Cosa: Celebrazione del centenario della nascita dell'artista Carlo Riccardi e dei quarant'anni dalla storica performance della MaxiTela.
Dove e quando: Sala Conferenze WE GILL, Roma, 3 ottobre 2026.
Perché: Per riscoprire l'eredità di un pioniere dell'arte urbana e della fotografia italiana, che ha trasformato lo spazio pubblico in un luogo di dialogo e tutela del patrimonio.
Il 16 agosto 1986, nel pieno dell'estate romana, Piazza del Popolo divenne il palcoscenico di un'azione artistica destinata a segnare la storia dell'arte contemporanea italiana. L'artista Carlo Riccardi sorprese cittadini e turisti avvolgendo l'obelisco centrale con una gigantesca tela dipinta. A quarant'anni da quel gesto visionario e nel centenario della nascita dell'autore, Roma torna a riflettere sull'impatto di una performance che ha stravolto il concetto di arte urbana, trasformando per un giorno la Capitale in un museo a cielo aperto.
L'arte che abbraccia la città: la rivoluzione della MaxiTela
L'installazione improvvisa della MaxiTela suscitò enorme curiosità, attirando persino l'attenzione dei vigili urbani che circondarono l'obelisco mentre Riccardi completava la sua opera. Questo intervento non fu una semplice provocazione estetica, ma un messaggio politico e culturale ben preciso: l'artista intendeva richiamare l'attenzione delle istituzioni, dei media e dell'opinione pubblica sull'urgenza di tutelare e promuovere il patrimonio monumentale italiano. L'arte, secondo la sua visione, doveva uscire dai confini chiusi delle gallerie per instaurare un dialogo diretto e vivo con lo spazio urbano e i suoi abitanti.
Da questa intuizione nacque il movimento Art on the Way, ideato dallo stesso Riccardi. Le sue grandi opere mobili iniziarono a comparire all'improvviso nelle piazze, nei centri storici, nelle periferie e nei piccoli borghi, per poi essere rimosse senza lasciare alcuna traccia permanente. Questi veri e propri blitz artistici anticiparono un nuovo modo di concepire la fruizione dell'arte pubblica, dimostrando come fosse possibile trasformare temporaneamente il paesaggio rispettandone al contempo l'assoluta integrità.
Un archivio di memoria e il movimento della Quinta Dimensione
Nato a Olevano Romano il 3 ottobre 1926, Carlo Riccardi ha attraversato il Novecento con una poliedricità rara, distinguendosi come pittore, giornalista e fotografo. A partire dal 1950 ha dato vita a uno straordinario archivio fotografico che oggi conta oltre tre milioni di immagini, costituendo una delle più preziose testimonianze visive della storia politica, sociale e culturale italiana della seconda metà del secolo scorso. La sua instancabile attività di promotore culturale lo ha portato a esplorare linguaggi diversi, mantenendo sempre un profondo legame con la dimensione umana.
Negli anni Settanta, Riccardi fondò il movimento artistico della Quinta Dimensione, riuscendo a riunire attorno al proprio Manifesto oltre sessanta artisti italiani e internazionali, tra cui nomi del calibro di Pericle Fazzini, Emilio Greco, Umberto Mastroianni, Franco Gentilini, Luigi Montanarini, Sandro Trotti, Gianni Testa e lo studioso Pierre Carnac. Il principio cardine del movimento era Riportare l'Uomo al centro, fondendo antropocentrismo, innovazione tecnologica e spiritualità. Il simbolo stesso del movimento, dipinto da Riccardi con pigmenti fluorescenti, continua a illuminarsi al buio a oltre cinquant'anni dalla sua creazione, tanto che Pierre Carnac scrisse: "Nel 4000 un solo quadro ricorderà il nostro tempo: il cerchio luminoso di Carlo Riccardi".
Le esposizioni internazionali e l'eredità culturale
Nel corso dei decenni, le MaxiTele di Carlo Riccardi hanno viaggiato ben oltre i confini romani, raggiungendo luoghi emblematici in Italia e all'estero. Tra le esposizioni più significative si ricordano quelle in Piazza della Signoria a Firenze, nella Sala Nervi in Vaticano con un'opera dedicata a San Giovanni Paolo II, nel Chiostro di San Domenico a Siena e alla Galleria Raphael di Francoforte, oltre a performance a Barcellona e Basilea. Nell'estate del 1987, l'artista portò le sue tele nei luoghi simbolo di Roma, da Piazza San Pietro a Castel Sant'Angelo, fino a realizzare un'esposizione subacquea nelle acque di Ponza. Con il patrocinio della Regione Lazio, percorse inoltre oltre 5.000 chilometri fasciando scorci e monumenti lungo tutta la penisola.
Nel 2016, in occasione del trentesimo anniversario del blitz in Piazza del Popolo, Riccardi è tornato sul luogo della sua celebre performance accompagnato da cinquanta artisti con l'opera Diamoci una mano, lanciando la proposta delle Olimpiadi della Cultura. Il suo impegno civile è proseguito anche con il progetto Art Obama, una serie di sessanta dipinti realizzati sulle prime pagine dei quotidiani internazionali. Scomparso il 13 dicembre 2022, Carlo Riccardi è stato salutato per l'ultima volta nella Chiesa degli Artisti, proprio in quella Piazza del Popolo che aveva consacrato la sua arte. Oggi, il suo messaggio sull'arte come strumento di partecipazione e incontro tra i popoli rimane un'eredità viva e attualissima.
Info utili
- Evento: 100 Anni di Carlo Riccardi
- Data: 3 ottobre 2026
- Luogo: Sala Conferenze WE GILL, Roma
