Cosa: Rassegna multidisciplinare con spettacoli, laboratori, reading e conversazioni di scena.
Dove e quando: Teatro di Villa Lazzaroni, Roma. Dal 14 settembre al 3 dicembre 2026.
Perché: Un'occasione per esplorare le dinamiche dello sfruttamento lavorativo e dei conflitti attraverso l'eredità artistica e civile di Bertolt Brecht.
Il panorama culturale capitolino si arricchisce di un nuovo, intenso capitolo dedicato all'impegno civile e alla riflessione sociale. Dal 14 settembre al 3 dicembre 2026, va in scena Quando anche il lavoro è guerra – Una scena aperta per gli ultimi, un vasto progetto multidisciplinare sotto la direzione artistica di Giancarlo Sammartano. L'iniziativa, interamente a ingresso gratuito, prende vita negli spazi del Municipio Roma VII, trasformando il palcoscenico in un'agorà di confronto e indagine.
L'intero impianto drammaturgico e concettuale della manifestazione è fortemente ispirato al mondo e all'opera di Bertolt Brecht, di cui ricorre il 70° anniversario della scomparsa. Attraverso residenze artistiche, spettacoli, laboratori e mise en espace, il progetto indaga le spigolosità del nostro tempo, mettendo al centro gli "ultimi" e le dinamiche di potere che regolano la società contemporanea.
Il pensiero di Brecht tra scena e realtà
Il cuore pulsante della rassegna è l'analisi cruda e disincantata del lavoro inteso come forma di conflitto, e della guerra come espressione massima della crudeltà umana. Le note di regia descrivono lucidamente l'essenza del progetto: «Un mondo dalle tante, ininterrotte, guerre, sempre in bilico sull’ultima: quella che avremo costruito per morire insieme. Un mondo dispari, dove i padroni sono società anonime, come anonimi sono gli uomini che per esse lavorano. Un mondo dove vivere si riduce a combattere per il pane, galleggiare, sopravvivere. Anche questa è guerra. Quotidiana, totale, perenne.»
In questo contesto, il Teatro Villa Lazzaroni Roma si conferma un punto di riferimento essenziale per la programmazione culturale romana, capace di accogliere istanze sociali complesse e tradurle in linguaggi performativi accessibili a tutti. La riflessione brechtiana funge da lente d'ingrandimento per osservare le storture del presente, rifiutando la passività e invitando lo spettatore a un ruolo critico attivo.
Un programma multidisciplinare per la città
Il cartellone si distingue per la sua vocazione plurale, coinvolgendo numerose personalità di spicco del panorama teatrale e culturale. Tra i protagonisti che animeranno le serate romane figurano, oltre allo stesso Giancarlo Sammartano, artisti e studiosi come Andrea Collavino, Ulderico Pesce, Giuseppe Manfridi, Maria Letizia Gorga, Francesco Crispino, Paola Maffioletti, Valentino Orfeo, Alessia Oteri e Alessandro De Feo. Ogni appuntamento è concepito non solo come esibizione, ma come momento di scambio: al termine di ogni attività (ad eccezione del laboratorio) è previsto un talk con i protagonisti, per abbattere la quarta parete e dialogare direttamente con il pubblico.
In continuità con altri percorsi dedicati a memoria e giustizia, l'iniziativa si proietta anche oltre i confini fisici della sala. Per garantire la massima fruibilità, gli incontri saranno trasmessi in streaming sulla pagina Facebook del teatro, permettendo a chiunque di partecipare al dibattito.
L'arte come strumento di dubbio e consapevolezza
Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, il progetto si inserisce nel solco delle iniziative che mirano a portare lo spettacolo dal vivo fuori dalle direttrici tradizionali del centro storico. L'obiettivo non è fornire risposte pre-confezionate, ma stimolare interrogativi profondi.
Come sottolineato dai promotori, si tratta di un'«Arte che non vuole insegnare, ma trasmettere il dubbio, la forza della ragione temperata dal ritmo della composizione. L’utopia di cambiare il mondo con la sola forza della parola che nasce con la storia delle tante polis del mondo, è come un orizzonte che si sposta sempre, ma non per questo ci impedisce di camminare, crescere, gioire.» Un invito, dunque, a vivere il teatro come spazio di resistenza e di speranza condivisa.
Info utili
- Luogo: Teatro di Villa Lazzaroni, Via Appia Nuova 522 / Via Tommaso Fortifiocca 71, Roma
- Date: Dal 14 settembre al 3 dicembre 2026
- Biglietti: Ingresso gratuito
