Ad occuparsi del progetto venne chiamato l’architetto ed ingegnere, Artistide Leonori. Costui, infatti, venne incaricato da Papa Pio IX, per celebrare il XVI centenario dell’Editto di Milano avvenuto nel 313 (Costantino e Licinio, rispettivamente imperatori d’Occidente e d’Oriente, decisero di porre fine alle persecuzioni ai danni dei cristiani, proclamando la neutralità dell’impero in materia di fede). La chiesa venne inaugurata l’anno successivo, ma solo nel 1918 fu consacrata. Nel 1964 venne poi dichiarata Basilica Minore dal Pontefice Paolo VI e, infine, divenne sede del titolo cardinalizio “Santa Croce in via Flaminia”, sempre per volere dello stesso Papa, ma nell’anno successivo.
La facciata della Basilica riprende apertamente lo stile dell’arte romanica. C’è un portico formato da 6 colonne di granito con capitelli ionici. Sempre nella facciata si nota un mosaico di Biagio Biagetti, che simboleggia tre momenti precisi, ovvero il “Trionfo della croce”, ai lati “l’Editto di Milano”e la “Vittoria di Costantino a Ponte Milvio”. All’interno troviamo 3 navate, mentre il soffitto è costituito da un particolare elemento architettonico, la capriata. L’abside è illuminato da 5 finestre di pregio, realizzate da Giuseppe Moroni, che rappresentano “L’invenzione della croce da parte di sant’Elena”, il “Redentore davanti alla croce” e “L’imperatore Eraclio che reca sulle spalle la croce”. Infine, da segnalare le cappelle che ospitano opere sempre del Biagetti, ma anche di Alessandro Delprato e Antonio Achilli.
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