Cosa: L'Italia registra un record nella forestazione urbana e periurbana con quasi 3,7 milioni di alberi piantati nel 2025; Roma si posiziona seconda tra le Città metropolitane.
Dove e quando: Interventi realizzati sul territorio nazionale e capitolino nel corso dell'anno 2025.
Perché: Per analizzare l'impatto economico e ambientale dei fondi PNRR e sollecitare il passaggio da una gestione emergenziale a una politica verde strutturale.
Il 2025 segna un punto di svolta per il patrimonio arboreo italiano, trainato in gran parte dai fondi del PNRR. Secondo i dati aggiornati dell'Atlante delle Foreste, progetto curato da Legambiente, AzzeroCO2, Compagnia delle Foreste e Il Sole 24 Ore, l'Italia ha messo a dimora quasi 3,7 milioni di alberi, registrando un incremento del 17% rispetto all'anno precedente. Un risultato che genera un impatto economico diretto: il valore dei servizi ecosistemici prodotti dai nuovi impianti è stimato in circa 28 milioni di euro all'anno.
La superficie complessiva interessata dalla forestazione supera i 5.300 ettari. In questo scenario, le dinamiche di investimento mostrano un forte risveglio anche da parte del settore privato, con gli investimenti delle imprese tornati a crescere del 70% rispetto al calo fisiologico registrato nel 2024. Tuttavia, la crescita procede a ondate, strettamente legata ai cicli di finanziamento straordinario, evidenziando una fragilità sistemica nella pianificazione a lungo termine.
Il ruolo di Roma e le performance territoriali
Le Città metropolitane hanno più che quadruplicato il loro contributo alla forestazione nazionale, sfruttando appieno le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In questa speciale classifica, Roma si distingue conquistando il secondo posto in Italia, con oltre 414 mila nuovi alberi piantati, preceduta solo da Torino.
A livello regionale, il Trentino-Alto Adige si conferma al primo posto assoluto per numero di alberi piantati, seguito dalla Sicilia. Emerge tuttavia un dato in chiaroscuro sulla gestione ordinaria: ben nove Regioni italiane non hanno finanziato alcun nuovo impianto tramite gli strumenti standard delle politiche forestali regionali nel corso del 2025, delegando di fatto la transizione ecologica ai soli fondi straordinari europei.
Le sfide strutturali e gli obiettivi europei al 2030
L'infrastruttura verde del Paese necessita di una programmazione stabile, specialmente in vista degli obiettivi fissati dalla Nature Restoration Law europea, che impone il divieto di perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030.
Sandro Scollato, Amministratore delegato di AzzeroCO2, sottolinea la necessità di un cambio di paradigma: «L'Atlante racconta una crescita importante per la forestazione in Italia, ma i numeri da soli non bastano di fronte a un'emergenza climatica che corre più veloce delle nostre risposte. Di fronte a questa accelerazione, il Paese presenta ancora un quadro istituzionale di adattamento climatico incompleto ed emergenziale, e il conto del ritardo lo pagano i territori e chi li abita. I Comuni si trovano a dover gestire, per primi, condizioni climatiche estreme, spesso senza risorse adeguate, ricorrendo a misure last minute che, per quanto necessarie, ora non bastano più. Servono interventi strutturali sugli edifici, sulle infrastrutture urbane, sulla gestione idrica. Qui si colloca anche la gestione del verde pubblico, che, se pianificata bene, contribuisce a rendere i territori più resilienti. Per farlo, però, non può continuare a dipendere da finanziamenti straordinari: deve entrare nella programmazione ordinaria ed essere finanziata con la stessa continuità garantita a ogni altro servizio essenziale. Solo così gli alberi piantati oggi, e quelli che verranno messi a dimora domani, potranno diventare l'infrastruttura verde di cui il Paese ha bisogno».
La richiesta al Governo e la Festa dell'Albero
La necessità di trasformare gli interventi da eccezionali a ordinari è condivisa da Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente, che evidenzia i benefici tangibili delle nuove piantumazioni: «La forestazione in Italia è in crescita, come testimoniano i dati aggiornati del nostro Atlante delle Foreste. Sono interventi che portano benefici tangibili in termini di mitigazione contro gli eventi climatici estremi, assorbimento di CO₂ e miglioramento della qualità dell'aria e del suolo; valori che mettiamo al centro anche della nostra Festa dell’Albero che tornerà dal 20 al 22 novembre con centinaia di iniziative in tutta la Penisola per città più verdi e resilienti. Ma accanto ai dati positivi emerge un quadro di ombre: la forestazione non può vivere di soli fondi straordinari come il PNRR, ormai alle battute finali. La normativa italiana è ancora spuntata e inefficace rispetto agli obiettivi chiari da raggiungere entro il 2030 secondo la Nature Restoration Law europea. Serve quindi una svolta immediata. Al Governo chiediamo di garantire risorse certe nel Piano Nazionale di Ripristino, trasformando la cura degli alberi e delle foreste da intervento emergenziale a politica strutturale».
Info utili
- Progetto: Atlante delle Foreste (dati 2025).
- Entità coinvolte: Legambiente, AzzeroCO2, Compagnia delle Foreste, Il Sole 24 Ore, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
- Dato nazionale: 3,7 milioni di alberi piantati in Italia nel 2025 (+17% sul 2024), per una superficie di oltre 5.300 ettari.
- Valore economico: I servizi ecosistemici generati dai nuovi impianti sono stimati in 28 milioni di euro all'anno.
- Dato locale: Roma è seconda tra le Città metropolitane con oltre 414 mila nuovi alberi piantati.
- Iniziativa collegata: Festa dell'Albero, in programma dal 20 al 22 novembre in tutta Italia.
- Obiettivo normativo: Divieto di perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030, come previsto dalla Nature Restoration Law europea.

