Cosa: Spettacolo teatrale Quando si incendiano le ombre di Donato Di Stasi
Dove e quando: Teatro Petrolini (Via Rubattino 5, Roma), 18 e 20 settembre 2026
Perché: Un intenso confronto tra generazioni che esplora il destino del teatro attraverso le figure di Ulisse e Telemaco, all'interno della rassegna Roma Comic Off.
Il palcoscenico del Teatro Petrolini si prepara ad accogliere un'opera che indaga l'essenza stessa della rappresentazione. Il 18 e il 20 settembre 2026 debutta Quando si incendiano le ombre, con testo e regia di Donato Di Stasi. Lo spettacolo, inserito nel cartellone della decima edizione del Roma Comic Off, vede protagonisti Mimmo Surace e Marco Bertes in un intenso dialogo che unisce la riflessione contemporanea al peso del mito classico.
Il confronto generazionale e la crisi della scena
Sul palcoscenico si incontrano due attori, uno più anziano e l'altro più giovane, portatori di due visioni opposte dell'arte drammatica. Il primo, segnato dal disincanto, guarda al teatro avvertendone la perdita e quasi la morte, ricordando una stagione in cui la scena era ancora un luogo di conflitto e di interrogazione collettiva.
Il secondo, al contrario, avverte sulle proprie spalle l'enorme peso di una tradizione complessa da dominare e comprendere, ma si rifiuta di rinunciare alla possibilità di portarla avanti. Per trovare una risposta alla crisi della comunicazione teatrale, i due scelgono l'unica via a loro affine: iniziano a recitare, calandosi nei ruoli di Ulisse e Telemaco.
Ulisse e Telemaco tra assenza e memoria
La trasposizione nel mito trasforma la riflessione artistica in un doloroso confronto tra padre e figlio. L'Ulisse portato in scena non è l'eroe trionfante che fa ritorno a Itaca, ma un reduce sfiancato da vent'anni di guerre, un uomo che ha smarrito parte della propria identità e i cui ricordi sono ridotti a frammenti e immagini spezzate.
Dall'altra parte c'è Telemaco, colui che ha vissuto nell'attesa. Il figlio esige risposte sull'assenza, sulla guerra e sulla paura, scontrandosi con i vuoti di memoria del padre. La narrazione affronta così temi universali: le cicatrici lasciate dai conflitti, l'autorità paterna, la colpa e il profondo bisogno di essere riconosciuti dalle persone che amiamo.
Una scena essenziale e il paradosso del teatro
La scenografia sceglie la via dell'essenzialità, presentando uno spazio quasi completamente spoglio. Pochi oggetti, linee tracciate sul pavimento e qualche traccia del conflitto compongono un paesaggio mentale più che realistico, dove è la parola ad assumere il compito di guidare lo spettatore. Il pubblico è chiamato a riempire i vuoti scenici con le proprie memorie e le proprie assenze.
Il culmine dell'opera si raggiunge quando il dialogo mitologico si esaurisce e il confine tra attore e personaggio si spezza irrimediabilmente. Il titolo stesso dello spettacolo richiama il paradosso di un'arte capace di dar corpo alla memoria e restituire voce a chi non c'è più: le ombre non possono prendere fuoco, eppure, nella finzione scenica, ciò che sembrava spento torna improvvisamente a vivere.
Info utili
- Indirizzo: Teatro Petrolini, Via Rubattino 5 (Testaccio), Roma
- Date: Venerdì 18 e domenica 20 settembre 2026
- Orari: Doppia replica alle ore 17:30 e alle ore 21:00 in entrambe le date
- Biglietti: Ingresso unico 10€ (compresa tessera associativa di 2€)
- Prenotazioni: Tramite messaggio WhatsApp ai numeri 347 5402983 o 328 6756415
- Cast tecnico: Suoni e luci Rosmary Valentino, costumi Marco Nateri
