Cosa: Ritorno in scena della black comedy La figlia di Kioto Zhang, scritta e diretta da Massimo Odierna.
Dove e quando: Al Teatro Belli di Roma, dall'8 all'11 ottobre.
Perché: Per assistere a un'opera dal linguaggio scorretto e surreale che esplora con ironia grottesca le nevrosi e l'alienazione della società contemporanea.
Ritorno in scena e atmosfere distopiche
Dopo aver raccolto ampi consensi di pubblico e critica nel corso delle passate stagioni, torna sul palcoscenico in una veste completamente rinnovata La figlia di Kioto Zhang. Lo spettacolo, in programma al Teatro Belli di Roma, si presenta come una black comedy dalle tinte grottesche, surreali e profondamente distopiche. La drammaturgia e la regia sono firmate da Massimo Odierna, che guida lo spettatore all'interno di un universo narrativo "severamente scorretto".
L'opera teatrale sfrutta un linguaggio volutamente provocatorio e politicamente scorretto per mettere a nudo la follia e l'alienazione che caratterizzano il nostro tempo. La messinscena si muove sul filo dell'assurdo, restituendo l'immagine di una metropoli sconosciuta eppure fin troppo riconoscibile, popolata da figure al limite del paradosso che riflettono le nevrosi della società odierna.
Una trama tra il reale e l'assurdo
Al centro della vicenda troviamo Thomas, un uomo che vive la propria esistenza alla giornata, diviso tra l'abuso di alcol e una serie di appuntamenti a vuoto che non portano a nulla. La sua routine disfunzionale viene improvvisamente interrotta una sera dalla ricomparsa di Libero, un vecchio compagno dei tempi degli scout. Libero si presenta con una richiesta che ha dell'assurdo: ha bisogno di aiuto per ritrovare Noa, una ragazza di sedici anni.
Il mistero si infittisce quando si scopre l'identità della giovane scomparsa: Noa sarebbe infatti la figlia di Kioto Zhang, descritto come il temibile capo delle guardie del Palazzo Imperiale. Libero e Noa si sono conosciuti attraverso una chat online, ma subito dopo la ragazza è svanita nel nulla. Da questa premessa prende il via una ricerca rocambolesca e imprevedibile.
Personaggi storti e archetipi urbani
La disperata indagine per ritrovare la giovane finisce per trascinare nel vortice degli eventi una moltitudine di figure bizzarre. Tra queste spicca Amèlie, ex compagna di Thomas e autoproclamatasi paladina della gentilezza. A lei si aggiungono una madre devota, un padre pederasta, una maga dai modi scorbutici e un maestro spirituale decisamente atipico. Il quadro si completa con tutte le donne che ruotano attorno alla vita di Thomas, formando una ricca galleria di archetipi femminili.
Questa "masnada di personaggi storti" rappresenta la feccia cangiante e acida del paesaggio urbano. A dare vita a questo variegato ecosistema umano è un cast corale, impegnato in una performance senza intervallo che mantiene alto il ritmo della narrazione teatrale, immergendo il pubblico in un'esperienza scenica intensa e straniante.
Info utili
- Spettacolo: La figlia di Kioto Zhang
- Drammaturgia e regia: Massimo Odierna
- Con: Irene Ciani, Enoch Marrella, Francesco Petruzzelli, Maria Giulia Scarcella, Giovanni Serratore, Sofia Elena Taglioni
- Produzione: Golden Art
- Genere: Black comedy – grottesca, surreale, distopica
- Durata: 1h 30' senza intervallo
- Date: dall'8 all'11 ottobre
- Luogo: Teatro Belli, P.za di Sant'Apollonia 11, Roma
- Orari: giovedì e venerdì ore 21:00; sabato ore 19:00; domenica ore 17:30
- Prevendite e contatti: botteghino@teatrobelli.it – 06.5894875
