
di Chiara Gamberale
Feltrinelli
Una scuola elementare, con i suoi bambini, i loro genitori e la maestra, diventa, nell’ultimo romanzo di Chiara Gamberale, Liberi tutti (Feltrinelli), il palcoscenico di una commedia umana contemporanea, al tempo stesso comune e sorprendente.
«Le cose d’ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare», osserva l’autrice in esergo, citando una canzone di Sergio Endrigo scritta da Gianni Rodari. E, come accade in ogni suo libro, Gamberale mantiene la promessa, restituendo alla quotidianità il valore delle cose non dette e delle azioni inconfessabili.
L’istituto scolastico non è uno qualsiasi: è la scuola primaria Rocco Carbone, un luogo di fantasia che meriterebbe di diventare realtà, in omaggio allo scrittore e saggista romano, prematuramente scomparso a causa di un tragico incidente. La classe è la prima C, dove il registro riporta alcuni nomi stranamente sottolineati: Myriam, Dodò, Benni, Frida, Achille, Teo, Benedetta e Riccardo. Sono i «bambini-piccoli». Poi ci sono i «bambini-grandi», ossia i genitori, protagonisti loro malgrado di un’adolescenza che sembra non avere mai fine. Tra questi non si possono non notare i «Tuttobeeene», perché per loro va sempre tutto così: questa è la loro risposta preferita. Definiscono radical chic chiunque si vesta male, ma poi si atteggi e abbia i soldi per andare a Parigi.
Sullo sfondo scorrono Roma, «la nostra grandissima città», e un quartiere residenziale poco distante dal centro, con i suoi negozi, i suoi parchi, i suoi ristoranti e, per l’appunto, la sua scuola. E soprattutto c’è la maestra Titti, punto di riferimento per tutti. Per lei l’insegnamento è una vocazione e tutto quello che fa è «per amore, solo per amore».
Secondo Titti, le famiglie sono «fatte con lo stampino», come «The Russo Family Company», quasi una piccola azienda composta da Niccolò e Costanza, due medici ospedalieri, e dai loro figli gemelli. Ogni giorno salvano vite, ma lo fa anche Rachele Piperno, madre-manager, sebbene dall’interno di un ufficio, con tanto di targhetta sulla porta. Adele è invece una mamma single, o meglio una «mam-pa», come ama definirsi: un po’ mamma e un po’ papà. E poi ci sono i Galipò, che hanno aperto un ristorante siciliano vicino alla scuola dopo aver vissuto un dolore che non conosce consolazione, e gli Aprile, il cui figlio Achille ha un rapporto difficile con la verità.
Colloqui con la maestra, recite, visite all’Orto Botanico: tutto sembra procedere secondo la normale amministrazione alla scuola Carbone. L’umanità che le ruota intorno, pur con le sue stranezze, i suoi vizi e le sue virtù, tutto sommato non sembra cattiva, né capace di fare del male a nessuno. Almeno, così viene da pensare.
Eppure, durante le vacanze di Natale, qualcosa comincia a cambiare, fino a precipitare in un evento inquietante. Chi può essere il colpevole? I bambini-piccoli oppure quelli grandi? O magari qualcun altro?
Il punto di svolta è lo spettacolo natalizio, in un pomeriggio in cui i bambini cantano Jingle Bells con i loro cappelli da folletti. Eppure, la vera recita sembra essere quella dei grandi, tra sguardi allusivi e commenti in labiale. Il ritorno dalle vacanze alzerà il sipario su serate di San Valentino clandestine e licenziamenti mascherati da ferie, tra una gita al lago di Trevignano e un giro sulla ruota panoramica del Luna Park.
Con un linguaggio immediato, quasi sperimentale, fatto di dialoghi serrati, stralci di diario e pagine di quaderni a righe, Chiara Gamberale esplora i retroscena della quotidianità e solleva il velo che separa la colpevolezza dall’innocenza. Se sarà un «tana libera tutti» si scoprirà soltanto nelle ultime pagine, perché, scrive l’autrice, «le persone sono marchingegni delicati. Molto molto misteriosi. Che possono essere sceme scemissime, ma nello stesso, identico istante vedere cose che nessuno riesce a vedere, come Forrest Gump».
Liberi tutti
di Chiara Gamberale
Feltrinelli Editore
Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Con Feltrinelli ha pubblicato Per dieci minuti, Adesso, le nuove edizioni de La zona cieca e del suo esordio Una vita sottile, L’isola dell’abbandono, Come il mare in un bicchiere e Il grembo paterno.
I suoi libri sono tradotti in sedici paesi. È autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici, come Io, Chiara e l’Oscuro, e del podcast Gli Slegati. Collabora con «La Stampa», «7 – Corriere della Sera» e «Donna Moderna». Ha ideato e dirige il festival Procida Racconta e la scuola di scritture creative CreaVità.
