Cosa: Xi Niu: In Search of New Routes, mostra collettiva dedicata alle contaminazioni artistiche e culturali tra Oriente e Occidente.
Dove e quando: rhinoceros, via del Velabro 9, Roma. Dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027.
Perché: Per riscoprire la Via della Seta come una rete vitale di saperi, tecnologie e relazioni umane, superando gli stereotipi sulle identità culturali.
Il polo culturale rhinoceros inaugura una nuova fase della sua programmazione con Xi Niu: In Search of New Routes (Alla ricerca di nuove rotte), il primo progetto espositivo interamente concepito e prodotto all'interno degli spazi romani. Situato nel cuore di Roma, all'interno di un edificio storico immaginato da Alda Fendi e riprogettato dall'architetto Jean Nouvel, lo spazio si conferma un crocevia internazionale per l'arte contemporanea. Curata da Claire Shiying Li, la mostra si propone di rileggere la storica Via della Seta, trasformandola da semplice tracciato mercantile a spazio dinamico attraversato da continue relazioni umane e diplomatiche.
Il percorso espositivo riunisce le opere di sette artisti di diverse generazioni: Cao Minghao e Chen Jianjun, Hao Liang, Han Mengyun, Xie Fan, Xie Nanxing, Zhao Gang e Zhou Yilun. Attraverso linguaggi che spaziano dalla pittura all'installazione scultorea, fino alla ricerca sui materiali e al cinema, i protagonisti sviluppano un'estetica ibrida, profondamente radicata in secoli di interconnessioni tra il continente europeo e quello asiatico.
Oltre la Via della Seta: identità e transcultura
L'esposizione mette in discussione le percezioni riduttive che spesso inquadrano la cultura cinese come un'entità monolitica o determinata esclusivamente dal progresso tecnologico. L'approccio curatoriale rivela invece le infinite possibilità estetiche nate da un pensiero nomade, plasmato da reti informali e scambi culturali Asia Europa che nei secoli hanno trasformato le culture visive per intere generazioni di viaggiatori.
Storicamente, avventurarsi lungo queste rotte significava affrontare non solo i pericoli del viaggio, ma anche un allontanamento temporaneo dalle rigide convenzioni sociali e dagli obblighi familiari. Questo distacco ha permesso la nascita di innovazioni nate proprio dagli incontri materiali e sociali tra due mondi apparentemente distanti, creando un ponte ideale che oggi unisce Pechino e Roma.
Dialoghi materici tra Roma e l'Oriente
Il legame con la Capitale è particolarmente evidente nelle opere realizzate durante i periodi di residenza degli artisti presso rhinoceros. Xie Fan, ad esempio, applica meticolosamente pigmenti minerali e ossidi su superfici di argilla, presentando nuove opere in terracotta ispirate al tramonto romano, incorniciate in una nicchia buddhista progettata dall'artista stesso. Zhao Gang, figura di spicco della prima avanguardia cinese, trasforma invece le vedute aeree dell'architettura e dei siti archeologici di Roma in ampie campiture di colore neo-espressioniste cariche di malinconia itinerante.
La contaminazione prosegue con Zhou Yilun, che altera le forme e le funzioni degli oggetti quotidiani, reinterpretando la tradizione cinese dei paraventi attraverso l'assemblaggio di materiali di recupero raccolti direttamente nelle strade romane. Sul versante pittorico, Han Mengyun indaga le affinità tra i sistemi di incorniciatura asiatici e mediorientali, integrandoli nel formato tradizionale del rotolo dipinto, mentre Hao Liang costruisce una sintassi sfuggente in cui la pittura a inchiostro incontra le tecniche dei media moderni giunti in Cina nel Novecento.
Immagini, ambiente e visioni contemporanee
L'indagine sulla contemporaneità si approfondisce attraverso lo sguardo di Xie Nanxing, che affronta l'immagine fotografica con diffidenza, esplorando i meccanismi nascosti del desiderio nelle scene quotidiane delle strade di Chongqing. I suoi schizzi a olio preservano la narrazione prima che venga deformata sulla tela, proponendo un linguaggio satirico di rottura.
La narrazione si sposta poi verso le urgenze ambientali con i progetti a lungo termine del duo Cao Minghao e Chen Jianjun. Il loro film documenta il continuo scioglimento dei ghiacciai, reinventando i saperi e i rituali custoditi dalle comunità locali dell'altopiano Qinghai-Tibetano, fondamentali per la tutela delle risorse idriche e spesso oscurati. Tutto il progetto è racchiuso nel titolo Xi Niu, che in cinese significa "rinoceronte": un totem immaginario che evoca il viaggio, la resilienza e l'apertura all'incontro, riflettendo la vocazione del palazzo romano.
Info utili
- Dove: rhinoceros, via del Velabro 9, Roma
- Quando: dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
- Inaugurazione pubblica: 11 settembre 2026, dalle 18:00 alle 20:00
