Cosa: Sesto episodio del programma d'arte contemporanea LAVINIA, che presenta l'opera Last Jest di Peter Friedl e un nuovo gusto di gelato.
Dove e quando: Loggia dei Vini a Villa Borghese, Roma. Dal 2 ottobre al 15 novembre 2026 (opening 1° ottobre).
Perché: Per esplorare le dinamiche tra estetica e potere attraverso l'arte contemporanea, all'interno di un gioiello architettonico del Seicento restituito alla città.
Giovedì 1° ottobre 2026 inaugura il sesto appuntamento di LAVINIA, il programma di arte contemporanea che accompagna il restauro della Loggia dei Vini a Villa Borghese. Il nuovo protagonista della rassegna è l'artista Peter Friedl, che presenta al pubblico l'opera Last Jest. Il progetto si propone di restituire alla città di Roma spazi dimenticati, riflettendo sull'antico rapporto fra arte e architettura da una prospettiva strettamente contemporanea.
Come consuetudine per questo ciclo di interventi, l'inaugurazione è accompagnata da un'esperienza sensoriale: per il sesto episodio del programma è stato ideato il gusto di gelato "melagrana e salvia", che il pubblico potrà assaporare durante l'opening.
L'opera Last Jest e la poetica di Peter Friedl
Il lavoro presentato da Peter Friedl, intitolato Last Jest, è un'opera aperta che agisce su molteplici livelli interpretativi. Racconta una presenza enigmatica e una storia possibile, evocando l'abito di Hop-Frog, il protagonista dell'omonimo racconto di Edgar Allan Poe. Nella narrazione del maestro del brivido, Hop-Frog è il giullare del re, il quale, oltre a possedere una straordinaria forza fisica, è dotato di un'immaginazione capace di concepire una vendetta perfetta. Questa si traduce in un'inversione catastrofica delle relazioni di potere: l'ultima azione, l'ultimo scherzo, l'ultima buffonata.
Last Jest si configura come un lavoro sul costume e sull'arte intesa come documento storico. L'opera rievoca ma non rappresenta in modo didascalico, racconta ma non rimanda necessariamente a un unico significato. È una riflessione profonda sulla storia e sulle relazioni tra estetica e politica, tra potere e sottomissione. Centrale è anche il riferimento al teatro, un tema ricorrente nella produzione di Friedl: un teatro descritto come fatto a brandelli, in cui l'azione appare congelata o del tutto impossibile.
Nato a Oberneukirchen, in Austria, nel 1960, Peter Friedl si definisce un artista fallito. Ha iniziato a disegnare oltre sessanta anni fa, una pratica che continua quotidianamente, e vive in esilio. Il suo lavoro vanta una presenza internazionale di altissimo rilievo. Le mostre personali includono: Report 1964–2022, KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2022); Teatro, Kunsthalle Wien, Vienna, e Carré d’Art – Musée d’art contemporain, Nîmes (2019); Teatro Popular, Lumiar Cité, Lisbona (2017); The Diaries, Grazer Kunstverein, Graz (2016); The Dramatist, Artspace, Auckland (2014); Peter Friedl, Sala Rekalde, Bilbao (2010); Working, Kunsthalle Basel (2008); Blow Job, Kunsthal Extra City, Anversa (2008); Work 1964–2006, Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Miami Art Central e Musée d’Art Contemporain, Marsiglia (2006–2007); e OUT OF THE SHADOWS, Witte de With Center for Contemporary Art, Rotterdam (2004). Il suo lavoro è stato esposto, tra l'altro, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; MoMA PS1, New York; Centre Georges Pompidou, Parigi; Walker Art Center, Minneapolis; Van Abbemuseum, Eindhoven; Hamburger Kunsthalle, Amburgo, e Museo Tamayo, Città del Messico. Ha partecipato a documenta 10, 12, e 14 (1997, 2007, 2017); Sharjah Biennial 14 (2019); 1st Anren Biennale (2017); Taipei Biennial (2012, 2016); 48a e 56a Biennale di Venezia (1999, 2015); 10 Shanghai Biennale (2014); La Triennale, Parigi (2012); 28a Bienal de São Paulo (2008); Manifesta 7, Trento (2008); 7 Gwangju Biennale (2008) e 3 Berlin Biennale (2004).
Il restauro del complesso secentesco e i ruoli del progetto
L'intervento artistico si inserisce nel programma d'arte LAVINIA, il cui nome omaggia Lavinia Fontana, tra le prime artiste donne ad aver ottenuto pieno riconoscimento nella storia dell'arte. Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato della Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il programma è a cura di Salvatore Lacagnina ed è realizzato da Ghella.
Il palinsesto si sviluppa in parallelo al restauro della Loggia dei Vini, iniziato nel 2024 e previsto in conclusione nel 2026. Questo recupero architettonico è stato reso possibile grazie a una donazione di Ghella, realtà globale specializzata in scavi in sotterraneo, che attraverso il progetto Ghella X Roma prosegue il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino. I lavori di restauro sono stati affidati a R.O.M.A. Consorzio, sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Oggi la Loggia dei Vini, voluta da Scipione Borghese e costruita tra il 1609 e il 1618, è visibile al pubblico nella sua interezza. L'intervento ha permesso il recupero dell'emiciclo e delle mura perimetrali, restituendo inoltre la pavimentazione originale in cotto a questo spazio secentesco, originariamente destinato alla conservazione dei vini e collegato al Casino Nobile da un passaggio sotterraneo.
Info utili
- Evento: LAVINIA – gusto # 6 – Peter Friedl: Last Jest
- Date: dal 2 ottobre al 15 novembre 2026
- Opening: giovedì 1° ottobre 2026, ore 18.00 – 21.00
- Luogo: Loggia dei Vini, Villa Borghese, Roma
- Ingresso: accesso da Via Pinciana all'altezza di Viale dell'Uccelliera
- Biglietti: ingresso libero
- Gusto di gelato inaugurale: melagrana e salvia
- Opere ancora visibili nel complesso: Ross Birrell & David Harding, Enzo Cucchi, Ruth Ewan, Piero Golia, Gianni Politi, Monika Sosnowska
- Sito ufficiale: www.laviniaroma.com
