Cosa: L’esposizione d’arte Memento Muri, un progetto curato dal collettivo Sbagliato incentrato sulla trasformazione della materia e sull’architettura.
Dove e Quando: Presso lo spazio Porte Rosse a Roma (Via dei Sabelli 8), dal 12 al 19 giugno 2026.
Perché: Per riflettere sulla provvisorietà delle opere umane attraverso un percorso visivo unico che tramuta elementi architettonici ordinari in reperti affascinanti.
Il panorama culturale romano si arricchisce di una nuova, stimolante indagine visiva grazie allo spazio dedicato all’arte e alla libera espressione Porte Rosse. A partire dal 12 giugno 2026, il pubblico della capitale potrà immergersi nelle suggestioni di Memento Muri, la nuova esposizione curata dal rinomato collettivo romano Sbagliato. L’inaugurazione è fissata per le ore 18:00 di venerdì 12 giugno, aprendo ufficialmente le porte a un’indagine profonda sul fluire del tempo e sull’essenza della materia.
Il titolo stesso dell’evento gioca in modo intelligente e provocatorio con la celebre locuzione latina “memento mori”, trasformandola in una riflessione tangibile intrinsecamente legata all’ambiente costruito. Più che evocare un senso di fine angosciante e assoluta, l’intento degli artisti è quello di esortare il pubblico a fare i conti con la caducità delle cose umane. Questa delicata ma necessaria presa di coscienza viene presentata come un passaggio fondamentale per riuscire a vivere e abitare pienamente il nostro presente. La sostituzione di una singola vocale sposta dunque prepotentemente l’attenzione del visitatore verso la concretezza dell’architettura e le tracce inesorabili che lasciamo nel nostro passaggio.
La vulnerabilità dell’architettura e della materia
Il gruppo Sbagliato, un autorevole progetto artistico formato da tre architetti e designer, parte da una premessa estremamente affascinante e al contempo paradossale. Per deformazione professionale, chi progetta edifici e spazi convive costantemente con l’illusione che le proprie costruzioni siano destinate a sfidare l’eternità. L’architettura rappresenta forse il tentativo umano più grandioso e ambizioso di bloccare il flusso inarrestabile del mutamento naturale. Eppure, come l’esposizione ci ricorda in modo lapalissiano, persino le strutture che appaiono più solide e imponenti nascondono un’intrinseca provvisorietà. Se osservate con la giusta attenzione e sensibilità, esse si rivelano per ciò che sono realmente: semplici frammenti e briciole trascinate nel grande fiume del tempo.
Partendo da questa matura consapevolezza, il fulcro del lavoro presentato in mostra consiste nel prelevare elementi architettonici familiari all’occhio umano. Questi frammenti visivi, che gli artisti hanno profondamente interiorizzato durante anni di studi meticolosi e rigorosa pratica professionale, subiscono una drastica quanto poetica trasformazione. Vengono deliberatamente piegati, accartocciati e deformati con l’obiettivo ultimo di riportarli alla loro cruda essenza di materia vulnerabile. I risultati di questo complesso processo creativo sono forme inedite che somigliano a misteriosi reperti appartenenti a un’epoca indefinita, reliquie silenziose sospese in un limbo tra ciò che è stato in passato e ciò che resta oggi.
Un viaggio introspettivo e professionale
Oltre a indagare accuratamente le forme e le superfici esterne, Memento Muri assume i contorni di una profonda confessione per i suoi stessi creatori. Il collettivo ammette candidamente che i gesti del piegarsi, del decostruirsi e dell’osservarsi dall’esterno sono lo specchio fedele della fase evolutiva che stanno attraversando, non solo come compagine artistica e come professionisti del design, ma in primo luogo come persone. I tre artisti si trovano infatti in un momento dell’esistenza in cui il trascorrere degli anni perde definitivamente i suoi contorni astratti per trasformarsi in un’esperienza fisica palpabile, una percezione estremamente concreta e incisiva.
In questa nuova e matura prospettiva, ogni singolo istante vissuto acquista un peso specifico inestimabile, dettato proprio dalla sua natura effimera e limitata. È la struggente impossibilità di trattenere il tempo a rivelare, in modo del tutto inequivocabile, il valore assoluto di vivere ogni momento con assoluta pienezza e dedizione. Questa evoluzione personale si riflette in opere capaci di provocare nel fruitore un profondo senso di arricchimento interiore, accompagnato tuttavia da un forte e calcolato disorientamento visivo. Il pubblico è costantemente invitato a interrogarsi sulla natura apparentemente solida, ma in realtà del tutto paradossale, della realtà in cui vive e si muove quotidianamente.
L’evoluzione artistica del progetto Sbagliato
La mostra in via dei Sabelli rappresenta una nuova, prestigiosa tappa in un cammino artistico iniziato con successo nel 2011. Fin dagli esordi, Sbagliato ha operato con lo scopo preciso di generare una forte interferenza all’interno del monotono e incessante flusso di informazioni a cui l’individuo moderno è inesorabilmente sottoposto. La loro sofisticata poetica mira a creare una vera e propria frattura nell’ordine precostituito delle armonie urbane e delle simmetrie. Se inizialmente questa urgenza comunicativa si traduceva nell’utilizzo esclusivo del poster — medium scelto per la sua evidente natura effimera e per la sua straordinaria capacità mimetica — oggi la ricerca si è evoluta.
Nel corso della sua carriera, infatti, il gruppo ha ampliato coraggiosamente il proprio raggio d’azione, avviando la sperimentazione con materiali fisici sempre più eterogenei come tessuti, plexiglass e superfici in alluminio. Questo notevole ampliamento tecnico è mirato ad amplificare ulteriormente la risonanza del messaggio visivo. Il collettivo romano può vantare un curriculum di caratura internazionale, avendo esposto in contesti di primissimo piano come il Fondaco dei Tedeschi durante la prestigiosa Biennale di Architettura di Venezia nel 2023 e avendo arricchito l’isola di Pantelleria con un’opera pubblica permanente inaugurata nel 2025. Le loro installazioni visionarie fondono magistralmente architettura, grafica, fotografia e la complessa tecnica del collage per offrire un’esperienza immersiva impossibile da ignorare.
Info utili
- Indirizzo: Porte Rosse, Via dei Sabelli 8, Roma
- Date mostra: Dal 12 al 19 giugno 2026
- Inaugurazione: Venerdì 12 giugno alle ore 18:00
- Orari e visite: Solo su appuntamento scrivendo a info.porterosse@gmail.com
- Ingresso: Libero
