IL Just Music Festival e Ex Dogana: annullata l’esibizione di Sizzla Kalonji

Il Just Music Festival, insieme ad Ex-Dogana, comunica che viste le diverse preoccupazioni mosse nei confronti dell'esibizione di Sizzla Kalonji da diverse parti sociali e considerate le posizioni di tutte le realtà coinvolte nella manifestazione, ha deciso di annullare l'esibizione del musicista giamaicano, per rispetto verso i temi sollevati e soprattutto in linea con la propria visione della musica e dell'arte come linguaggio che unisce anziché dividere.

La direzione del festival esprime tuttavia il proprio dispiacere per una campagna dai toni a volte troppo duri nei confronti di un artista di fama mondiale che, se in passato è stato accusato di omofobia, ha intrapreso da anni una strada ispirata al rispetto e all'uguaglianza, con dichiarazioni pubbliche, un rinnovato impegno nel sociale e i concerti che continua a tenere in giro per il mondo.

Sizzla si sarebbe esibito nel fitto cartellone di un festival che propone importanti artisti internazionali, alcuni dei quali direttamente impegnati nel sociale e tutti portatori di messaggi di uguaglianza tra le persone e i popoli. Il Just Music Festival si è sempre distinto per la varietà dei temi, degli artisti e dei pubblici che è riuscito ad intercettare anche quando si tratta di musica pop: dai Pet Shop Boys a Bjork, dai Massive Attack ai Public Enemy, icone di comunità, scene e minoranze che trovano nella musica la loro voce.

Il Just Music festival e gli organizzatori DNF Booking Crew hanno sempre dimostrato impegno e attenzione ai temi politici e sociali, intendendo la musica come un linguaggio in grado sensibilizzare e farsi portatore di messaggi positivi, come dimostrato dalle collaborazioni con organizzazioni a difesa dei diritti umani come AMREF (African Medical and Research Foundation) e UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees). Anche l'Ex Dogana, partner del Just Music Festival, è per suo statuto un luogo aperto al dialogo, attento al sociale e legato a filo diretto con le organizzazioni del movimento LBGQIT italiano, come dimostrato dalla festa del Roma Pride che si è tenuta negli spazi di Scalo San Lorenzo lo scorso 2 giugno.

Certi che discutere una problematica come quella dell'omofobia nella reggae-dancehall sia una cosa importante, rimaniamo contrari ad ogni forma di censura e pensiamo che per capire e prendere posizione nei confronti di una cultura che presenta grandi contraddizioni interne, storiche e sociali, come quella giamaicana, vadano usati soprattutto gli strumenti del confronto e dell'inclusione diretta di chi rappresenta quella cultura.

Nei prossimi giorni annunceremo il nuovo grande protagonista che arricchirà il programma di Roots In The City, per una serata che vede comunque nomi leggendari come Lee Scratch Perry, Mad Professor, Nattali Rize e Promise No Promises. Scusandoci per l'inconveniente, comunichiamo che chi volesse comunque chiedere il rimborso del biglietto può farlo direttamente sul portale Ticketone.

“What would you be with no music? Be calm and imagine.”

Ex Dogana
Via dello Scalo San Lorenzo 10,
00185 Roma

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