In breve, per chi va di corsa (quindi più o meno tutti)
A 13-14 anni le porte aperte sono le voci bianche di Santa Cecilia («tra 9 e 16 anni circa»), il Coro ragazzi della Scuola Popolare di Testaccio (10-15) e il Coro Polifonico Junior di Torrespaccata, «dai 14 anni».
Tra i 15 e i 19, a scuola, ci sono i cori dei licei della rete Decanto, facoltativi e di pomeriggio. Al Tasso si entra con un questionario in classe.
Dai 14 ai 25 anni c'è il Coro che non c'è, con audizione, laboratorio e nessuna sede fissa. È gratuito, salvo una quota associativa «di norma tra i 5 e i 10 € annuali».
La strada istituzionale va dalle voci bianche alla Cantoria di Santa Cecilia (14 o 15-24, le pagine non concordano), oppure passa per la Scuola di Canto Corale del Teatro dell'Opera.
Superati i 18 restano Cantering (18-39), Academia Alma Vox (14-28) e il Coro Giovanile Italiano (18-28, iscrizioni 2026-27 chiuse).
Un papà, due adolescenti e il silenzio dopo ogni proposta
Ho due figli adolescenti, uno di 14 e uno di 16 anni. Esperto di canto corale? Manco per sogno.
Esperto di un'altra cosa, quello sì. Il silenzio. Quello che ogni genitore di adolescenti conosce a memoria, e che cala puntuale su qualunque idea partorita da un adulto (uno sport, un corso, una gita, fa lo stesso). Prima la pausa. Poi lo sguardo. Poi, nelle giornate buone, una domanda.
Col coro la domanda è quasi sempre questa: «perché dovrei cantare?».
Confesso che la trovo la più seria di tutte, altro che capriccio. Un quindicenne ha un'agenda che farebbe impallidire un assessore, tra scuola, compiti, amici, allenamenti, telefono e un debito di sonno che non ripagherà mai. Gli chiedi un pomeriggio a settimana? Allora deve capire cosa ci guadagna, e ha pure ragione.
Noi genitori stiamo dall'altra parte del tavolo. I benefici li vediamo in astratto, le difficoltà in concreto. Dov'è, quanto costa, chi lo porta, se all'uscita è già buio. E in mezzo c'è un'offerta romana ricchissima ma sparpagliata, divisa fra scuole, parrocchie, istituzioni, associazioni e scuole di musica, ciascuna con le sue età, le sue audizioni, i suoi orari.
Piccola avvertenza tecnica. Scrivete «coro roma» su un motore di ricerca e vi ritrovate in Curva Sud. Rispettabilissimi, i cori da stadio della Roma. Ma qui parliamo d'altro.
Quello che segue è ciò che risulta da fonti ufficiali o giornalistiche, niente di più. Quando un dato non è pubblicato (un costo, un orario, un'età precisa) lo scrivo, e vi tocca chiederlo all'ente. Meglio una telefonata in più adesso che un'iscrizione sbagliata a ottobre.
Cosa fa davvero cantare in coro a un adolescente?
Metto le mani avanti. Non sono un medico, non sono un musicologo. Gli studi li leggo come le etichette al supermercato, andando a caccia delle scritte piccole, cioè chi, quanti, quando. Qui sotto c'è quello che alcune ricerche hanno osservato, limiti compresi.
Partiamo dal cuore, in senso letterale. Nel 2013 un gruppo dell'Università di Göteborg guidato da Björn Vickhoff ha pubblicato su Frontiers in Psychology uno studio su diciottenni che cantavano insieme, e ha visto che i battiti cardiaci dei coristi tendevano a sincronizzarsi. A ScienceDaily, nel luglio 2013, Vickhoff la metteva così: «Le canzoni con frasi lunghe ottengono lo stesso effetto degli esercizi di respirazione dello yoga. In altre parole, attraverso il canto possiamo esercitare un certo controllo sugli stati mentali» (traduzione nostra).
Bello. Però è uno studio solo, su un gruppo di diciottenni. Io lo prendo come un indizio. Una prescrizione medica è un'altra cosa.
Il fiato torna anche nelle parole di Roberto Maggio, presidente dell'ANDCI, intervistato da Galileo il 7 aprile 2026: «Prendere fiato all'unisono è una disciplina collettiva che diventa, al tempo stesso, un esercizio fisico di precisione». Disciplina collettiva, per un adolescente, suona quasi come una parolaccia. Eppure.
Poi ci sono l'umore e i legami. Kreutz e colleghi, nel 2004, hanno studiato adulti di un coro amatoriale e hanno osservato cambiamenti nell'umore e nei livelli di IgA, un marcatore legato alle difese immunitarie. Pearce, Launay e Dunbar, nel 2015, hanno descritto quello che chiamano «ice-breaker effect», ossia il legame tra sconosciuti che nei gruppi di canto si forma più in fretta. Pensate a un ragazzo che entra in un gruppo dove non conosce nessuno. Ecco, quel dettaglio pesa.
