Cosa: Lo spettacolo Ve ne dico quattro, un racconto sui protagonisti dello spettacolo italiano.
Dove e quando: Al Teatro Villa Pamphilj di Roma, domenica 4 ottobre 2026 alle ore 11.30.
Perché: Per riscoprire figure iconiche del Novecento teatrale attraverso una narrazione intima, ironica e priva dei filtri del politicamente corretto.
Il palcoscenico romano si prepara ad accogliere un nuovo, affascinante capitolo della narrazione teatrale italiana. Dopo il grande successo ottenuto con Sempre fiori mai un fioraio, Pino Strabioli torna a calcare le scene per raccontare i personaggi che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo del nostro Paese. Una consuetudine a cui il pubblico è ormai felicemente abituato, un rito laico che vede l'attore e regista farsi tramite tra le icone del passato e gli spettatori di oggi.
Con il nuovo spettacolo Ve ne dico quattro, l'artista dipinge un affresco vivido di un'epoca teatrale che ha segnato profondamente l'immaginario collettivo italiano. Non si tratta di una semplice sequenza nostalgica di ricordi, ma di un dialogo vivo, pulsante e necessario tra ciò che è stato e ciò che stiamo vivendo, guidato dalla voce inconfondibile e dalla presenza scenica del suo protagonista.
Un laboratorio della memoria tra passato e presente
Lo spazio scenico di Ve ne dico quattro è concepito come una memoria in movimento. La scena si presenta come un luogo sospeso, essenziale e permeabile, dove ogni elemento tecnico ed espressivo entra ed esce con la stessa leggerezza con cui riaffiorano i ricordi nella mente umana. Il palcoscenico non si trasforma in un museo polveroso, ma in un vero e proprio laboratorio della memoria. In questo contesto, i contributi video non fungono da semplici sovrastrutture illustrative, ma diventano fenditure nel tempo, finestre aperte che permettono al pubblico di scorgere i volti, le atmosfere e i frammenti di epoche passate.
La scelta artistica alla base del progetto è quella di far percepire costantemente il contrasto tra la libertà creativa del passato e le dinamiche odierne. Si delinea così il ritratto di un'epoca sfacciata, autentica e spesso anarchica, messa a confronto con un presente che appare sempre più attento e vincolato ai filtri del politicamente corretto. Questo confronto, tuttavia, non assume mai toni moralistici: si tratta piuttosto di una riflessione aperta, un interrogativo che emerge con naturalezza attraverso le storie e gli aneddoti raccontati, senza alcuna forzatura narrativa.
Gli incontri con i maestri del Novecento
Il cuore pulsante della narrazione è rappresentato dalle figure gigantesche che hanno plasmato il teatro e la cultura italiana. Il testo ci ricorda artisti del calibro di Paolo Poli e Franca Valeri, passando per il genio di Dario Fo, l'anima popolare di Gabriella Ferri e l'eleganza di Valentina Cortese. Il gesto narrativo di Strabioli è peculiare: egli non interpreta questi personaggi, ma li incontra nuovamente. Ogni racconto nasce dal contatto diretto, fisico e poetico che ha avuto il privilegio di stringere con questi maestri indimenticabili.
La narrazione asseconda questa qualità intima, mantenendo un ritmo teatrale che alterna sapientemente confidenza e sorpresa, suscitando il sorriso per poi condurre a una vertigine emotiva. Il racconto procede come un mosaico fatto di luci e ombre, dove il passo leggermente ironico dell'autore diventa il filo rosso che accompagna lo spettatore nel cuore di un’epoca irripetibile. Accanto ai grandi del Novecento, trovano spazio anche gli incontri più recenti e le collaborazioni con i volti più noti del panorama culturale odierno, dimostrando come l'arte possa superare i limiti del tempo.
Il pubblico come compagno di viaggio
Nel disegno complessivo dello spettacolo, il pubblico non è mai chiamato a essere un semplice osservatore passivo, ma viene invitato a partecipare attivamente all'esperienza. La disposizione scenica, l'uso calibrato e attento della luce, il ritmo stesso della narrazione: ogni dettaglio è pensato per creare un clima di profonda complicità, ricreando l'atmosfera di un salotto condiviso. Strabioli invita idealmente chi guarda a sedersi accanto a lui, ad ascoltare, a ricordare o a scoprire per la prima volta frammenti di storia teatrale.
Il palco diventa così un luogo in cui i decenni dialogano senza alcuna gerarchia, alla ricerca di un tempo circolare dove ciò che è stato ritorna e ciò che accade ora riflette il passato. L’arte muta, si sposta, ma resta sempre viva. In questo contesto di continua offerta culturale, che arricchisce i tanti eventi a Villa Pamphilj, lo spettatore diventa l'interlocutore privilegiato di un viaggio affettuoso e indimenticabile.
Info utili
- Spettacolo: Ve ne dico quattro
- Testo: scritto da Pino Strabioli e Fabio Masi
- Contributi video: Growing Production
- Produzione: Alt Academy
- Data e orario: domenica 4 ottobre 2026, ore 11.30
- Luogo: Teatro Villa Pamphilj, Largo 3 giugno 1849, 00164 Roma (ingresso Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a)
- Biglietti: 10 euro
- Orari segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
- Direzione artistica Teatro Villa Pamphilj: Veronica Olmi
- Sistema: Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria
- Coordinamento gestionale: Zètema Progetto Cultura
