- Cosa: Spettacolo teatrale e musicale Ennio Morricone “Il genio, l’uomo, il padre”, tratto dall’omonimo libro di Marco Morricone e Valerio Cappelli.
- Dove e Quando: Teatro Romano di Terracina (LT), sabato 30 maggio alle ore 21:00.
- Perché: Per scoprire il lato più intimo, i paradossi e la quotidianità del più grande compositore italiano del Novecento, attraverso un emozionante intreccio di musica dal vivo e letture drammaturgiche.
La magia immortale della grande musica d’autore incontra il fascino millenario dell’archeologia italiana nel cuore della provincia pontina. Il suggestivo Teatro Romano di Terracina si prepara ad accogliere un appuntamento di eccezionale valore emotivo e culturale, inserito nel ricco cartellone del festival Regina Theatri – Festival delle Arti Performative. Questa rassegna, che si snoda lungo il tracciato storico dell’Appia Antica, la celebre Regina Viarum, si sta rapidamente affermando nel panorama nazionale per la sua spiccata vocazione a far dialogare le testimonianze del passato con le espressioni più alte della creazione artistica contemporanea. In questo palcoscenico a cielo aperto, intriso di storia e suggestioni, andrà in scena un sentito e profondo omaggio dedicato a una delle figure più illustri della nostra epoca, svelandone sfaccettature del tutto inedite.
Un viaggio intimo tra memorie familiari
Lo spettacolo si sviluppa come un delicato viaggio tra le pieghe dell’anima del Maestro, prendendo le mosse dalle pagine del libro Ennio Morricone, il genio, l’uomo e il padre. Questa lettura drammaturgica, magistralmente curata dall’attrice e regista Barbara Amodio, non mira semplicemente a celebrare i trionfi internazionali o i premi Oscar che hanno costellato la carriera del compositore. Al contrario, l’obiettivo primario è quello di scardinare l’aura di intoccabilità dell’icona mondiale per restituire al pubblico la dimensione più autentica, vulnerabile e squisitamente umana dell’uomo. Le parole, affidate alla sensibilità scenica della Amodio, tratteggiano con cura il ritratto di un artista straordinario che ha saputo tradurre in note i sentimenti universali di intere generazioni.
Il fulcro della narrazione risiede nell’esplorazione affascinante dei paradossi che caratterizzavano il suo processo creativo e la sua vita privata. Il pubblico verrà guidato alla scoperta di un compositore che, contrariamente a quanto si possa immaginare, amava concepire le sue epiche sinfonie nel silenzio più assoluto del suo studio, lontano da qualsiasi strumento musicale e provando persino un certo distacco per il pianoforte. Questo approccio quasi ascetico alla composizione musicale rivela una mente capace di ascoltare la musica direttamente nella propria immaginazione, trasformando il pensiero astratto in partiture perfette ancor prima di fissarle sul pentagramma.
Passioni terrene e amori assoluti
Oltre al rigore assoluto e alla dedizione totale per la propria arte, il racconto porta alla luce le passioni viscerali che animavano il tempo libero del Maestro, rivelando un uomo dai molteplici interessi. Un elemento centrale della sua quotidianità era rappresentato dal gioco degli scacchi, una disciplina che affrontava con la stessa metodica precisione e strategia che applicava nella costruzione delle sue complesse architetture sonore. A questo si affiancava un amore genuino e incondizionato per lo sport, incarnato in particolare dal suo profondo e noto attaccamento per la squadra di calcio della sua amata Roma, una passione vissuta con la spontaneità di un tifoso qualunque.
Tuttavia, il fil rouge che attraversa l’intera esistenza di Morricone, donando equilibrio e luce sia alle sue giornate che alle sue partiture, è il legame inscindibile con la moglie Maria. Il testo esalta la figura di questa donna fondamentale, musa ispiratrice, ancora di salvezza e bussola orientativa per un genio costantemente assorbito dai propri processi creativi. L’amore per Maria non è solo un capitolo biografico, ma diventa la chiave di lettura essenziale per comprendere la profonda carica emotiva, la dolcezza struggente e la forza vitale che permeano le sue indimenticabili colonne sonore, rendendole capaci di toccare le corde più profonde dell’animo umano.
L’imponenza della musica dal vivo
A dare sostanza e respiro a questo mosaico di ricordi ci sarà un imponente apparato musicale, concepito per ricreare le atmosfere magiche che hanno reso immortale il nome di Morricone nel mondo. La potenza espressiva delle voci umane sarà garantita dalla presenza del coro polifonico Melos ensemble, una prestigiosa formazione composta da ben quaranta elementi. Questa possente massa corale, unita all’ensemble orchestrale, avrà il delicato compito di eseguire dal vivo alcune delle pagine musicali più celebri e amate, trasformando la narrazione in un’esperienza sensoriale totalizzante e immersiva.
La direzione artistica e musicale dell’evento è affidata alla bacchetta esperta del maestro Filippo Manci, musicista e didatta di grande spessore, da anni impegnato nella direzione di prestigiose formazioni corali e orchestrali italiane. La sua guida sapiente farà da collante tra l’orchestra, il grande coro e la voce solista della talentuosa soprano Anastasha Demchenco, le cui incursioni vocali promettono di regalare momenti di rara intensità emotiva. L’interazione continua tra la recitazione di Barbara Amodio e gli slanci dell’orchestra creerà una sinfonia di parole e note, rendendo la serata al Teatro Romano di Terracina un evento assolutamente imperdibile per chiunque voglia riabbracciare, ancora una volta, l’immensa eredità del Maestro.
Info utili
- Indirizzo: Teatro Romano, Piazza Municipio, Terracina (LT).
- Orario: Sabato 30 maggio, inizio spettacolo alle ore 21:00.
- Prenotazioni: Per assicurarsi un posto in platea e ottenere informazioni sui costi dei biglietti, è necessario contattare l’organizzazione del festival Regina Theatri.
