Cosa: Spettri, dramma teatrale di Henrik Ibsen con la regia di Walter Pagliaro.
Dove e quando: Roma, Teatro di Documenti, dal 23 ottobre all'8 novembre 2026.
Perché: Per riscoprire un capolavoro della drammaturgia moderna che indaga, con spietata lucidità, le ipocrisie e i condizionamenti sociali della famiglia borghese.
Scritto nell'estate del 1881 tra Roma e Sorrento, Spettri rappresenta una delle vette assolute della drammaturgia ibseniana. In prima nazionale, l'opera torna ad animare la scena capitolina, inserendosi a pieno titolo nella stagione 2026-2027 dello storico spazio romano.
Al centro della complessa rete di relazioni c'è Helene Alving, una madre che per anni ha cercato di proteggere il figlio Osvald dall'ombra di un padre dalla condotta dissoluta. Il ritorno del giovane, ormai diventato artista, in occasione dell'inaugurazione di un istituto benefico dedicato alla memoria paterna, innesca un meccanismo inesorabile. Le ferite mai rimarginate si riaprono, portando alla luce una realtà domestica edificata su omissioni, mezze verità e ipocrisie.
Il peso del passato e le menzogne del presente
Il confronto generazionale tra madre e figlio si trasforma in un passaggio drammatico fondamentale, dove le colpe di ieri si allungano come ombre sul destino di domani. Gli "spettri" evocati da Ibsen, infatti, non assumono le sembianze di presenze soprannaturali, ma si incarnano in convinzioni ereditate, pregiudizi, falsi pudori e paure che continuano a tormentare le coscienze anche quando si tenta disperatamente di rimuoverli.
La famiglia borghese viene così sezionata e mostrata come una struttura oppressiva, capace di alimentare convenzioni e rigidi meccanismi di repressione. Per salvaguardare la propria reputazione sociale, i protagonisti costruiscono castelli di menzogne che finiscono per imprigionare proprio coloro che li hanno innalzati. La rispettabilità si rivela essere soltanto una fragile maschera, dietro la quale si celano egoismi, fragilità e responsabilità inconfessabili che, prima o poi, esigono il loro tributo.
La visione registica: una tragedia moderna
Nella sua attenta interpretazione, il regista Walter Pagliaro propone una lettura "viva e astratta" del testo, capace di restituire intatta la forza tragica dell'opera. Attraverso i suoi appunti, Pagliaro sottolinea come Spettri sia di fatto una tragedia classica riscritta con una tecnica drammaturgica moderna. L'unità di luogo, azione e tempo agisce come un compressore, aumentando la tensione emotiva fino all'esito finale.
La struttura narrativa si sviluppa su tre grandi agoni: il confronto tra la giovane Regine e il falegname Engstrand, il serrato scontro ideologico tra il pastore Manders e la signora Alving e, infine, il duello psicologico tra madre e figlio. L'emersione della verità, tuttavia, non porta alla liberazione sperata. Il riconoscimento delle proprie colpe conduce a un epilogo dove il dolore individuale si scontra con l'impossibilità di cancellare le conseguenze del passato, dimostrando come la menzogna governi i rapporti umani e impedisca ai personaggi di evadere dalla loro prigione.
Un'opera che interroga il presente
A dare corpo e voce ai complessi personaggi ibseniani è un cast di grande spessore interpretativo. La messa in scena si avvale di interpreti capaci di scavare nelle profondità psicologiche richieste dall'autore norvegese, restituendo al pubblico romano un'esperienza teatrale intensa e priva di sconti.
Il dramma conserva così tutta la sua forza e attualità. Gli spettri di Ibsen appartengono alla società del suo tempo, ma interrogano anche il presente. Ogni individuo, in misura diversa, si confronta con eredità culturali e paure che ne condizionano le scelte, dimostrando come, dietro l'apparente solidità delle relazioni e delle istituzioni, possa nascondersi un abisso che attende soltanto di essere svelato.
Info utili
- Titolo: Spettri di Henrik Ibsen
- Regia: Walter Pagliaro
- Traduzione: Franco Perrelli
- Scene e costumi: Luigi Perego
- Interpreti: Micaela Esdra, Fabio Maffei, Emanuele Vezzoli, Fabrizio Amicucci, Valeria Cimaglia
- Aiuto regista: Silvia Micunco
- Rapporti con il pubblico: Pinalba Di Pietro
- Produzione: Centro Diaghilev di Bari e Associazione Gianni Santuccio di Roma
- Luogo: Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia, 42, 00153 Roma
- Date e orari:
- 23, 27, 28, 29, 30 ottobre, 6 novembre ore 20.45
- 24, 31 ottobre, 7 novembre ore 19
- 25 ottobre, 1, 3, 4, 5, 8 novembre ore 17
- Costo biglietto: 20 euro, ridotto 15 euro, tessera 3 euro

