Cosa: Mostra personale di Daniele Contavalli, Stati Crepuscolari della Coscienza 2, con testo critico di Romina Guidelli.
Dove e quando: Studio Massimo Napoli, Roma. Dal 14 al 28 novembre 2026.
Perché: Un'indagine visiva potente che esplora il tema della violenza e della responsabilità collettiva, mettendo in dialogo la pittura contemporanea con le opere storiche presenti nella sede espositiva.
A quasi vent'anni di distanza dalla sua prima indagine sul tema, l'artista Daniele Contavalli torna a esplorare i lati più oscuri dell'animo umano con la mostra personale Stati Crepuscolari della Coscienza 2. L'esposizione, accompagnata da un testo critico di Romina Guidelli, apre le porte al pubblico giovedì 14 novembre 2026 presso lo Studio Massimo Napoli a Roma.
Il progetto espositivo non è solo una rassegna di opere, ma un'autentica riflessione filosofica e visiva su come la cronaca, la memoria e l'immagine si intrecciano nella nostra società, interrogando lo spettatore sul significato profondo dello sguardo di fronte alla tragedia e alla colpa.
Tra volti e macchine: l'evoluzione di una ricerca
Il seme di questa mostra risale al 2007, quando Contavalli presentò il primo capitolo di Stati crepuscolari della coscienza, un lavoro focalizzato sul volto dell'assassino e sul rapporto tra immagine e memoria collettiva. Oggi, quel progetto si amplia significativamente: la nuova esposizione include non solo i volti dei carnefici, ma anche quelli delle vittime, affiancati da imponenti tele che raffigurano carri armati. Questa evoluzione segna il passaggio dall'indagine sulla colpa individuale a una profonda riflessione sulla responsabilità collettiva e sistemica.
Come sottolinea il critico d'arte Romina Guidelli nel suo testo, la prospettiva si è allargata: «La domanda diventava allora: che cosa significa davvero guardare un assassino? È una domanda che il lavoro di Contavalli non risolve. Il volto non viene restituito alla sua innocenza, tantomeno sottratto alla responsabilità del gesto compiuto. La pittura gli restituisce presenza, solidissima presenza. Ed è qui che oggi, dopo quasi venti anni, quella domanda sembra spostarsi: dove comincia la responsabilità quando la violenza non appartiene più soltanto a un individuo, ma viene incorporata in un sistema, in un dispositivo, in una macchina che agisce oltre la volontà del singolo?».
Un allestimento in dialogo con la storia dell'arte
L'allestimento pensato per lo Studio Massimo Napoli si articola in due ambienti distinti che creano una narrazione spaziale specifica. Nello studio trovano collocazione i volti, figure umane restituite alla loro dimensione più cruda e diretta. Nel salone di rappresentanza, invece, dominano i carri armati. La particolarità dell'esposizione risiede nel dialogo serrato tra le nuove creazioni di Contavalli e la storia e la memoria del luogo, che conserva arredi d'epoca e una ricca collezione d'arte preesistente.
Le opere contemporanee si confrontano direttamente con i lavori di maestri del passato. Romina Guidelli descrive così questo impatto visivo: «Nel salone accadono invece i carri armati. La loro dimensione impedisce che possano essere percepiti semplicemente come dipinti appesi alla parete: entrano nell’architettura, si misurano con gli arredi e con le opere che già appartengono a questo ambiente — Giuseppe Sciuti, Vanessa Bell, la Scuola dei Carracci, Filippo De Pisis, Guerrino Guardabassi, Bruno Croatto. È un’irruzione, quasi, di una realtà estranea dentro un contesto costruito dalla storia dell’arte».
Il ruolo della pittura di fronte al dolore
Al centro della poetica di Daniele Contavalli c'è il segno come luogo primigenio di creazione della forma e la complessa relazione tra pittura e scrittura. Di fronte alla brutalità della guerra e della violenza meccanizzata, l'artista non offre facili morali, ma oppone la materialità e la resistenza della pittura stessa. L'arte diventa così uno strumento non per cancellare il male, ma per affrontarlo e comprenderne il peso.
La pittura di Contavalli si fa testimonianza e resistenza emotiva. «La risposta di Contavalli, infatti, non è morale. È pittorica. La pittura non assolve. Non condanna. Guarda», spiega ancora Guidelli. «Il colore non cancella ciò che è accaduto e non lo rende innocente. Apre uno spazio nel quale l’animo può tornare a respirare. Il colore non assolve dalla colpa. Assolve dalla durezza. La pittura non salva il mondo. Ma può impedirci di smettere di sentirlo».
Info utili
- Evento: Mostra personale Stati Crepuscolari della Coscienza 2 di Daniele Contavalli
- Testo critico: Romina Guidelli
- Luogo: Studio Massimo Napoli
- Indirizzo: Piazza Adriana 5, Roma (Scala C, int. 8)
- Date: Dal 14 al 28 novembre 2026
- Opening: 14 novembre 2026, ore 17:00
- Finissage: 28 novembre 2026, ore 17:00
- Orari: Tutti i giorni dalle 17:00 alle 19:30 (su appuntamento)
- Prenotazioni: Tel. 3336067466

