Cosa: Fotografia di una donna, spettacolo teatrale di e con Massimo Stinco.
Dove e quando: Al Teatro Ivelise di Roma, il 6 e 7 novembre.
Perché: Per assistere a un'intensa confessione autobiografica che esplora la memoria, l'identità e il complesso legame madre-figlio.
Un ritratto del passato come specchio del presente
Il palcoscenico si trasforma in uno spazio di indagine intima e dolorosa con Fotografia di una donna, la nuova proposta drammaturgica che vede protagonista Massimo Stinco. L'opera prende le mosse da un elemento fisico e tangibile: un'immagine in bianco e nero scattata nel 1951. Questo ritrovamento quasi casuale, che ritrae la madre dell'autore all'età di trent'anni, diventa il catalizzatore di una profonda riflessione teatrale e personale.
Da questo singolo scatto riaffiorano ricordi e ferite, dando vita a un dialogo a distanza con il passato. Il confine tra ciò che è accaduto e ciò che continua a sedimentarsi nell'animo umano si assottiglia, permettendo alla narrazione di esplorare la fragilità psicologica e le tracce indelebili lasciate dall'infanzia. La vicenda, pur essendo strettamente autobiografica, si apre a interrogativi universali sul peso dei legami familiari e sulla ricerca della propria identità.
La confessione teatrale e il legame madre-figlio
Con questo spettacolo, Massimo Stinco trasforma la propria esperienza di vita in una vera e propria confessione teatrale, caratterizzata da un tono intenso e sincero. Al centro della rappresentazione vi è un rapporto madre-figlio complesso, segnato da sofferenze e paure che continuano a riverberarsi nel presente. Il teatro diviene così il luogo d'elezione per affrontare il dolore e tentare una riconciliazione con la propria storia personale.
Il pubblico è invitato a compiere un percorso emotivo, guardando oltre la superficie dell'immagine fotografica per interrogarsi sulle impronte che le persone amate lasciano dentro ciascuno di noi. Il teatro autobiografico, in questo contesto, si conferma come uno strumento potente non solo per l'interprete, ma anche per lo spettatore. L'obiettivo della messinscena è dimostrare come la condivisione della propria vulnerabilità possa diventare un ponte verso gli altri, rivelando che, di fronte alle complessità dei legami, raccontare la propria storia è un modo per scoprire di non essere soli.
Massimo Stinco: una carriera tra palcoscenico e verità
Regista, autore, attore e insegnante fiorentino, Massimo Stinco vanta una lunga carriera iniziata nel 1978 con gli studi di recitazione a Firenze. Dal 1991 si dedica intensamente alla regia e alla scrittura, arrivando a creare e dirigere oltre un centinaio di spettacoli rappresentati in Italia e in numerosi paesi esteri, tra cui Francia, Inghilterra, Scozia, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti ed Estonia.
A partire dal 2008, la sua ricerca artistica si è focalizzata sul cosiddetto "omoteatro", affrontando tematiche gay e storie vere spesso considerate scomode. Le sue regie si distinguono per l'impatto drammatico e per la capacità di portare in scena il "non detto", lavorando prevalentemente con attori uomini e giovani. Nel corso degli anni, Stinco ha diretto quattro cortometraggi e ha collaborato con figure di spicco dello spettacolo come Eva Robins, Vladimir Luxuria, Barbara Enrichi, Rossella Falk e Valentina Cortese.
Info utili
- Evento: Fotografia di una donna di e con Massimo Stinco
- Date: Venerdì 6 novembre e sabato 7 novembre
- Orario: Ore 21:00
- Luogo: Teatro Ivelise, Via Capo D'Africa 8/12, Roma