Lo studio che metterei in mano a ogni genitore, se potessi, è del 2025. Lo firmano Blagojević, Habe e Bajec, su 274 coristi tra i 15 e i 24 anni. Chi cantava in un coro scelto stava meglio di chi cantava in un coro obbligatorio. Iscriverlo per forza, in pratica, serve a poco. Lo sospettavamo, adesso c'è pure un numero.
C'è anche una revisione del 2025, coordinata da Hugh-Jones, che ha passato al setaccio gli studi su arti e salute mentale nella fascia 10-19 anni e ha trovato un sostegno che gli autori definiscono «moderato». Miracoli no. Un'impressione nemmeno, qualcosa di più.
E chi i cori li dirige, che dice? Maggio, sempre su Galileo, allarga parecchio lo sguardo: «Cantare insieme … significa condividere un'idea, un progetto. Una condivisione di intenti che allena il cervello a non pensare sempre al peggio, a cogliere l'aspetto positivo anche in una situazione negativa. E poi, cantare insieme significa incontrare persone ed evitare la solitudine».
Nel 2019 RomaSette è andato a sentire chi i cori li fa nei licei romani. Il professor David Ravignani del Keplero: «In un coro si impara a frenare i propri eccessi, a limitarsi, a dare e non soltanto a ricevere». E ancora, secondo lui, «i benefici sono tanti anche a livello di sicurezza personale e autostima». Il professor Luca Casantini, che allora stava all'Albertelli, sosteneva che «l'approccio alla musica proposta come canto corale è importante, in quanto valorizza non tanto l'individualità quanto lo spirito d'insieme e la socializzazione». Il direttore Ludovico «Dodo» Versino chiudeva il cerchio: «il singolo individuo è prezioso ma il risultato comune si ottiene solo con il gruppo».
Frenare i propri eccessi, a quindici anni. Me lo segno.
Versino ci è tornato sopra parlando con ilT Quotidiano il 24 maggio 2025: «Ogni singolo coro è un fiorire di rapporti e relazioni: si conoscono persone nuove, di età diverse, con cui si condivide una passione, è qualcosa di diverso anche rispetto al trovarsi in classe con i diversi compagni.» Se avete un figlio che in classe non si trova proprio a casa sua, sapete già quanto vale un gruppo diverso dal solito. A me, questo argomento convince più di tutti gli altri messi insieme.
Vergogna, «roba da vecchi» e compiti arretrati
Marilena Lopergolo dirige il coro del Liceo Vivona di Roma, e lo dirige ancora: la circolare d'inizio anno 2026-27 la annunciava davanti alle classi prime il 10 settembre. Su DIRIGO, già nel giugno 2022, aveva scritto una frase che pare registrata a una cena di famiglia qualsiasi: «Molti di loro snobbano l'attività corale, la ritengono un'attività da vecchi, da chiesa, e poi… si vergognano. … Per loro cantare è come mettersi a nudo, si sentono inadeguati, specialmente i maschi, che hanno superato da poco tempo la muta della voce.»
C'è tutto. Il pregiudizio, l'imbarazzo, la voce che fa i capricci.
Sul «da vecchi», secondo me, i ragionamenti servono poco. Serve vedere. I cori dei licei romani cantano pop e a cappella, riempiono piazze, fanno video che girano parecchio. Un'idea ve la fate col Vokal Fest Junior 2025, 700 studenti da 22 scuole, o scorrendo il cartellone del VokalFest 2025, due giorni di musica a cappella. Un concerto vale dieci prediche. Forse venti.
La vergogna è un'altra faccenda, ma qui l'argomento è banale e proprio per questo funziona. In coro non si canta da soli. Sara De Cristofaro, a La Voce del Trentino il 4 gennaio 2026, parlava di bambini e osservava che «cantare in coro può aiutare anche nella gestione dell'ansia da palcoscenico: essendo in gruppo, è come se venisse divisa tra coristi.» Si riferiva ai piccoli, d'accordo. Ma non vedo perché a quindici anni il conto dovrebbe tornare diverso.
«Non so cantare.» «Non so leggere la musica.»
Risponde di nuovo Lopergolo, e la risposta è rassicurante. L'attività corale, scrive, «può essere svolta con ottimi risultati anche da persone che non suonano nessuno strumento, né conoscono bene il linguaggio musicale; la voce di per sé è un ottimo strumento musicale». Poi, certo, ci sono cori con audizione e cori senza (ci arriviamo). E Versino, a ilT Quotidiano, descrive il coro scolastico senza abbellimenti: «troverai magari degli studenti più timidi, altri poco interessati, altri rumorosi.» Detta da un direttore, a me pare quasi un invito. Se c'è posto per i rumorosi, c'è posto per tutti.
Resta l'ansia del genitore, che di solito ha un nome solo. «E i compiti?»
