Cosa: Presentazione della guida informativa Trombosi e Tumore e inaugurazione di una panchina gialla dedicata alla sensibilizzazione.
Dove e quando: Presso gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO) di Roma, con documento aggiornato a ottobre 2026.
Perché: Per fornire ai pazienti oncologici strumenti chiari per riconoscere, prevenire e curare tempestivamente una complicanza insidiosa come la trombosi.
La lotta ai tumori si gioca anche sul campo della prevenzione delle complicanze. Presso gli IFO di Roma, un nuovo simbolo arreda gli spazi della struttura: una panchina gialla donata dall'Associazione Vincere la Trombosi Federica Ambassador. L'iniziativa nasce con un obiettivo preciso, ovvero sensibilizzare i cittadini e i pazienti sull'importanza di monitorare e prevenire la trombosi, una condizione clinica che richiede attenzione e tempestività.
Ad accompagnare questa installazione c'è un importante strumento informativo: la guida Trombosi e Tumore. Il progetto editoriale è a cura di Comunicazione, Stampa e Relazioni Esterne, ed è stato realizzato in stretta collaborazione con l'Ambulatorio di Emostasi e Trombosi dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Un lavoro di squadra pensato per tradurre concetti medici complessi in indicazioni chiare e accessibili, fondamentali per chi affronta un percorso oncologico.
Il legame tra patologia oncologica e rischio trombotico
La trombosi consiste nella formazione di un coagulo di sangue, definito trombo, all'interno di un vaso sanguigno. Quando questo fenomeno si verifica in una vena profonda, generalmente localizzata negli arti inferiori, si parla di trombosi venosa profonda. Il pericolo maggiore è legato alla possibilità che una parte del coagulo si stacchi, viaggiando attraverso il circolo sanguigno fino a raggiungere i polmoni e provocando così un'embolia polmonare.
Il nostro organismo possiede un sistema sofisticato per mantenere in equilibrio la capacità di coagulazione del sangue. Tuttavia, alcuni tumori possono alterare questo delicato meccanismo, rendendo il sangue maggiormente predisposto alla formazione di coaguli. Avere un tumore non significa automaticamente sviluppare una trombosi, ma il rischio individuale viene valutato attentamente dal medico curante. Questo rischio è influenzato da una serie di fattori specifici:
- tipo, sede e stadio del tumore (pancreas, stomaco e polmone sono tra quelli più associati alla trombosi)
- alcuni trattamenti antitumorali, come chemioterapia, terapie mirate, terapie ormonali e radioterapia
- interventi chirurgici, ricoveri e periodi di immobilità
- presenza di un catetere venoso centrale
- precedenti episodi di trombosi
- altre condizioni personali, come infiammazioni o infezioni, una predisposizione alla trombosi o il sovrappeso
Riconoscere i sintomi per intervenire tempestivamente
La tempestività è un fattore cruciale. La trombosi venosa profonda può, in alcuni casi, non presentare sintomi evidenti. Tuttavia, quando il corpo lancia dei segnali, è fondamentale saperli decodificare senza allarmismi ma con estrema precisione. I sintomi riguardano generalmente una sola gamba o un solo braccio e richiedono sempre un confronto immediato con il proprio medico. I segnali più comuni includono:
- gonfiore improvviso di una gamba o, più raramente, di un braccio
- dolore, pesantezza o tensione dell'arto
- aumento della sensibilità o dolore, soprattutto quando si sta in piedi o si cammina
- arrossamento o cambiamento del colore della pelle
- aumento della temperatura della zona interessata
Se il coagulo raggiunge i polmoni, il quadro clinico cambia e si entra nel perimetro dell'embolia polmonare. In presenza di difficoltà respiratoria improvvisa, dolore toracico, svenimento o grave malessere, è necessario richiedere una valutazione medica urgente, senza aspettare che i sintomi migliorino da soli. I segnali dell'embolia polmonare sono:
- difficoltà respiratoria improvvisa
- dolore al torace, soprattutto se compare improvvisamente o peggiora con il respiro
- battito cardiaco accelerato
- tosse, talvolta associata a sangue
- forte debolezza, capogiro o svenimento
Diagnosi, terapie mirate e strategie di prevenzione
La diagnosi di trombosi non può basarsi esclusivamente sull'osservazione dei sintomi. L'indagine medica richiede esami specifici: per le vene profonde si utilizza principalmente l'ecografia Doppler (ecocolordoppler), mentre per il sospetto di embolia polmonare vengono disposti ulteriori accertamenti mirati. Una volta confermata, la trombosi può essere curata efficacemente tramite l'impiego di farmaci anticoagulanti. Questi medicinali non sciolgono il coagulo all'istante, ma riducono la capacità del sangue di formarne di nuovi e bloccano l'estensione di quelli esistenti. Per il successo della terapia è tassativo:
- assumere il farmaco esattamente come prescritto
- non modificare autonomamente la dose
- non interrompere la terapia senza aver consultato il medico
- informare il medico di altri farmaci o integratori assunti
- segnalare eventuali sanguinamenti o lividi insoliti
- avvisare sempre di essere in terapia anticoagulante prima di esami invasivi, interventi chirurgici o cure dentarie
Sul fronte della prevenzione, il medico valuta il rapporto tra il rischio di trombosi e quello di sanguinamento per stabilire l'eventuale necessità di una profilassi antitrombotica. Esistono inoltre comportamenti virtuosi e abitudini quotidiane che, se compatibili con le condizioni cliniche del paziente, aiutano a mantenere il sistema circolatorio in efficienza:
- mantenersi in movimento
- evitare periodi di immobilità
- ruotare, piegare e distendere le caviglie
- indossare calze elastiche a compressione graduata durante le ore diurne
Info utili
- Soggetto promotore: Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO) – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena
- Iniziativa: Donazione panchina gialla e pubblicazione guida Trombosi e Tumore
- Sito ufficiale: www.ifo.it

