Cosa: Esposizione La chimica del design. Progettare la materia, promossa da Federchimica e ADI Design Museum.
Dove e quando: Roma, Palazzo Piacentini (sede del MIMIT), dal 3 al 20 novembre 2026.
Perché: Per scoprire come la ricerca chimica e i nuovi materiali guidano l'innovazione, la sostenibilità e la competitività del Made in Italy.
L'innovazione del Made in Italy passa attraverso la trasformazione della materia. Dal 3 al 20 novembre 2026, la capitale ospita la mostra La chimica del design. Progettare la materia, un'iniziativa promossa da Federchimica, la Federazione nazionale dell'industria chimica, e dall'ADI Design Museum di Milano.
L'esposizione trova la sua collocazione ideale a Roma all'interno della prestigiosa cornice di Palazzo Piacentini, lo storico edificio situato in Via Veneto che oggi è sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Il progetto espositivo, presentato in anteprima la scorsa primavera a Milano, punta a svelare un'infrastruttura spesso invisibile ai consumatori finali, ma assolutamente determinante per la cultura del progetto e la competitività industriale del Paese.
L'infrastruttura invisibile dell'industria creativa
La mostra indaga in profondità il ruolo dell'industria chimica nell'innovazione progettuale. Se il design rappresenta la visione e la scintilla creativa, la ricerca chimica si conferma il fattore abilitante che ne amplia il campo delle possibilità, traducendo le intuizioni in materia, prestazioni e nuove soluzioni funzionali. Questo dialogo continuo tra progetto e ricerca incide in modo diretto sulle forme e sui materiali, contribuendo a orientare l'intera filiera verso modelli di produzione maggiormente sostenibili.
Luciano Galimberti, Presidente di ADI, sottolinea l'importanza di questa sinergia: «Il dialogo con la ricerca chimica ha avuto e continua ad avere un ruolo fondamentale nell'evoluzione del progetto, una funzione generativa che dischiude sempre nuove prospettive: ha ampliato le possibilità espressive del design, migliorato le prestazioni dei prodotti e abilitato nuove soluzioni verso una progettazione più responsabile e circolare. Raccontare questo legame significa quindi rendere visibile una parte essenziale, e spesso invisibile, della cultura del progetto italiano».
Il percorso espositivo e le quattro macro-aree
Attraverso una rigorosa selezione di progetti provenienti dalla Collezione Storica del Compasso d'Oro e dall'ADI Design Index, il percorso espositivo offre una panoramica ampia sulle applicazioni industriali. I visitatori potranno osservare soluzioni che spaziano dall'arredo all'illuminazione, passando per l'utensile domestico, l'attrezzatura sportiva e i materiali per l'edilizia. Il racconto della trasformazione della materia è stato strutturato lungo quattro macro-aree concettuali: generare l'uso di nuovi materiali, potenziare le prestazioni, rigenerare le risorse esistenti attraverso il riuso e la circolarità, e infine ripensare i processi e i sistemi produttivi.
L'allestimento all'interno delle sale di Palazzo Piacentini è stato ideato da Andrea Rovatti, che ricopre anche il ruolo di designer e direttore artistico del progetto, affiancato da Marinella Ferrara, Professoressa del Politecnico di Milano, in veste di advisor della mostra. Il sistema adottato è modulare, leggero, fluido ed elastico, concepito per adattarsi in modo armonico allo spazio istituzionale e agli oggetti esposti, rispecchiando visivamente la natura stessa della materia in continua trasformazione.
I numeri del settore e l'impatto economico
La scelta della sede ministeriale non è casuale, ma ribadisce il peso specifico del comparto nell'economia nazionale. Francesco Buzzella, Presidente di Federchimica, evidenzia il valore strategico dell'iniziativa: «Essere ospitati al MIMIT con questa mostra, ci permette di affermare, ancora una volta, la centralità strategica della chimica per l'intero sistema produttivo nazionale. L'obiettivo è invitare il pubblico a guardare la nostra industria da una prospettiva inedita».
I dati condivisi dal Presidente confermano l'impatto del settore: con 60 miliardi di euro di fatturato registrati nel 2025 e oltre 117 mila addetti, la chimica rappresenta la quinta industria del Paese e il terzo produttore a livello europeo. I prodotti chimici costituiscono infatti componenti essenziali del 95% dei manufatti utilizzati quotidianamente per soddisfare esigenze che vanno dalla mobilità alla salute, dall'abbigliamento all'agroalimentare, fino alle costruzioni e all'ICT, confermando la chimica come vero motore di innovazione e competitività.
Info utili
- Evento: Mostra La chimica del design. Progettare la materia
- Date: Dal 3 al 20 novembre 2026
- Luogo: Palazzo Piacentini (Sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Via Veneto, Roma
- Promotori: Federchimica e ADI Design Museum
- Ideazione allestimento, design e direzione artistica: Andrea Rovatti
- Advisor della mostra: Marinella Ferrara

