Cosa: Retrospettiva dedicata al pittore, incisore e scultore Roberto Venturoni.
Dove e quando: Museo e Fondazione Venanzo Crocetti, Via Cassia 492, Roma. Dal 17 al 29 ottobre 2026.
Perché: Un'occasione per esplorare la visione cosmica e paesaggistica dell'artista attraverso 29 opere a olio su tela, in un percorso che unisce espressionismo e tradizione classica.
Il panorama culturale capitolino si arricchisce di un nuovo, profondo appuntamento dedicato all'arte contemporanea. Dal 17 al 29 ottobre 2026, il Museo e Fondazione Venanzo Crocetti di Roma ospita un'ampia retrospettiva dedicata a Roberto Venturoni, artista poliedrico scomparso nel 2011. La mostra, che espone ventinove opere a olio su tela di vari formati con una spiccata predominanza paesaggistica, è curata da Andrea De Liberis e Alberto Moioli. L'iniziativa è promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport, con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, mentre l'organizzazione è a cura dell'Archivio Paolo Salvati, anch'esso ente promotore dell'evento.
Il percorso espositivo e la visione cosmica
L'esposizione offre ai visitatori una preziosa chiave di lettura per comprendere l'evoluzione stilistica e spirituale di Venturoni. Come spiega il curatore Andrea De Liberis, gran parte delle tele presentate al pubblico risale al periodo compreso tra il 1981 e il 1986. In questi lavori, la forma paesaggista si fa portavoce di un rapporto onirico e profondo con il cosmo. De Liberis sottolinea il legame artistico con il maestro Paolo Salvati, basato proprio sulle rappresentazioni paesaggistiche, attraverso le quali Venturoni esprime "un rapporto spirituale profondo, in una esecuzione di getto che non ammette ripensamenti".
La pittura dell'artista romano si configura come una ricerca di equilibrio perfetto tra cielo e terra, allontanandosi dalla tradizione vedutista per abbracciare una visione cosmica plasmata dall'incontro tra colore e luce. Questa indagine interiore trova la sua collocazione ideale negli spazi del Museo Crocetti, istituzione che da sempre valorizza i percorsi artistici più intensi e personali.
L'eredità europea e il linguaggio del paesaggio
La tavolozza di Venturoni si distingue per la sua forza espressiva. L'altro curatore della mostra, Alberto Moioli, evidenzia come il paesaggio rappresenti per l'artista la "lingua madre di un discorso che supera la pura descrizione visiva per toccare dimensioni spirituali e cosmiche". Attraverso colori forti ed essenziali, Venturoni costruisce un universo pittorico che richiama apertamente i grandi maestri europei, da Corot a Géricault, fino a Ensor e Vlaminck.
Il risultato è una ricomposizione della linea espressionistica che si innesta saldamente sul tronco della tradizione classica. Per Venturoni, la tradizione non è mai un concetto statico, ma "materiale vivo da plasmare con gli occhi aperti sul presente", un'eredità restituita al pubblico tramite un gesto pittorico immediato e carico di responsabilità poetica. Una vitalità creativa che ben si sposa con la vocazione del polo espositivo romano, recentemente animato anche dalla mostra di Riccardo Zancano.
Una vita per l'arte: dalla pittura all'incisione
Nato nel 1945, Roberto Venturoni ha dedicato la sua intera esistenza alla sperimentazione artistica, muovendosi con maestria tra pittura, scultura e incisione. La sua formazione prende il via nel 1974 nello studio di Silvio Bicchi, per poi arricchirsi grazie all'incontro con figure chiave come Luigi Guardigli, che lo avvicina alla stampa calcografica, e Giulio Turcato, suo maestro alla Scuola Libera del Nudo di Roma. Fondamentale anche il sodalizio intellettuale con Monsignor Ennio Francia, fondatore della Messa degli Artisti.
Dagli anni Ottanta in poi, la sua ricerca si espande: sperimenta l'acquarello, perfeziona le tecniche d'incisione presso il laboratorio Four For Art (di cui diventerà direttore artistico dal 1997 al 2010) e, negli anni Duemila, si dedica alla scultura in terracotta con tematiche sacre. Tra i riconoscimenti più prestigiosi spicca l'incarico del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione all'acquaforte dell'affresco del Pinturicchio nel Duomo di Siena. La retrospettiva odierna celebra dunque un percorso intellettuale complesso e coerente, consacrato a livello internazionale e custodito in numerose collezioni museali.
Info utili
- Evento: Retrospettiva su Roberto Venturoni
- Date: Dal 17 al 29 ottobre 2026
- Inaugurazione: 17 ottobre 2026, ore 17:00
- Luogo: Museo e Fondazione Venanzo Crocetti
- Indirizzo: Via Cassia 492, 00189 Roma
- Orari di apertura: Dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00; sabato dalle 11:00 alle 19:00
- Biglietti: Ingresso gratuito

