Cosa: Inaugurazione del nuovo Ospedale di Comunità San Camillo, dotato di 40 posti letto per l'assistenza post-acuta e la riattivazione funzionale.
Dove e quando: Roma, presso l'ex Padiglione Monaldi in Salita di San Carlo, inaugurato il 5 novembre 2026.
Perché: Il progetto sfrutta i fondi europei per recuperare uno stabile abbandonato, creando uno snodo cruciale tra le cure ospedaliere e l'assistenza domiciliare.
Il sistema sanitario laziale compie un passo significativo verso l'integrazione tra cure ospedaliere e servizi territoriali. Alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dell'Assessore all'Inclusione Sociale e Servizi alla Persona, Massimiliano Maselli, e del Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera, Angelo Aliquò, ha aperto ufficialmente i battenti il nuovo Ospedale di Comunità San Camillo. La struttura, affidata alla gestione diretta dell'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, rappresenta un tassello fondamentale per ridefinire i percorsi di cura dei pazienti nella fase di transizione verso il domicilio.
L'iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di rinnovamento infrastrutturale, in cui i fondi europei giocano un ruolo da protagonisti per la realizzazione di nuove strutture sanitarie PNRR destinate a modernizzare l'offerta pubblica.
Investimenti PNRR e riqualificazione urbana
Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di 8.897.205,82 euro, interamente finanziato nell'ambito della Missione 6 Salute, Componente M6C1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dal punto di vista strutturale ed economico, l'intervento ha permesso di restituire alla collettività il Padiglione Monaldi, un edificio di 2.700 metri quadrati situato sulla Salita di San Carlo, che versava in uno stato di totale abbandono dal 2011. L'opera di recupero ha previsto la completa riqualificazione edile e impiantistica dell'immobile, oltre alla necessaria messa a norma antisismica delle strutture portanti a partire dalle fondazioni.
I lavori di ammodernamento hanno dovuto affrontare anche imprevisti di natura geologica. Durante la fase di scavo, infatti, sono state rinvenute antiche cave sotterranee situate proprio al di sotto del sedime dell'edificio. Questa sfida ipogea è stata brillantemente superata dall'ufficio tecnico, che ha garantito la trasformazione di un'area urbana profondamente degradata in un presidio sanitario moderno, sicuro e ad alta efficienza energetica, affiancandosi idealmente alla rete delle Case della Comunità previste sul territorio regionale.
Un nuovo modello di assistenza territoriale
La vocazione della nuova struttura è chiara: fornire un'assistenza infermieristica continuativa e un monitoraggio sanitario a quei pazienti che, pur avendo superato la fase acuta della patologia, non sono ancora pronti per un rientro in sicurezza presso la propria abitazione. Il presidio è pensato specificamente per accompagnare pazienti cronici affetti da scompensi, persone che necessitano di recuperare l'autonomia motoria o che devono imparare a gestire terapie e dispositivi medici insieme ai propri familiari. Un'attenzione particolare è rivolta anche ai soggetti in condizioni di fragilità sociale, le cui reti familiari o abitative risultano temporaneamente inadeguate.
Il Direttore Generale Angelo Aliquò ha delineato con precisione il perimetro operativo della struttura, chiarendo in modo inequivocabile il ruolo del nuovo ospedale di comunità nella visione aziendale: «Il nostro Ospedale di Comunità non è un ospedale in miniatura, né un pronto soccorso, né una RSA. Non è pensato per il lungo termine, e non deve essere un “parcheggio” per chi non ha altra sistemazione». Aliquò ha poi aggiunto: «Serve a coprire il “vuoto” tra l'ospedale per acuti e il ritorno a casa, per pazienti dimessi dai reparti clinicamente stabili ma non ancora pronti a rientrare al domicilio. Per questo è un pezzo prezioso dell'offerta sanitaria che la Regione Lazio ha deciso di realizzare al San Camillo. E lo abbiamo fatto con uno sforzo enorme da parte dell'ufficio tecnico, che in poco tempo ha realizzato l'opera nonostante le difficoltà riscontrate lungo il percorso».
Gestione infermieristica e approccio multidisciplinare
L'organizzazione interna si articola su 40 posti letto, suddivisi in due moduli operativi. Il modello gestionale è a trazione prevalentemente infermieristica: gli infermieri, affiancati dal personale di supporto, garantiscono un'assistenza continua 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno. La presenza medica è assicurata nelle ore diurne per almeno quattro ore e mezza, sei giorni su sette, mentre durante la notte e nei giorni festivi la copertura clinica è garantita dall'intervento del medico di guardia della Medicina interna. La durata media della degenza è programmata tra i 15 e i 20 giorni, con un limite massimo fissato a 30 giorni.
La presa in carico del degente si basa su un approccio rigorosamente multidisciplinare, coordinato dalla figura dell'Infermiere Case Manager. Questo professionista opera in stretta sinergia con il medico referente (hospitalist), il fisiatra, i fisioterapisti e il logopedista. Per assicurare cure altamente personalizzate, la struttura integra le competenze dei gruppi specialistici aziendali dedicati alle lesioni complesse (wound care), alle stomie (stoma care), agli accessi vascolari e al Servizio Tobia per i pazienti con disabilità cognitive.
«È una struttura a gestione infermieristica costruita intorno al paziente», ha sottolineato Annarita Marucci, Dirigente Infermieristico responsabile dell'OdC. «Per l'Azienda è l'occasione di mettere in pratica la transitional care, cioè di accompagnare il paziente nel passaggio da un setting di cura all'altro. Chi ha superato la fase acuta ma non è ancora pronto a tornare a casa trova qui, per un periodo limitato, l'assistenza che gli serve per recuperare autonomia. Così le cure diventano più appropriate e il rientro a casa è più sicuro, per il paziente e per la sua famiglia».
Info utili
- Progetto: Ospedale di Comunità San Camillo
- Luogo: Ex Padiglione Monaldi, Salita di San Carlo, Roma (Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini)
- Data di inaugurazione: 5 novembre 2026
- Capacità: 40 posti letto (suddivisi in due moduli)
- Durata degenza: Media tra 15 e 20 giorni, fino a un massimo di 30
- Personale infermieristico: Presente 24 ore su 24, tutti i giorni
- Personale medico: Presente di giorno per almeno 4,5 ore (6 giorni su 7); copertura notturna e festiva affidata al medico di guardia della Medicina interna
- Finanziamento: 8.897.205,82 euro (Missione 6 Salute, Componente M6C1 del PNRR)
- Superficie struttura: 2.700 metri quadrati

