Cosa: Mostra dedicata all'artista e scrittrice Etel Adnan.
Dove e quando: Fondazione Nicola Del Roscio, Roma. Dal 25 settembre 2026 al 22 gennaio 2027.
Perché: Per scoprire l'opera visiva e letteraria di una delle figure più originali della cultura contemporanea, in concomitanza con la prima traduzione italiana dei suoi saggi.
La Fondazione Nicola Del Roscio porta a Roma una retrospettiva dedicata a Etel Adnan, figura poliedrica e cosmopolita scomparsa nel 2021. L'esposizione accende i riflettori su un percorso creativo in cui la pittura e la parola si compenetrano costantemente, offrendo al pubblico capitolino l'opportunità di immergersi nell'universo di un'autrice capace di attraversare lingue, discipline e confini geografici con assoluta libertà espressiva.
Il legame indissolubile tra scrittura e immagine
Il progetto espositivo nasce in stretta connessione con un'importante iniziativa editoriale, realizzata in collaborazione con la casa editrice Skira. Per la prima volta, infatti, arrivano in lingua italiana quattro testi fondamentali della produzione letteraria dell'autrice: Il prezzo dell'amore che non vogliamo pagare, Memorie di una giovinezza: diventare scrittrice in Libano, Presagio e Cronache dal tramonto dell'Impero Ottomano. La selezione dei testi è stata curata da Jonas Storsve, curatore della mostra, in collaborazione con Simone Fattal.
La centralità della scrittura nella ricerca di Adnan è testimoniata in mostra da un numero significativo di pubblicazioni. Capace di padroneggiare cinque lingue diverse, l'autrice ha scelto l'inglese e il francese per dare voce a una produzione letteraria fortemente incentrata su tematiche politiche e civili. Le sue parole hanno raggiunto un pubblico globale, venendo tradotte in molteplici idiomi, dal giapponese ai paesi scandinavi.
Oltre sessanta opere inedite in esposizione
Accanto alla dimensione letteraria, l'allestimento svela l'intensa attività pittorica di Etel Adnan attraverso una selezione di circa sessanta acquerelli e disegni su carta. A questi si aggiungono alcuni preziosi leporelli e un arazzo monumentale. Le opere, provenienti direttamente dal lascito dell'artista e realizzate a partire dagli anni Sessanta, sono per la maggior parte inedite e rivelano al pubblico la sensibilità di una colorista unica nel panorama contemporaneo.
Questa profonda padronanza di due linguaggi, quello visivo e quello testuale, inserisce la figura della Adnan nel solco di grandi personalità della cultura internazionale come Victor Hugo o Roland Barthes. Nonostante una pratica pittorica costante fin dagli anni Sessanta, il definitivo riconoscimento globale come artista visiva è arrivato solo nel 2012, in occasione della sua partecipazione a Documenta 13. Oggi i suoi lavori arricchiscono le collezioni di istituzioni prestigiose come il Centre Pompidou, il MoMA e la Tate Gallery.
Una vita tra continenti e culture
La biografia di Etel Adnan è il riflesso della sua arte multiforme. Nata a Beirut nel 1925 da madre greca e padre siriano, ex ufficiale dell'Impero ottomano, ha costruito la sua formazione accademica tra la Sorbona di Parigi e le università americane di Berkeley e Harvard. Il suo legame con gli Stati Uniti si è consolidato con l'insegnamento della filosofia all'Università domenicana di San Rafael in California, durato oltre un decennio.
Il ritorno in Libano nei primi anni Settanta ha segnato l'incontro fondamentale con l'artista Simone Fattal, compagna di una vita. Insieme sono tornate in California, dove hanno dato vita alla casa editrice Post-Apollo Press, per poi stabilirsi definitivamente a Parigi all'inizio del nuovo millennio, continuando a tessere quel dialogo ininterrotto tra Oriente e Occidente che caratterizza l'intera opera della Adnan.
Info utili
- Date: Dal 25 settembre 2026 al 22 gennaio 2027
- Luogo: Fondazione Nicola Del Roscio, Via Francesco Crispi 18, Roma
- Orari: Dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 17:30
- Chiusura: Sabato e domenica
- Biglietti: Ingresso libero
