- Cosa: XVII edizione del Festival della Letteratura di Viaggio.
- Dove e Quando: Roma, Palazzetto Mattei e Villa Celimontana, dal 7 al 14 giugno 2026.
- Perché: Per esplorare il mondo guardando a “Sud”, inteso come chiave di lettura per interpretare le sfide geopolitiche, ambientali e culturali del nostro presente.
Il viaggio è molto più di un semplice spostamento spaziale o di un accumulo di timbri sul passaporto; è uno strumento critico, una lente d’ingrandimento e un filtro attraverso cui leggere le innumerevoli complessità del nostro presente. Con questa profonda consapevolezza civica e culturale, torna a Roma il tanto atteso appuntamento con l’esplorazione geografica e umana. Promosso dalla Società Geografica Italiana, l’evento trasforma la capitale in un crocevia di storie, di sguardi e di testimonianze provenienti da ogni angolo del globo, offrendo al pubblico una preziosa occasione per ridefinire i confini della propria percezione del mondo.
La bussola punta a Sud: decostruire e comprendere
Il filo conduttore di questa diciassettesima edizione è racchiuso in una parola potente e carica di significato: Sud!. Non si tratta esclusivamente di una direzione geografica, ma di un vero e proprio ribaltamento di prospettiva, un invito a esercitare il decentramento dello sguardo per abbracciare un’alterità ricca di sfumature. Il focus si allarga dal Meridione d’Italia al cosiddetto Sud Globale, affrontando tematiche urgenti e imprescindibili come la visione decoloniale, la tutela dei popoli indigeni e la drammatica questione ambientale. Attraverso il dialogo tra letteratura, giornalismo, teatro e nuove narrazioni multimediali, il festival costruisce un ponte immaginario che unisce l’Africa all’Antartide, il Mediterraneo all’Amazzonia.
All’interno di questo scenario, la riflessione sulle emergenze contemporanee assume un ruolo centrale. Gli incontri in programma non rifuggono dalle ombre del nostro tempo, ma le affrontano con lucidità. Si discuterà apertamente della crisi climatica e delle sue conseguenze devastanti sui territori più fragili del pianeta, nonché delle guerre contemporanee e delle repentine trasformazioni geopolitiche. Esperti, scrittori e attivisti guideranno il pubblico in un percorso di consapevolezza, analizzando come lo sfruttamento delle risorse e le eredità storiche continuino a plasmare le disuguaglianze globali e a influenzare i delicati equilibri internazionali.
I premiati illustri: narrazioni e testimonianze
Uno dei momenti più attesi della manifestazione è senza dubbio la consegna dei riconoscimenti istituzionali, pensati per omaggiare le figure che meglio sanno interpretare e raccontare il mondo in movimento. Il Premio Navicella d’Oro celebra quest’anno personalità di spicco che hanno fatto del viaggio e dell’identità il cuore della loro ricerca artistica. Tra i premiati figurano il cantautore Brunori Sas, voce autentica e inconfondibile radicata nel territorio calabrese, e lo scrittore Carmine Abate, le cui opere esplorano con maestria le dinamiche dell’emigrazione e l’incontro tra culture diverse. Accanto a loro, la poetessa Antonella Anedda, capace di tessere versi in cui paesaggio e riflessione civile si fondono in un unicum di rara intensità.
Di pari importanza è il Premio Kapuściński, dedicato al reportage e intitolato alla memoria di uno dei più grandi maestri del giornalismo del Novecento. I riconoscimenti di questa edizione premiano il coraggio, la tenacia e la capacità analitica di professionisti dell’informazione che operano in prima linea. Verranno celebrate figure come Monica Maggioni per la divulgazione televisiva delle questioni globali, Cecilia Sala per i suoi immersivi podcast dai teatri di crisi, e il corrispondente Lorenzo Tondo, voce autorevole sulle rotte migratorie e sui conflitti internazionali. Un plauso particolare andrà anche al fotoreporter Alessio Mamo e al collettivo Fada, premiati per il loro incessante lavoro di inchiesta e documentazione visiva.
Cultura partecipata: laboratori, mostre e passeggiate
Il festival si distingue non solo per il prestigio dei suoi relatori, ma anche per la sua forte vocazione partecipativa e inclusiva, proponendosi come uno “spazio aperto” in cui il pubblico è chiamato a diventare protagonista attivo. Nel suggestivo scenario di Villa Celimontana verrà allestita una grande mostra tematica, strutturata in sei sezioni distinte, che spazierà dalle esplorazioni in Antartide alle affascinanti indagini visive sul tarantismo salentino. L’esposizione mescolerà sapientemente archivi storici, fotografie autoriali e moderne installazioni multimediali, creando un percorso immersivo di forte impatto emotivo e conoscitivo.
Ad arricchire ulteriormente l’offerta culturale vi è un fitto calendario di attività collaterali gratuite, concepite per coinvolgere cittadini di tutte le età. Il programma prevede laboratori di narrazione e fotografia, incontri creativi per i più piccoli dedicati alla solidarietà internazionale, e affascinanti passeggiate urbane guidate. Di particolare rilievo sarà la passeggiata storico-critica incentrata sulle memorie rimosse e sul colonialismo italiano, un’occasione preziosa per rileggere il tessuto urbano della capitale con occhi nuovi. Eventi teatrali ispirati a classici intramontabili come Cuore di tenebra e performance musicali avvolgenti completeranno un palinsesto eterogeneo, dimostrando ancora una volta come la cultura del viaggio sia uno strumento formidabile per costruire ponti tra le persone e abbattere i pregiudizi.
Info utili
- Costo: Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita, fino a esaurimento posti.
- Prenotazioni: Consigliata sul sito ufficiale del festival (festivaletteraturadiviaggio.org).
- Indirizzo: Palazzetto Mattei e Villa Celimontana, Via della Navicella 12, Roma. Alcuni eventi collaterali si terranno presso l’Isola Tiberina e Villa Mellini a Monte Mario.
- Come arrivare:
- Metropolitana: Metro B (Circo Massimo o Colosseo); Metro C (Porta Metronia o Colosseo).
- Autobus: Atac linee 81, 673, 118, 792.