I cori dei licei sono pomeridiani e facoltativi. Versino lo rivendica su Farcoro, nel gennaio 2023: «Sono tutti facoltativi in orario pomeridiano ma io lo preferisco. Credo che si tratti di un'attività che deve essere scelta.» Quanto tempo si mangia ciascun coro va chiesto uno per uno, perché la forbice è ampia. Si va da una prova ogni quindici giorni del Coro che non c'è al sabato pomeriggio intero, giovedì compreso, della Cantoria di Santa Cecilia.
Pure sui soldi le distanze sono notevoli. Il Coro che non c'è è gratuito, quota associativa a parte. La Scuola di Canto Corale dell'Opera, per le fasce più giovani, arriva a 540 euro l'anno di frequenza. In mezzo, tanti enti che le cifre non le pubblicano proprio. La tabella qualche paragrafo più giù aiuta a raccapezzarsi.
Si può cantare durante la muta?
Se avete un figlio maschio, ve lo siete chiesto. Lui se l'è chiesto sicuramente di più, anche se non lo dirà mai ad alta voce.
Un articolo di Chorus America del 1° giugno 2011, sui ragazzi che cantano mentre la voce cambia, cita Sarah Schneider, patologa della voce all'Università della California a San Francisco. Durante la muta, spiega, le corde vocali «possono aumentare di dimensioni fino al 60 per cento» (traduzione nostra). Il processo dura in genere da un anno e mezzo a tre anni, fra i 12 e i 15, e a volte parte già verso i 9. Altro che raffreddore. È un cantiere, e di quelli romani, che restano aperti a lungo.
Nello stesso articolo compare un'indagine del 2007 della National Association for Music Education su quasi 500 insegnanti di coro americani. Il 69% aveva visto calare la partecipazione dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni circa, e metà di loro dava la colpa all'imbarazzo per la voce che cambia. Nel 2024 Paul, Juncos e Winter hanno osservato che gli adolescenti in piena muta sono più esposti all'ansia da prestazione.
Quindi? Quindi si può continuare, a patto che il coro sappia cosa fare.
Jena Dickey, direttrice, racconta sempre a Chorus America come si regola con i ragazzi: «Sono liberi di dire "sono un soprano" una settimana e "sono un contralto grave" quella dopo» (traduzione nostra). Mi piace moltissimo. È l'opposto dell'incasellare. E un corista quindicenne, David Kerns, la vedeva così: «poiché ero circondato da amici che stavano passando la stessa cosa, perdere la mia voce da soprano non è stato traumatico» (traduzione nostra).
Quando incontrate un direttore, fategli questa domanda. Come gestisce la muta? Se risponde vago, avete già la risposta.
Che tipi di coro per ragazzi ci sono a Roma?
Qui sotto i percorsi principali documentati. «Da chiedere» vuol dire che il dato non è pubblicato, e che la telefonata tocca a voi.
| Tipo | Età | Impegno | Audizione | Costi | Esempi |
|---|---|---|---|---|---|
| Coro scolastico (liceo) | studenti del liceo | pomeridiano, facoltativo | al Tasso questionario in classe; altrove da chiedere | da chiedere alla scuola | rete Decanto: Tasso, Albertelli, Keplero, Visconti, Mamiani e altri |
| Coro giovanile senza sede | 14-25 | di solito una prova ogni 15 giorni con tutto il coro, più il laboratorio | sì, per il laboratorio «CorSo che non c'è» | gratuito, quota associativa 5-10 € l'anno | Il Coro che non c'è |
| Voci bianche istituzionali | 9-16 circa | martedì e venerdì 17:30-19:45 | prove attitudinali | da chiedere | Voci Bianche di Santa Cecilia |
| Cantoria istituzionale | 14 o 15-24 (pagine discordanti) | sabato 14:30-17:30, giovedì teoria e vocalità | sì, via email | da chiedere | Cantoria di Santa Cecilia |
| Scuola di canto corale | 6-25 (bando 2026/27: 6-15) | da chiedere | selezione | 25 € selezione, 100 € iscrizione, 450-540 € l'anno | Teatro dell'Opera |
| Scuola popolare di musica | 10-15 | giovedì 18-19 | da chiedere | iscrizione 120 € l'anno, laboratorio 70 € al mese (65 entro il 15), agevolazioni under 18 | Coro ragazzi di Testaccio |
| Coro per ragazzi con disabilità | bambini e adolescenti | mercoledì 17:30-19 | da chiedere | 25 € l'anno | Coro Mani Bianche, Testaccio |
| Coro parrocchiale | dai 14 anni (Junior) | da chiedere | da chiedere | da chiedere | Piccoli Cantori di Torrespaccata |
| Associativo giovanile | 14-28 (Alma Vox); altri da chiedere | da chiedere | da chiedere | da chiedere | Academia Alma Vox, Coro Ison, With Us |
| Coro nazionale | 18-28 | biennio | sì | da chiedere | Coro Giovanile Italiano (Feniarco) |
Qualche proporzione, giusto per capire di cosa parliamo. Secondo italiacori.it, consultato il 30 settembre 2026, i cori iscritti a Feniarco (la federazione nazionale) sono 2946, con 85094 coristi. A Roma la scelta c'è eccome. È la mappa che manca.
