- Cosa: La nona edizione della rassegna estiva Classica al Tramonto organizzata dall’Istituzione Universitaria dei Concerti, caratterizzata da diciassette appuntamenti tra grande musica classica, jazz, incursioni elettroniche e performance letterarie.
- Dove e Quando: Presso il Museo Orto Botanico della Sapienza Università di Roma (Largo Cristina di Svezia 23A, Trastevere), dall’11 giugno al 15 luglio 2026.
- Perché: Un’occasione straordinaria per vivere la grande musica eseguita da maestri di fama internazionale e talenti emergenti, immersi nell’atmosfera magica e unica di uno dei giardini storici più affascinanti della Capitale al calare del sole.
La stagione culturale estiva della Capitale si arricchisce di un appuntamento imperdibile che coniuga l’alto valore artistico alla bellezza paesaggistica e storica del territorio. Prende il via ufficiale la nona edizione di Classica al Tramonto, la celebre rassegna concertistica curata dall’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) che trasforma uno degli angoli più suggestivi di Roma in un vero e proprio palcoscenico sotto le stelle. Dall’11 giugno al 15 luglio 2026, l’incantevole cornice del Museo Orto Botanico della Sapienza, situato negli storici spazi che un tempo costituivano i Giardini di Cristina di Svezia nel cuore di Trastevere, accoglierà una serie di eventi sonori unici pensati per illuminare le calde serate romane.
Il cartellone di quest’anno si distingue per una proposta artistica eccezionalmente ricca, dinamica ed eterogenea, strutturata per rispondere alle curiosità di un pubblico vasto e diversificato. Gli spettatori avranno la possibilità di scegliere tra serate caratterizzate da un unico grande evento centrale previsto per le ore 21.00, oppure optare per l’innovativa e collaudata formula del doppio concerto, che prevede una prima performance alle ore 20.30 seguita da un secondo set alle ore 21.30. Questa flessibilità organizzativa permette di esplorare mondi sonori differenti nel corso della medesima serata, valorizzando al massimo la vivacità interpretativa dei protagonisti e la ricchezza dei programmi proposti.
Il dialogo tra Jazz e tradizione: da Bill Evans a Miles Davis
L’inaugurazione ufficiale della rassegna, prevista per giovedì 11 giugno, è affidata alla maestria e alla sensibilità del celebre pianista romano Enrico Pieranunzi, il quale presenterà in prima nazionale l’atteso progetto intitolato Evanscape. La performance si svilupperà nella formula intima del duo insieme al raffinato chitarrista Bebo Ferra, offrendo un ritratto sonoro unico ed emozionante dedicato alla poetica immortale di Bill Evans. L’appuntamento sarà preceduto da un momento di approfondimento culturale curato dallo stesso Pieranunzi, che introdurrà le pagine del suo recente volume intitolato Ritratto d’artista con pianoforte, edito da Il Saggiatore, offrendo una chiave di lettura preziosa prima di lasciare spazio all’esecuzione live di brani iconici e composizioni originali.
Il percorso attraverso le infinite sfumature della musica jazz e delle sue contaminazioni proseguirà nel corso delle settimane successive con appuntamenti di altissimo profilo culturale. Tra le ricorrenze più significative spicca senza dubbio A Beautiful Miles, l’omaggio tributato al genio rivoluzionario di Miles Davis in occasione del centenario della sua nascita, che vedrà salire sul palco il Gianni Oddi Quartet e la giovane formazione della Campus Jazz Orchestra diretta da Massimo Nunzi, arricchita dalle incursioni recitative e musicali di Stefano Fresi e Cristiana Polegri. Le esplorazioni geografiche e stilistiche toccherà le sponde della musica tradizionale con l’Ensemble Enerbia, si tingerà dei ritmi sudamericani grazie al Duo Corde Brasiliane e troverà una sintesi d’avanguardia nel progetto Candy Cane Snail di Ava Alami e Vittorio Esposito, dove il jazz incontra l’elettronica e l’affascinante tradizione lirica persiana.
La purezza della musica da camera e i grandi interpreti internazionali
Il nucleo originario e profondo della rassegna rimane saldamente ancorato ai grandi capolavori della musica da camera, esplorando un repertorio immenso che unisce la rigorosa tradizione barocca e classica alle tensioni emotive del Novecento. Uno dei momenti più attesi di questa edizione è il debutto romano del pianista austriaco Martin Nöbauer, acclamato finalista nel 2023 del prestigioso Concorso Chopin su strumenti d’epoca di Varsavia. L’artista presenterà al pubblico dell’Orto Botanico un intenso programma intitolato Sturm, interamente incentrato sull’energia e sulla complessa architettura drammatica delle più celebri sonate composte da Ludwig van Beethoven.
La letteratura pianistica e cameristica troverà ulteriori e autorevoli interpretazioni grazie al gradito ritorno del pianista Alessandro Simoni, il cui recital si preannuncia come un viaggio temporale che connette la purezza contrappuntistica di Bach alle sonorità contemporanee espresse dal compositore Kurbatov. Il perfetto interplay strumentale sarà invece al centro della performance del duo composto dalle talentuose The Shirvani Sisters, che faranno dialogare violoncello e pianoforte attraverso le pagine virtuosistiche di Čajkovskij, Brahms e Paganini. Da segnalare inoltre il rinnovato legame con le eccellenze formative del territorio attraverso il Galà Avos, un appuntamento speciale realizzato in collaborazione con l’Avos Project e interamente focalizzato sulla riscoperta dell’intima sensibilità cameristica ceca di autori come Suk, Janáček e Dvořák.
Sperimentazione contemporanea, intelligenza artificiale e arti visive
Oltre alla celebrazione dei repertori storici, la nona edizione di Classica al Tramonto spalanca le porte alla contemporaneità più stretta, indagando i nuovi linguaggi espressivi e l’interazione tra discipline artistiche differenti. Il compositore Stefano Mainetti guiderà il pubblico all’interno del progetto Along Time, focalizzato sull’affascinante mondo della musica applicata alle immagini, supportato dalle esecuzioni di due interpreti d’eccezione come il violoncellista Luca Pincini e la pianista Gilda Buttà. L’evento si configurerà anche come un importante momento di riflessione culturale grazie a un talk tematico interamente dedicato all’impatto e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno della creazione artistica musicale contemporanea.
La rassegna ospiterà inoltre progetti trasversali di grande impatto emotivo, capaci di ridefinire i confini del concerto tradizionale. Tra questi spicca FALLA Imaginado del pianista Moisés P. Sánchez, un’inedita e coraggiosa rilettura in chiave moderna delle opere di Manuel de Falla, e l’evocativo percorso Into the Night, che vedrà la voce di Veronica Alacri esplorare le partiture di maestri del Novecento come Badalamenti, Cage e Sakamoto. La commistione tra parola scritta e suono prenderà forma nello spettacolo Un secondo di vita adulta con lo scrittore triestino Mauro Covacich accompagnato dalle percussioni di Antonio Caggiano, mentre le arti visive saranno protagoniste assolute grazie alle spettacolari performance audiovisive firmate dalla video artist Margherita Iannilli, coadiuvata dalle sonorità elettroniche di Federico Castriota e dai live set del progetto Opera Electric.
Info utili
- Dove: Museo Orto Botanico – Sapienza Università di Roma (Largo Cristina di Svezia 23A, Roma)
- Quando: Dall’11 giugno al 15 luglio 2026
- Orari: Inizio concerti singoli alle ore 21.00; formula doppio concerto alle ore 20.30 e alle ore 21.30
