Cosa: Il Malato Immaginario, una riscrittura dell'opera di Molière a cura di Alice Bellantoni.
Dove e quando: Teatro Trastevere, Roma, dal 30 ottobre al 1° novembre.
Perché: Una rilettura audace che trasporta i temi classici nel contesto del recente lockdown, esplorando le nevrosi contemporanee e la fragilità dei legami umani.
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta una nuova, intrigante veste per uno dei classici più amati del palcoscenico. Dal 30 ottobre al 1° novembre, il pubblico romano potrà assistere a Il Malato Immaginario, un'opera che riprende il celebre testo di Molière per calarlo in una dimensione fortemente contemporanea. La commedia si trasforma così in uno specchio delle ansie moderne, offrendo uno spunto di riflessione sulle recenti esperienze collettive.
L'ipocondria nel nuovo millennio
La premessa che muove questa riscrittura affonda le radici in un pensiero condiviso: l'incredulità di fronte a quanto vissuto durante la pandemia. Nel pieno delirio del lockdown del 2020, il bisogno spasmodico di mantenere un'illusione di controllo ha spinto molte persone ad aggrapparsi ciecamente al flusso ininterrotto di informazioni provenienti dal web. Questo scenario diventa il terreno fertile per la rilettura del protagonista.
L'ipocondriaco del Seicento cede il passo a una figura estremamente attuale: un "boomer" germofobico, isolato e spaventato. La modernizzazione del personaggio centrale permette di esplorare come la paura delle malattie si sia evoluta nell'era digitale, dove l'eccesso di notizie, spesso incontrollate, alimenta psicosi e rigidità mentali che finiscono per ingabbiare l'individuo.
Fake news e conflitti familiari
Se nell'opera originale il cialtrone che si approfittava delle paure del protagonista era un medico senza scrupoli, la versione di Alice Bellantoni aggiorna questa figura trasformandola in un giornalista freelance. Armato di una connessione veloce, questo nuovo antagonista diffonde fandonie e fake news, lucrando sulle insicurezze altrui in un mondo dove lo schermo del computer è l'unico contatto con l'esterno.
Anche le dinamiche familiari subiscono una profonda revisione per aderire alle tematiche odierne. Il rapporto soffocante del protagonista con la figlia non si esprime più attraverso il tentativo di imporle un matrimonio di convenienza, ma si incastra nel rifiuto della sua omosessualità. La posta in gioco rimane l'umanissimo bisogno di respiro e libertà, crudelmente negato dalle ipocrisie e dalle maschere che i personaggi si costruiscono addosso.
La visione registica e l'espressione corporea
La regia sceglie un approccio stilistico definito di impianto povero, una decisione che mira a spogliare la scena da distrazioni per concentrare l'attenzione sui corpi degli interpreti. Gli attori si muovono meccanizzandosi come burattini, un espediente fisico che serve a esplorare le stratificazioni della "performance sociale" messa in atto dai personaggi, volenti o nolenti.
Attraverso questa fisicità costretta, lo spettacolo pone domande cruciali sulla natura umana: qual è il confine tra ciò che siamo davvero e ciò che mostriamo agli altri? La messa in scena evidenzia come la pandemia abbia strappato via all'essere umano l'illusione di essere il padrone del mondo, rivelando un sistema di valori posticcio e rendendo tristemente evidente la piccolezza e la mediocrità che si nascondono dietro le convenzioni sociali.
Info utili
- Spettacolo: Il Malato Immaginario (una riscrittura di Molière)
- Presentato da: Associazione Culturale Teatro Trastevere
- Riscrittura e Regia: Alice Bellantoni
- In scena: Andrea Senesi, Camilla Scatigni, Anna Alivernini, Valentina Bandera, Guido Gerardi e Mattia Aquilani
- Date: Dal 30 ottobre al 1° novembre
- Orari: Giorni feriali ore 21:00; giorni festivi ore 17:30
- Luogo: Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
- Biglietti: 13,00 euro intero; 10,00 euro ridotto (prevista tessera associativa)