Come funziona il coro al liceo?
Fra i 15 e i 19 anni la strada più comoda è spesso quella sotto casa. Anzi, sotto l'aula.
Parecchi licei romani hanno un coro, e una fetta consistente fa capo all'associazione Decanto, che i cori scolastici li segue da oltre dieci anni. La sua pagina «Chi siamo» mette in fila le date, e vale la pena leggerle perché raccontano una crescita a macchia d'olio. Albertelli nel 2012, Keplero nel 2013, Visconti nel 2018, Mamiani nel 2019. Nel 2020, tutti insieme, Carducci, Cavour, Morgagni, Righi e Tasso. Lucrezio Caro nel 2022. Einaudi e Nomentano nel 2023. In totale, scrive l'associazione, «oltre 400 studenti».
Sempre dalle pagine di Decanto arrivano un paio di numeri che a un liceale potrebbero fare effetto. Il coro dell'Albertelli arriva fino a 60 elementi e al concorso regionale dell'ARCL ha preso la Fascia Oro. Quello del Keplero supera i 60 e il 17 dicembre 2017 ha cantato in Senato, in diretta su Rai 1. In Senato. Chissà quanti di quei ragazzi lo raccontano ancora.
Dicembre è il mese in cui questi cori si fanno vedere di più. Il 17 dicembre 2025, riporta Roma Capitale, il presepe di piazza di Spagna è stato inaugurato «dopo un concerto dei cori scolastici di 14 diversi licei della città: Albertelli, Carducci, Cavour, Keplero, Lucrezio Caro, Mamiani, Morgagni, Orazio, Plinio, Righi, Newton, Tacito, Tasso e Visconti».
Il liceo di vostro figlio è nell'elenco? Allora il coro c'è. Non c'è? Una domanda in segreteria è gratis.
Non tutti i cori dei licei passano da Decanto, per inciso. Il Coro Vivona, quello di Marilena Lopergolo, ha un sito suo: ci racconta il «Progetto Europa» dell'anno scolastico 2025-2026 e il primo premio assoluto, con 97/100, alla ventottesima edizione del concorso regionale G.L. Tocchi, ex aequo con il Musicanova light.
Il Tasso, da vicino
Il coro del Liceo Tasso, in via Sicilia 168, esiste dal 2020 ed è organizzato insieme all'Associazione Culturale DeCanto. Nel 2025/26 lo ha diretto Simone Sartori. Nel 2026/27 la bacchetta passa al M° Leonardo Amorosi, con la supervisione di Dodo Versino, che la circolare presenta come «già attualmente direttore, tra gli altri, dei cori Cantoria e Chorus presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia». Il docente referente è il prof. Luca Casantini, lo stesso che abbiamo incontrato qualche paragrafo fa quando stava all'Albertelli.
Si va di pomeriggio, ed è facoltativo. E l'audizione? Niente audizione classica. La circolare n. 36 del 29 settembre 2026 annuncia un «rapido questionario» da compilare in classe il 1° e il 2 ottobre 2026. Il repertorio, sempre a sentire la scuola, va «spaziando dal classico al regionale, fino al pop».
A dicembre 2025 il Tasso era in piazza di Spagna con i cori di Albertelli, Cavour, Mamiani, Morgagni, Righi e Visconti, e già l'anno prima il sito del liceo aveva raccontato un'esibizione davanti al presepe pinelliano.
Ragionando da genitore, il coro della scuola ha un pregio logistico enorme. Niente autobus alle sei di sera, niente «a che ora ti vengo a pijà». Per il ragazzo, invece, c'è un aspetto sociale da maneggiare con le pinze. Ci sono i compagni di classe. Per qualcuno è il motivo per andarci. Per altri è esattamente il motivo per restarsene a casa, e non sta a noi dargli torto.
Il coro che non esiste (e si sente benissimo)
Il nome spiega già metà della faccenda. Il sito del Coro che non c'è lo dice dritto: «Non esiste perché non ha una sede precisa, non ha né un giorno fisso di prova, né una divisa».
È nato nell'estate del 2019 dentro Decanto APS. Lo dirige Dodo Versino, e la scheda su Italiacori parla di circa 80 componenti.
Il meccanismo, confesso, mi fa sorridere ogni volta che lo rileggo. I coristi arrivano dai cori dei licei e, racconta il sito, «spesso attraversano tutta Roma per imbucarsi alle prove degli altri», «trasformando così un coro di dieci elementi in uno di cento». Attraversare Roma per andare a una prova, volontariamente, da adolescenti. Già questo meriterebbe un premio. Dopo le prove, a quanto pare, «finiscono spesso a prendere il gelato». Per un genitore è quasi un certificato di qualità.
