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Il Macro, l’isola felice dell’arte contemporanea a Roma

macro_romaRoma si sa è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per
le preziose rovine di un impero che ha varcato i confini dell'Europa e per i
numerosi e ricchi musei, ma di certo non può essere annoverata tra le città europee in continuo fermento
artistico e architettonico
, come Barcellona, Parigi o le capitali del nord.
Davvero troppo pochi sono nella nostra capitale gli esempi di architettura ed arte
contemporanea
.

Spicca su tutti il MAXXI,
il grande Museo per la Arti
del XXI secolo di Zaha Hadid
, che sarà inaugurato con una istallazione
coreografica di Sasha Waltz il prossimo 14 novembre, l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, e quella che sarà la Nuvola di Massimiliano Fucksas, il nuovo Centro
congressi di Roma
che sorgerà all'Eur.

Tra queste nuove realtà che anche se lentamente si stanno
affacciando nel panorama contemporaneo della città, merita sicuramente un posto
di rilievo il MACRO inaugurato l'11
ottobre 2002 in
una parte degli ex Stabilimenti Peroni,
nel quartiere Nomentano.

macro_futureIl Museo di Arte
Contemporanea di Roma
, è uno dei pochi casi nella nostra metropoli, di riconversione e restauro di un importante
edifico industriale
dei primi del ‘900. al quale si sta affiancando il
progetto di un Nuovo MACRO fase di
realizzazione dall'architetto francese Odile
Decq
, che sorgerà a ridosso della struttura originaria.

Il complesso di partenza del museo, completato nel dicembre
del 1999, si compone di sei ampie sale espositive, corredate di mediateca,
libreria, sala conferenze, laboratorio, bookshop e caffetteria interna. Vi sono
inoltre ospitati gli uffici amministrativi e la collezione permanente del
Macro.

Col nuovo progetto di Decq si punta ad integrare le due
struttura tra loro e al tempo stesso con il contesto urbano, spostando
l'ingresso principale da via Reggio
Emilia
all'angolo tra via Nizza e via Cagliari, pur mantenendo l'altro come
ingesso secondario.
L'architetto francese sta addirittura allestendo un
tetto-giardino, raggiungibile da numerosi percorsi interni, che consentirà ai
visitatori di fare propria una parte della città fino a quel momento
sconosciuta.

Di nuovo ci sarà,
oltre all'ingresso, ai percorsi, alle scale di vetro e acciaio, alle nuove sale
espositive (tra cui una per le grandi istallazioni), al giardino panoramico, un ristorante posto in una specie di
attico, con terrazza adiacente al tetto-giardino e ad una grande fontana.

La collezione
esposta nell'odierno Macro si riallaccia
a due periodi storici ben definiti
; quello che va dagli anni '60 al 2000,
comprende le opere degli artisti del Formula 1, come Accardi, Dorazio, Perilli
e Sanfilippo, della "Scuola di Piazza del Popolo", sulla falsariga della Pop
Art americana, i cui esponenti furono Festa, Maelli, Pascali, Rotella e Schifano,
fino ad arrivare  alle opere di fine anni
'80 a Castellani, e quelle degli artisti della "Nuova Scuola Romana", che aveva
il proprio quartier generale a San Lorenzo 
in cui si incontravano Bianchi, Ceccobelli, Dessì, Pizzi Cannella e
Tirelli, artisti che hanno fatto propria il recupero della tradizione
pittorica.

L'altra parte della collezione riguarda il periodo che va dal 2001 ad oggi, nel cui contesto si inseriscono
i più ferventi artisti dei giorni nostri, Gianni Asdrubali, esponente dell'Astrazione
Povera, Giovanni Albanese, Cristiano Piantali, Claudio Abate, Luigi Ontani,
Leandro Erlich, fino alle giovanissime Sissi e Ciracì.

Sta inoltre prendendo il via, per l'anno scolastico
2009-2010 , l'originale iniziativa Macroscuola,
nata dalla partenership con il Museo
Peggy Gugghenheim di Venezia
, che ha come obiettivo quello di creare un
legame più attivo tra scuola, museo e il mondo dell'arte contemporanea.

Per lo sviluppo e la diffusione dell'arte contemporanea, nel
2003  è stata inaugurata una sede
distaccata del museo di via Reggio Emilia, il MACRO Future anch'esso sorto dopo la riconversione di un edifico,
in questo caso l'ex mattatoio a
Testaccio
, uno dei quartieri della movida romana. Nel suo primo anno di
vita MACRO Future ha iniziato una prima regolare attività espositiva in uno dei
due padiglioni riconvertiti, per poi ampliare la sua offerta nel 2007 esponendo
anche nel secondo padiglione.

Le grandi dimensioni e il particolare utilizzo degli spazi
rendono questa sede distaccata ma non di minore rilevanza, particolarmente adatta ad accogliere le più importanti
espressioni artistiche
e culturali nazionali e internazionali in grado di
contaminarsi con diversi linguaggi.

Il Nuovo MACRO insieme a MACRO Future si preparano a dare il
volto ad una nuova stagione culturale romana attraverso la quale potrà attestarsi
sempre più il valore dell'espressione artistica contemporanea italiana ed
internazionale.

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