Cosa: Seconda edizione del progetto espositivo e culturale Alcove – Dialoghi sulla scultura, con le opere di cinque artisti contemporanei.
Dove e quando: A Cori (LT), presso lo Studio Specus e il Museo della Città e del Territorio, fino al 31 ottobre 2026.
Perché: Per esplorare il rapporto tra la materia scultorea e spazi architettonici di grande fascino, mettendo in dialogo la luce delle logge rinascimentali e la penombra degli ambienti ipogei.
Fino al 31 ottobre 2026, la città di Cori ospita la seconda edizione di Alcove – Dialoghi sulla scultura, un progetto espositivo curato da Ilaria Monti e Alberto Timossi. La mostra si articola in un percorso diffuso che unisce lo Studio Specus – spazio ipogeo nel centro storico e studio dell'artista Alberto Timossi – e il Museo della Città e del Territorio, con la sua Loggia rinascimentale parte del Complesso Monumentale di Sant’Oliva. L'iniziativa, che prosegue il lavoro avviato da Studio Specus – Cantiere per l’arte contemporanea, si avvale del patrocinio e del sostegno del Comune di Cori e della collaborazione con le associazioni minima, Polygonal e Arcadia.
Il dialogo tra luce e ombra
L'allestimento è concepito come un confronto serrato tra il sopra e il sotto, tra l'aperto e il chiuso. Cinque artisti di generazioni diverse – Claudia Di Francesco, Pino Genovese, Giovanni Longo, Veronica Neri e Francesco Petrone – abitano questi spazi con opere che non si limitano a occupare un volume, ma reagiscono attivamente ai luoghi. Ogni autore presenta due lavori, posizionandoli strategicamente: uno nella luce delle arcate della Loggia o nel giardino, l'altro nell'umidità e nella penombra della grotta e dell'antica dispensa.
In questo contesto, Claudia Di Francesco esplora la figura del recipiente. Le sue opere, Le Tre Custodi della Lekánē e Vas Miraculi Aesculapii, si pongono come reperti archeologici contemporanei che, affiancati alle vere antichità del Museo, ne interrogano l'autorità. Veronica Neri, invece, lavora sul concetto di memoria e consunzione: in Semprevivo riveste di rame i fiori raccolti tra i rifiuti cimiteriali, mentre nello spazio ipogeo, con Stanotte, amore, non ho più pensato a te, crea un cortocircuito visivo posando fiori veri destinati ad appassire su una pila di lenzuola con motivi floreali stampati.
Materia, tempo e biologia
La mostra introduce nella scultura un tempo biologico, un processo di trasformazione che avviene sotto gli occhi del visitatore. Francesco Petrone plasma il pane per simulare ossa e carne: nella roccia si fronteggiano una mandibola di lupo e un cranio di pecora nell'opera Vittima Carnefice, mentre nella Loggia tredici frammenti di pane infilzati su un palo di ferro danno vita a L’ultima scena, definita come una feroce ultima cena.
Il pane che assorbe l'umidità e i fiori freschi che appassiscono si contrappongono alla resistenza di materiali come il rame, la resina e il ferro. È in questa precisa tensione tra ciò che si decompone e ciò che permane che le opere instaurano un dialogo a distanza, invitando il pubblico a riflettere sulla fragilità della materia.
Paesaggi smembrati e ricomposti
Un'ulteriore linea di indagine è quella condotta sul legno, materiale d'elezione per Giovanni Longo e Pino Genovese, che lo affrontano con gesti speculari. Longo frammenta e classifica il paesaggio: in Like a Dam (form archive XXL) espone frammenti lignei raccolti in vent'anni lungo le fiumare calabresi, catalogandoli come in un archivio museale; in Props, queste forme si ricompongono lungo un asse diagonale per formare uno scheletro astratto.
Al contrario, Genovese ricompone l'ambiente naturale: le sue Tane, ripari realizzati con corteccia di pino e legni restituiti dal mare, si ancorano alla terra del giardino, mentre Albero (un ramo di pino unito a un corno di capra) trova dimora nell'antica dispensa dello Studio Specus. L'intero progetto espositivo sarà documentato e approfondito in un catalogo di prossima pubblicazione, arricchito dai contributi critici di Ilaria Monti e Gianlorenzo Chiaraluce.
Info utili
- Date: Dal 19 settembre al 31 ottobre 2026
- Luoghi: Studio Specus e Museo della Città e del Territorio di Cori
- Visite guidate gratuite: Sabato e domenica, dalle 16:00 alle 18:00 o su appuntamento
- Studio Specus: Via Cavour 109, Cori (LT). Orari: su appuntamento. Ingresso gratuito.
- Museo della Città e del Territorio di Cori: Via Giacomo Matteotti, Cori (LT). Orari: venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Ingresso: intero 5 €, ridotto 2,50 €.