Veniamo al pratico. «Per accedere al CorSo devi avere tra i 14 e i 25 anni», si legge nella pagina Canta con noi. Serve un'audizione per entrare nel laboratorio «CorSo che non c'è», dove si lavora con tutor di sezione. Le prove col coro al completo sono «di solito una ogni 15 giorni con tutto il coro». Poi c'è un provino in quintetto, e se la prima volta va storta si può ripetere (dettaglio che a un quindicenne ansioso cambia la giornata).
Coro e CorSo «sono gratuiti». Si paga solo una quota associativa, «di norma tra i 5 e i 10 € annuali», assicurazione inclusa. In una città dove un'ora di qualunque attività per ragazzi costa quanto una cena fuori, non è poco. Per niente.
La fama, poi. Il 12 settembre 2019 esce «Queencubo», medley dei Queen girato nel cortile del Liceo Visconti da circa cento liceali di Albertelli, De Sanctis, Keplero e Visconti, come ha raccontato RomaToday il 20 settembre. A marzo 2020 arriva «Helplessly Hoping», che David Crosby ricondivide. Sì, quel David Crosby. A maggio «Buonanotte Fiorellino», dedicata alle mamme. In quell'occasione Versino disse a RomaSette, l'11 maggio 2020: «Il loro impegno ci fa capire quanto in realtà i giovani di oggi siano un terreno fertilissimo nel momento in cui viene indicata loro una strada o un percorso da seguire».
Non è però il posto da cui si comincia. Lo spiega con una certa franchezza Cantering, altro coro di Decanto: «Se hai tra i 13 e i 17 anni e sei alle prime armi, puoi entrare a far parte di uno dei tanti cori scolastici … Se invece sei … incredibilmente competente … Il Coro che non c'è». Tradotto alla romana, prima ci si fa le ossa a scuola. Il Coro che non c'è è dove si arriva quando il coro del liceo comincia ad andare stretto.
Dal vivo? EZ Rome li aveva segnalati al Vokalfest 2020 all'Auditorium Parco della Musica, insieme a Cantering.
Santa Cecilia, Opera, Testaccio: la via con le audizioni vere
Cambia il passo. Più ore, più teoria, audizioni sul serio. In cambio, una formazione strutturata e la possibilità di cantare in produzioni di peso. Non è per tutti, e non c'è niente di male ad ammetterlo.
Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Due gradini. Il primo sono le Voci Bianche, dirette da Claudia Morelli, che accolgono ragazzi «tra 9 e 16 anni circa». Si prova il martedì e il venerdì dalle 17:30 alle 19:45, e si entra passando prove attitudinali. A tredici o quattordici anni la porta è ancora aperta. Per quanto, però, è difficile dirlo.
Il secondo gradino è la Cantoria, diretta da Ludovico Versino (sì, sempre lui, a Roma se lo contendono). Prove «il sabato dalle ore 14:30 alle ore 17:30», e il giovedì solfeggio, vocalità e lettura. L'audizione si chiede scrivendo a education@santacecilia.it.
E qui c'è un piccolo giallo. La pagina della Cantoria dice «tra 15 e 24 anni». La pagina dei corsi 2026-27 scrive «(14-24 anni)». Un anno di differenza, direte voi. Per un quattordicenne è tutto. Prima di preparare un'audizione, scrivete all'Accademia e fatevelo confermare nero su bianco. I costi? Non pubblicati. Pure quelli vanno chiesti.
Teatro dell'Opera di Roma
La Scuola di Canto Corale del Teatro dell'Opera, diretta da Ciro Visco, prende allievi «tra sei e venticinque anni» e li divide in quattro gruppi, cioè Preparatorio, Schola Cantorum, Voci Bianche e Cantoria. Il bando 2026/27, uscito il 21 maggio 2026 e già chiuso, riguardava la fascia 6-15 anni.
Qui almeno le cifre sono scritte chiare, e gliene va dato atto. 25 euro per la selezione, 100 di iscrizione, 450 euro l'anno di frequenza per Preparatorio e Schola, 540 per le Voci Bianche.
Sulla Cantoria dell'Opera, invece, un'età verificata oggi non l'ho trovata. Chiedetela al teatro. Se volete farvi un'idea del livello a cui si arriva, recuperate il racconto del coro femminile del Teatro dell'Opera all'Orto Botanico.
Scuola Popolare di Musica di Testaccio
Il Coro ragazzi è per la fascia 10-15 anni. Si vede il giovedì dalle 18 alle 19 e canta repertorio popolare, pop e spirituals. L'iscrizione annuale alla scuola costa 120 euro, un laboratorio 70 euro al mese (65 se pagate entro il 15), e per gli under 18 sono previste agevolazioni. Quale di queste voci si applichi al coro, però, non è scritto in modo limpido. Fatevelo spiegare in segreteria prima di mettere mano al portafoglio.
Nella stessa scuola c'è il Coro Mani Bianche, attivo dal 2010 e «rivolto a bambini e adolescenti che presentano disabilità». Si incontra il mercoledì dalle 17:30 alle 19, e la quota è di 25 euro l'anno. È un esempio documentato di coro pensato per ragazzi con disabilità, e di esempi così, a Roma, se ne trovano meno di quanti ne servirebbero. Età precise e modalità d'ingresso vanno chieste direttamente alla scuola.
