Cosa: Rebibbia: la Città invisibile, spettacolo di docu-teatro ispirato alle opere di Italo Calvino.
Dove e quando: Spazio Rossellini (Via della Vasca Navale 58, Roma), 12 ottobre 2026 alle ore 10.30.
Perché: Per scoprire un progetto artistico in cui detenuti, ex detenuti e Polizia Penitenziaria condividono la scena, trasformando il linguaggio teatrale in uno strumento di libertà e riflessione.
Un viaggio tra le città invisibili e la memoria
In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Italo Calvino, il palcoscenico romano accoglie un esperimento di docu-teatro dal forte impatto emotivo e sociale. Rebibbia: la Città invisibile porta in scena una profonda riflessione sul concetto di appartenenza e di casa, attingendo a piene mani dalla poetica del grande autore italiano. I protagonisti dell'opera, prigionieri di una metaforica e reale città invisibile, intraprendono un viaggio a ritroso verso i luoghi della loro infanzia.
La narrazione attraversa geografie fisiche e dell'anima, dal mostro architettonico del Corviale a Roma fino alla fragile catapecchia dei nonni profughi da Sarajevo. In questo percorso, ogni elemento circostante assume le sembianze di Itaca, una città miraggio e al contempo una ragnatela da cui risulta difficile liberarsi. L'arte e la poesia diventano così gli strumenti per comprendere che la "Casa" non è una destinazione geografica, ma uno stato mentale da edificare attraverso parole nuove. Come suggerisce lo stesso Calvino, l'esigenza è quella di far uscire qualcosa dal silenzio, battendo colpi su un muro di prigione per comunicare con l'esterno.
Il palcoscenico come spazio di riscatto
Lo spettacolo si sviluppa attraverso una contaminazione di linguaggi, unendo la presenza fisica sul palco alle proiezioni video. Sullo schermo appaiono i volti e le voci degli attori del teatro di Rebibbia che stanno ancora scontando la loro pena, creando un ponte visivo e narrativo con chi agisce in scena. L'invocazione che proviene dal carcere si trasforma in una sorta di SOS in codice Morse, dove il compito dell'arte è quello di setacciare le parole e trasmettere il battito vitale che proviene dall'interno della struttura penitenziaria.
Questa produzione si inserisce in un percorso virtuoso che va avanti da oltre vent'anni. Dal 2003, infatti, il Teatro del Carcere di Rebibbia N.C. rappresenta un'eccellenza nazionale e internazionale per il reinserimento delle persone detenute attraverso l'arte. I laboratori hanno coinvolto migliaia di detenuti e ospitato un vastissimo pubblico esterno. In questo panorama di iniziative ed eventi a Rebibbia, il polo teatrale si è affermato come un vero e proprio avamposto culturale per il Municipio IV e per l'intera Capitale, dimostrando concretamente che un approccio alternativo all'esecuzione penale è possibile.
Cast, ruoli e istituzioni coinvolte
La forza di Rebibbia: la Città invisibile risiede anche nella sua genesi collaborativa, che vede lavorare fianco a fianco detenuti, ex detenuti e personale della Polizia Penitenziaria. Il progetto, già ospitato all'Auditorium Parco della Musica e al Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si avvale del sostegno del Ministero della Cultura (Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, "Progetto Speciale 2025") e della collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – C.C. Roma Rebibbia N.C.
Di seguito, nel dettaglio, i ruoli e le attribuzioni dello spettacolo:
- Regia: Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe
- Videoriprese: Paolo Modugno
- Animazioni: Alessandro De Nino
- Produzione: Fabio Cavalli per l’Associazione Ottava Arte in collaborazione con La Ribalta
- Attori sul palco: Juan Dario Bonetti, Marcello Lupo, Alessandro Marverti, Giacomo Silvano, Daniele Zanobi
- Con la partecipazione di: Ispettrice Cinzia Silvano
Info utili
- Data: 12 ottobre 2026
- Orario: ore 10.30
- Luogo: Spazio Rossellini
- Indirizzo: Via della Vasca Navale 58, Roma
