Cosa: Lo spettacolo teatrale One More Kiss, Dear, con Francesca Pimpinelli.
Dove e quando: Al Teatro Trastevere di Roma, dal 13 al 15 novembre 2026.
Perché: Un viaggio emotivo che esplora i confini dell'attaccamento, del desiderio e la natura dell'amore eterno dopo un rifiuto.
Il palcoscenico romano si prepara ad accogliere una nuova e intensa indagine sui sentimenti umani e sulle loro derive più oscure. La scena contemporanea offre spesso spunti di riflessione sulle dinamiche relazionali, e questa nuova produzione si inserisce perfettamente in questo filone, portando sotto i riflettori le conseguenze psicologiche di un legame spezzato.
La rappresentazione promette di coinvolgere il pubblico in un'esperienza immersiva, dove i confini tra la realtà oggettiva e la percezione soggettiva della protagonista tendono a sfumare, creando un'atmosfera carica di tensione emotiva e di interrogativi irrisolti.
Le due facce di un amore rifiutato
Scritto a quattro mani da Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli, One More Kiss, Dear si presenta al pubblico con una struttura narrativa peculiare. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un monologo tradizionale, si rivela in realtà un meccanismo scenico ben più complesso. Il personaggio in scena è fisicamente uno solo, interpretato dalla stessa Francesca Pimpinelli, ma le sue due facce si mischiano e si sovrappongono continuamente nel corso della narrazione.
Tutto il dramma prende il via da un evento scatenante universale ma vissuto in modo intimo e totalizzante: un amore rifiutato. Questo rifiuto, stroncato nel più cinico e crudele dei modi, innesca nella protagonista una vera e propria reazione a catena. Pensieri, emozioni e azioni si susseguono in un turbine che trascina la donna in una profonda crisi personale, costringendola a confrontarsi con i propri demoni interiori.
Dialoghi tra realtà e immaginazione
L'evoluzione della storia si dipana attraverso una serie di dialoghi fitti e serrati. La donna intrattiene queste conversazioni con diversi personaggi, figure più o meno a lei care. La particolarità della messa in scena risiede nel fatto che l'identità di questi interlocutori rimane sospesa sul filo dell'ambiguità: il pubblico è chiamato a domandarsi costantemente se si tratti di presenze reali o di proiezioni immaginarie della mente frammentata della protagonista.
Attraverso questo viaggio emotivo, lo spettacolo pone allo spettatore interrogativi profondi e scomodi. Fin dove l'attaccamento può essere considerato cura dell'altro e dove inizia invece la mera ossessione? Quanto ci si può spingere nel desiderare qualcuno che non ricambia i nostri sentimenti? Il testo esplora la natura stessa dei sentimenti assoluti, domandandosi se l'amore possa essere davvero eterno e, di riflesso, se possa esserlo anche l'odio.
La regia e la messa in scena
La regia dello spettacolo è affidata a Giovanni Caloro, che guida la performance esplorando i limiti dell'attaccamento e del desiderio. La direzione artistica punta a valorizzare ogni singola sfumatura dell'interpretazione, mantenendo alta la tensione drammatica e guidando lo spettatore attraverso i meandri della psiche femminile.
L'allestimento e la scelta dello spazio scenico contribuiscono a creare quell'intimità necessaria per affrontare tematiche così delicate, arricchendo la proposta culturale e gli eventi al Teatro Trastevere. L'esperienza teatrale diventa così uno specchio in cui riflettere le proprie vulnerabilità, offrendo al pubblico romano un fine settimana all'insegna del teatro di introspezione.
Info utili
- Dove: Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
- Quando: Dal 13 al 15 novembre 2026
- Orari: Feriali ore 21:00 – Festivi ore 17:30
- Biglietti: Intero 13.00 euro, ridotto 10.00 euro (è prevista la tessera associativa)
- Prenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
- Sito ufficiale: www.teatrotrastevere.it