In parrocchia, e non solo in latino
Il primo coro, per tante famiglie, è quello della parrocchia. E va benissimo così.
Quel «da chiesa» di cui parlava Lopergolo, per certi ragazzi è un freno a mano tirato. Per altri è l'ambiente più naturale del mondo, con amici che conoscono già da anni. Dipende, come quasi tutto a quell'età.
A Torrespaccata, nella parrocchia di Santa Maria Regina Mundi, i Piccoli Cantori hanno costruito un percorso che segue la crescita. Prima i Pueri Cantores, per la fascia 7-13. Poi il Coro Polifonico Junior, «dai 14 anni. Repertorio classico, pop, spiritual». Se pensavate che in parrocchia si cantasse solo in latino, ecco, vi sbagliavate.
La Schola Puerorum della Cappella Musicale Pontificia Sistina è un altro pianeta. Solo maschi, dalla terza elementare alle medie, con borsa di studio. Con la fascia 13-19 non c'entra, lo so. La nomino lo stesso perché da lì arrivano molti ragazzi che poi si ritrovano nei cori giovanili.
Il Coro della Diocesi di Roma, guidato da mons. Marco Frisina, ha compiuto 40 anni nel 2024, ed è nato proprio con i giovani. Parlando con RomaSette dei 40 anni del coro diocesano, Frisina ha ricordato: «Siamo partiti con 100 giovani…». Età d'ingresso e audizioni oggi, nelle fonti che ho consultato, non compaiono. Bisogna chiedere alla diocesi.
Per tutto il resto vale una regola sola, e cioè che ogni parrocchia fa storia a sé. Chiedete orari, età e soprattutto chi dirige. Un bravo direttore conta più di qualsiasi etichetta appiccicata sulla porta.
Associazioni, gospel, a cappella: il mare aperto
È la parte più variegata dell'offerta romana, e pure la più scivolosa da mappare. Le associazioni cambiano sede, orari e direttori con una frequenza che le istituzioni si sognano. Prendete tutto quello che segue come una fotografia al 30 settembre 2026.
L'Academia Alma Vox è nata nel 2017, la dirige Alberto de Sanctis e riunisce «ragazzi di età compresa tra i 14 e i 28 anni». Molti vengono da Santa Cecilia, dall'Opera e dalla Sistina, il che dice parecchio sul livello. Si prova alla Sapienza, in via Eudossiana 18. Per sapere come si entra, contattate l'associazione.
Il Coro Ison, diretto da Amedeo Scutiero, prova alla Scuola Lante della Rovere, in via Tevere 22. La sua scheda su Italiacori riporta un primo premio a Roma nel 2026. Età e audizioni, anche qui, da chiedere.
Scendendo d'età. All'Appio-Latino, in via Populonia 44, With Us ha le Voces Angelorum, per la fascia 7-14, e dal 2013 un coro giovanile femminile. Si sono fatti sentire di recente in Armonia di Voci, il concerto di Natale al Bioparco, insieme ai Teen Singers.
Nel V Municipio c'è il coro multietnico «Se… sta voce». Ventisette coristi dagli 8 ai 15 anni, che si ritrovano il mercoledì dalle 17 alle 18:30 alla scuola media Baracca, in via Guattari 55. Per un tredicenne o una quattordicenne del quadrante est è un'opzione a portata di mano, e il nome da solo vale il viaggio.
Gospel e a cappella
Dico subito una cosa scomoda. Sul gospel per adolescenti le informazioni verificate sono pochissime.
Il Gospel Officine Musicali di Borgo Pio si presenta come «aperto a tutti previa audizione». Ma la pagina è del 2016, e dieci anni per un'associazione sono un'era geologica. Prima di muovervi, chiedete se il coro è ancora attivo e da che età accetta. Se il dubbio è sul genere, più che sul coro, partite dai concerti. Tipo Voci di Luce alla basilica di San Giuseppe al Trionfale, oppure l'edizione 2023 del Roma Gospel Festival al Parco della Musica.
La scena a cappella romana, invece, è vivacissima. Il pop senza strumenti ha un pubblico giovane che non ti aspetti, e basta un'occhiata a Le Mani Avanti all'Altrove Teatro per capirlo. Sul versante della polifonia più classica, qualche spunto arriva da Natale in musica con ArchiInCanto e i cori polifonici.
E se a un certo punto viene voglia di misurarsi con altri cori della regione, c'è l'ARCL Lazio, che organizza concorsi scolastici e regionali. La Fascia Oro dell'Albertelli, per dire, viene da lì.
E dopo i 18 anni?
La maturità è il momento in cui molti mollano. Cambia la città, cambiano gli orari, e il coro del liceo resta al liceo.
Versino, a Farcoro, lo poneva come un obiettivo ancora da raggiungere: «Sarebbe importante anche creare una sorta di "filiera" per far sì che, usciti dalla scuola, i ragazzi potessero proseguire a cantare.»
