- Cosa: Onirica, una performance tra teatro, installazione visiva e sonora del Collettivo EFFE.
- Dove e Quando: Al TeatroBasilica di Roma, il 28 febbraio e il 1° marzo 2026.
- Perché: Un’esperienza immersiva che esplora il confine tra veglia e sonno attraverso la figura di Maya e la tecnica del sogno lucido.
L’universo dei sogni torna a farsi materia scenica sul palco del TeatroBasilica, uno degli spazi più vitali e ricercati del panorama culturale romano. Con la produzione firmata dal Collettivo EFFE, lo spettacolo Onirica si propone come un’indagine profonda e frammentata su quel “mondo altro” che ognuno di noi attraversa ogni notte, ma che raramente riesce a dominare o comprendere appieno. La regia di Giulia Odetto, che cura anche i testi insieme ad Antonio Careddu, guida il pubblico in un percorso che sfida la logica lineare per abbracciare una percezione puramente sensoriale e ipnotica.
L’opera non si limita alla narrazione tradizionale, ma si configura come un dispositivo estetico capace di avvicinare lo spettatore a uno stato percettivo alterato. Attraverso l’uso sapiente di installazioni visive e sonore, lo spettacolo mira a stimolare quel riconoscimento ancestrale che ogni essere umano possiede nei confronti dell’esperienza onirica. È un invito ad abbandonare le sovrastrutture razionali per immergersi in una dimensione dove l’immagine e il suono diventano i soli veicoli di significato, riflettendo la natura stessa del dormire.
La vicenda di Maya e il potere della lucidità
Al centro della trama troviamo Maya, una donna profondamente tormentata dalle proprie visioni notturne. Il suo conflitto interiore nasce dall’incapacità di distinguere con chiarezza il confine tra la realtà della veglia e le suggestioni del sonno. Questa confusione trasforma la sua esistenza in un limbo sospeso, dove figure ricorrenti prendono vita con una forza dirompente. In particolare, il palcoscenico si popola di due presenze maschili antitetiche: da un lato un uomo dal fascino estremo, oggetto di un desiderio che scivola rapidamente nell’ossessione; dall’altro un alleato rassicurante, una figura quasi scontata ma fondamentale per l’equilibrio della protagonista.
La narrazione procede per accumulo di immagini, seguendo la grammatica slegata tipica dei sogni. Il pubblico assiste ai tentativi di Maya di ricostruire i propri frammenti mnemonici, in un gioco di specchi tra rappresentazione e rievocazione. Il punto di svolta avviene quando la protagonista, riattraversando ciclicamente i propri incubi e desideri, riesce a mantenere la lucidità durante il sonno. Questa conquista le permette di acquisire un potere conscio sul proprio mondo interiore, trasformando il sognatore da spettatore passivo ad architetto attivo della propria realtà, capace infine di modificare il corso degli eventi.
Una riflessione filosofica sulla percezione del reale
Onirica trae ispirazione dalle riflessioni di Luigi Pirandello, citando esplicitamente il concetto espresso ne Il piacere dell’onestà: la regolarità delle nostre esperienze è l’unico filo sottilissimo che ci permette di distinguere la realtà dal sogno. Lavorare sul sonno come stato alternativo di percezione significa, per il Collettivo EFFE, allargare drasticamente il concetto stesso di realtà. Lo spettacolo suggerisce che ciò che definiamo “reale” sia in ultima analisi il frutto della percezione soggettiva, e che ogni individuo sia il creatore della propria architettura esistenziale.
Questo concetto diventa tangibile nella messa in scena grazie al lavoro di un cast affiatato composto da Daniele Giacometti, Camilla Soave, Riccardo Micheletti e Catherine Bertoni De Laet. L’ambientazione sonora curata da Lorenzo Abattoir e le scene di Gregorio Zurla contribuiscono a creare quell’avatar, quel “corpo di sonno” citato nelle note di regia, che permette di esplorare paure, ossessioni e desideri. Una volta interiorizzata questa natura fluida dell’essere, l’individuo può finalmente trovare la pace, abbandonandosi a un sonno profondo e liberatorio, consapevole che la coscienza è lo strumento ultimo per navigare l’ignoto.
Info utili
- Luogo: TeatroBasilica, Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma.
- Date e Orari: Sabato 28 febbraio 2026 alle ore 19:30; Domenica 1° marzo 2026 alle ore 16:30.
- Prezzi: Biglietto intero 18€, acquisto online 15€, ridotto 12€.
- Contatti: Telefono +39 392 9768519.
(Credit ph Alvise Busetto)
