti ai lavori. Sandro Santolini, esperto degli Uffici Territoriali delle Ville e Parchi Storici, ha elogiato con fervore la straordinaria tenacia del team di restauratori specializzati di Festina Lente, abili nel rimuovere vecchie stratificazioni calcaree nerastre spesse, in alcuni punti, oltre quattro centimetri. Queste durissime incrostazioni annullavano infatti quasi completamente le nobili sagome delle criniere e i dettagli dei denti dei destrieri. Grazie a questo attento e meticoloso lavoro di cesello, non solo le pregiate superfici marmoree sono state liberate, ma è stato magicamente e felicemente ripristinato anche l’imponente getto d’acqua storico. Con il rifacimento totale dell’impianto di illuminazione dedicato, la sontuosa fontana tornerà a irradiare la sua struggente bellezza anche durante la notte, offrendo ai visitatori romani lo spettacolo continuo e rigenerante di un autentico gioiello neoclassico.