Di strade, però, ce ne sono già. Il Coro che non c'è tiene i coristi fino ai 25 anni, la Cantoria di Santa Cecilia fino ai 24, l'Academia Alma Vox fino ai 28. Cantering, anche questo targato Decanto, è pensato per la fascia 18-39, cioè praticamente per chiunque non abbia ancora il mutuo da estinguere.
Se l'asticella va alzata sul serio, c'è il Coro Giovanile Italiano di Feniarco, per ragazzi tra i 18 e i 28 anni. Il biennio 2026-27 lo dirige Filippo Maria Bressan e le iscrizioni sono chiuse. Segnatevi la pagina e tenete d'occhio il prossimo bando.
Un motivo concreto per non smettere lo dà Versino a ilT Quotidiano, e a me è rimasto in testa: «Un adulto che si avvicina per la prima volta a un coro deve fare una fatica quadrupla rispetto a un adolescente.» Quadrupla. Chi ha cominciato a quindici anni si porta dietro un vantaggio che a quaranta si recupera a fatica, ammesso che si recuperi.
Come si sceglie un coro per ragazzi a Roma?
Nessuna tabella batte una prova. Qualche domanda, però, aiuta a scremare prima di sacrificare un sabato.
Partiamo da noi adulti, che tanto siamo quelli che guidano.
Distanza e orari prima di tutto. Un coro splendido a un'ora e mezza di mezzi, il martedì alle 17:30, rischia seriamente di arrivare a novembre e basta. Controllate come si torna a casa, d'inverno soprattutto, quando alle sei è già notte e il 64 fa come gli pare.
Il livello richiesto, poi. Un ragazzo che non ha mai cantato trova ingressi più morbidi nel coro della scuola, a Testaccio o in parrocchia. Santa Cecilia, l'Opera e il Coro che non c'è prevedono audizioni o selezioni, e a me pare sensato non partire da lì se non c'è già una base.
I costi veri, tutti. Iscrizione, frequenza, eventuali divise, trasferte, concerti. Dove le cifre non sono pubblicate, chiedete di averle per iscritto. Non è sfiducia, è buon senso.
La muta, di nuovo. Chiedete al direttore come lavora con chi ha la voce in trasformazione. È la domanda che separa chi con gli adolescenti ci sa fare da chi no, e l'ho già detto, lo so. Lo ripeto apposta.
Il calendario dell'anno. Concerti di Natale, rassegne, concorsi. Alcuni sono occasioni meravigliose, altri finiscono dritti sopra le verifiche di dicembre. Meglio saperlo a settembre che scoprirlo a Immacolata.
E poi c'è il ragazzo. Qui al genitore tocca la cosa più difficile del mondo, cioè stare zitto e ascoltare.
Lo studio del 2025 sui 274 giovani coristi dice che il coro scelto funziona meglio di quello imposto. Versino, con parole sue, dice lo stesso. Quindi le domande vanno fatte a lui, non a noi stessi. Che musica gli piace, e se sarebbe disposto a cantare anche altro? Preferisce stare coi compagni di scuola o conoscere gente nuova? Un'audizione lo terrorizza o lo accende? Vuole provare un mese, senza impegno, prima di decidere?
Io, da papà, un'idea ce l'ho. Portatelo a un concerto prima di nominare la parola iscrizione. Un coro di coetanei che canta bene davanti a una piazza piena fa più di qualsiasi discorso a tavola.
E se dopo il concerto vi guarda e dice di no?
Pazienza. Magari tra un anno.
Domande frequenti sul coro per ragazzi a Roma
Serve saper leggere la musica per entrare in un coro?
Non sempre. Tanti cori scolastici e amatoriali accolgono principianti, e Marilena Lopergolo scrive che il canto corale dà «ottimi risultati anche da persone che non suonano nessuno strumento». Nei percorsi istituzionali, come la Cantoria di Santa Cecilia, ci sono invece solfeggio e lettura.
Quanto costa un coro per ragazzi a Roma?
Molto dipende dal coro. Il Coro che non c'è è gratuito, con una quota associativa di 5-10 euro l'anno. Il Coro Mani Bianche costa 25 euro l'anno. La Scuola di Canto Corale dell'Opera, per le fasce più giovani, arriva a 540 euro di frequenza annua, più selezione e iscrizione. Per Santa Cecilia e per molte associazioni le cifre non sono pubblicate e vanno chieste.
Ci sono audizioni?
Nei cori istituzionali e nel Coro che non c'è, sì. Al coro del Tasso si entra con un questionario compilato in classe. Parrocchie e scuole popolari si regolano ciascuna a modo suo, quindi chiedete prima.
Mio figlio sta cambiando voce: deve smettere?
Non per forza. La muta può durare da un anno e mezzo a tre anni, e un direttore con esperienza sa spostare i ragazzi da una sezione all'altra mentre la voce cambia. Prima di iscriverlo, chiedete come viene gestita.
Quando si fanno le iscrizioni e le audizioni?
Una data unica non c'è. Il bando 2026/27 dell'Opera è uscito a maggio ed è già chiuso, mentre il questionario del Tasso è previsto in classe il 1° e il 2 ottobre 2026. Per gli altri cori conviene sentire l'ente prima dell'estate e poi di nuovo a settembre.
Da che età si entra nella Cantoria di Santa Cecilia?
Le due pagine dell'Accademia dicono cose diverse, una 15-24 anni e l'altra 14-24. Scrivete a education@santacecilia.it per avere conferma, a maggior ragione se vostro figlio ha 14 anni.
Esistono cori per ragazzi con disabilità?
Sì. Alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio c'è il Coro Mani Bianche, attivo dal 2010 e rivolto a bambini e adolescenti con disabilità, il mercoledì dalle 17:30 alle 19. Età e modalità d'ingresso vanno chieste alla scuola.
Posso iscrivere mio figlio anche se non è convinto?
Potete. Gli studi, però, suggeriscono che non conviene. Una ricerca del 2025 su 274 coristi tra i 15 e i 24 anni ha osservato più benessere in chi canta in un coro scelto. Proponetegli un concerto o una prova, e la decisione lasciatela a lui.
Fonti e aggiornamento
Guida aggiornata al 30 settembre 2026. Le informazioni su età, orari e costi vengono dalle pagine ufficiali degli enti consultate in quella data; possono cambiare da un anno all'altro, quindi verificatele sempre prima di iscrivervi.
Fonti ufficiali: Accademia Nazionale di Santa Cecilia (pagine Voci Bianche, Cantoria, Corsi 2026-27); Teatro dell'Opera di Roma (Scuola di Canto Corale e bando 2026/27); Scuola Popolare di Musica di Testaccio (Coro ragazzi, iscrizioni, Coro Mani Bianche); Liceo Tasso (circolari n. 58 del 02/10/2025, n. 143 dell'11/12/2025, n. 36 del 29/09/2026, notizia del 18/12/2024); Liceo Vivona (circolare n. 3, a.s. 2026-27) e sito del Coro Vivona; Associazione Decanto (Chi siamo, cori scolastici); Il Coro che non c'è (Il coro, Canta con noi, Il direttore); Coro Cantering (Contatti); Roma Capitale (notizia del 17/12/2025); Piccoli Cantori di Torrespaccata; Cappella Musicale Pontificia Sistina; Coro With Us; Italiacori (Academia Alma Vox, Coro Ison, coro «Se… sta voce», dati nazionali); Feniarco (Coro Giovanile Italiano 2026-27); ARCL Lazio.
Fonti giornalistiche: Mariaelena Iacovone, «Il "Queencubo" dei ragazzi di 4 licei romani», RomaSette, 25/09/2019, e «Il "coro che non c'è" dedica alle mamme "Buonanotte fiorellino"», RomaSette, 11/05/2020; Giuseppe Muolo, «Il Coro diocesano compie 40 anni», RomaSette, 03/06/2024; Redazione, «Il midley dei Queen cantato da 100 liceali di Roma registra un boom di visualizzazioni», RomaToday, 20/09/2019; Silvia Vacchi, «L'esperienza del Coro Cantering», Farcoro, 07/01/2023; Massimo Furlani, intervista a Ludovico «Dodo» Versino, ilT Quotidiano, 24/05/2025; Elisa Manacorda, «Canta che ti passa: così la scienza conferma i benefici per il corpo e la mente», Galileo, 07/04/2026; Marilena Lopergolo, «Attività corale nei Licei: una sfida possibile», DIRIGO, 26/06/2022; Federica Andretti, «I benefici del cantare in coro e studiare musica fin da bambini: la parola alla M° Sara De Cristofaro», La Voce del Trentino, 04/01/2026; «Boys to Men: Singing Through Voice Change», Chorus America, 01/06/2011 (non firmato, adattato da The Voice); «Melody modulates choir members' heart rate», ScienceDaily, luglio 2013 (comunicato dell'Università di Göteborg).
Studi citati: Vickhoff et al. 2013, Frontiers in Psychology (doi 10.3389/fpsyg.2013.00334); Kreutz et al. 2004 (doi 10.1007/s10865-004-0006-9); Pearce, Launay, Dunbar 2015 (doi 10.1098/rsos.150221); Paul, Juncos, Winter 2024 (doi 10.3389/fpsyg.2024.1386559); Blagojević, Habe, Bajec 2025 (doi 10.3390/bs15101337); Hugh-Jones et al. 2025 (doi 10.1016/j.ssmph.2025.101845).
Da confermare: età d'ingresso della Cantoria di Santa Cecilia (14 o 15 anni) e costi dei suoi corsi; età della Cantoria del Teatro dell'Opera; età e audizioni del Coro della Diocesi di Roma, del Coro Ison e degli altri cori associativi; voce di costo applicata al Coro ragazzi di Testaccio; attività attuale e requisiti del Gospel Officine Musicali di Borgo Pio.
