Cosa: Vittoria del film La Reserva di Pablo Pérez Lombardini alla quarta edizione del festival internazionale di cinema ambientale e sociale.
Dove e quando: Roma, presso il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza e l’Arena di Piazza Vittorio, dal 17 al 20 settembre 2026.
Perché: Per scoprire come la settima arte possa raccontare le sfide climatiche, la giustizia sociale e la difesa dei territori attraverso lo sguardo del cinema d'autore.
Il sipario cala su questa quarta edizione del festival, registrando un bilancio estremamente positivo. Con circa 4.000 presenze in quattro giorni di proiezioni, incontri e dibattiti, Roma si conferma un palcoscenico attento e recettivo verso le tematiche legate alla sostenibilità e ai diritti umani. Il grande schermo diventa così uno strumento vitale di indagine e riflessione sulle emergenze del nostro tempo, mettendo al centro le storie di chi vive in prima linea le trasformazioni del pianeta.
Il trionfo di La Reserva e le motivazioni della giuria
A conquistare il prestigioso Ginkgo d’Oro 2026 è stato La Reserva, lungometraggio diretto da Pablo Pérez Lombardini. L'opera ci trasporta nel cuore del Chiapas, seguendo le vicende di Julia, una coraggiosa guardaboschi che si oppone tenacemente al disboscamento illegale. La sua lotta contro un sistema profondamente corrotto trascende la semplice tutela paesaggistica, diventando una battaglia cruciale per la sopravvivenza della sua comunità e per il futuro delle nuove generazioni. La pellicola ha messo d'accordo tutti, aggiudicandosi anche il Premio Germogli, conferito da una giuria composta da studentesse e studenti universitari.
A decretare la vittoria principale è stata una giuria d'eccezione, che ha valutato i sei film internazionali in concorso, tutti inediti in Italia. La giuria era composta da:
- Matteo Rovere (regista e produttore, in veste di presidente)
- Giulia Michelini (attrice)
- Andrea Arcangeli (attore)
- Carlo De Ruggieri (attore)
- Alessandro Guarasci (giornalista)
- Danilo Selvaggi (direttore generale della LIPU)
- Laura Negrini (direttrice di IED Roma)
Nelle motivazioni ufficiali, i giurati hanno esaltato "la scelta di seguire la strada di un racconto visivo fortemente curato grazie a una fotografia in bianco e nero in grado di valorizzare i paesaggi della giungla". Hanno inoltre sottolineato come la protagonista incarni "un messaggio di coraggio, responsabilità, amore per la terra", all'interno di un'opera dal ritmo riflessivo che "decide di non fare sconti raccontando le storture di un sistema senza consolazioni o forzati lieti fine". Claudia Campanelli, direttrice artistica del Festival, ha evidenziato come il filo conduttore dell'edizione sia stato la critica a un modello produttivo basato sullo sfruttamento, ribadendo che La Reserva "ha la verità del documentario e la forza delle storie".
Roma protagonista: pubblico, istituzioni e transizione ecologica
L'edizione 2026 ha saputo tessere un legame profondo con il tessuto urbano, portando il cinema ambientale nel cuore pulsante di Roma. La scelta dell’Arena di Piazza Vittorio ha permesso di intercettare un pubblico eterogeneo: non solo cinefili e addetti ai lavori, ma anche famiglie, giovani e passanti, dimostrando la vocazione multiculturale e inclusiva della manifestazione. Simonetta Lombardo di Silverback, ideatrice del Festival, ha ricordato come la cultura sia essenziale per superare l'eco-rassegnazione e rendere la transizione ecologica "non solo necessaria, ma anche desiderabile".
Un concetto ribadito con forza dalle istituzioni capitoline presenti. Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, ha posto l'accento sull'urgenza di azioni concrete: "Le città sono in prima linea, anche perché il 70% della popolazione mondiale è destinato a vivere nelle aree urbane. Stiamo intervenendo sulla mobilità sostenibile, riforestando e realizzando infrastrutture per l’acqua". Sulla stessa lunghezza d'onda Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura, che ha inquadrato la questione in un'ottica più ampia: "Qui non c’è solo un’emergenza climatica: c’è un disastro ambientale strutturale, che richiede risposte strutturate. La giustizia ambientale non è separata da quella sociale, dai diritti umani e dai diritti civili".
Il progetto LAND e la voce dei giovani cineasti palestinesi
La serata conclusiva ha vissuto un momento di grande intensità emotiva con la presentazione del progetto LAND. Il pubblico ha potuto assistere all'anteprima di sette cortometraggi, frutto del lavoro di dodici giovani cineasti palestinesi provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza.
A introdurre le opere e a dialogare con gli spettatori sono intervenuti direttamente due dei giovani registi coinvolti:
- Duaa Abu Snaineh
- Hazem Madi
I registi hanno condiviso il loro percorso creativo, spiegando l'importanza vitale di poter utilizzare il mezzo cinematografico per raccontare la propria terra, le proprie vite e le sfide quotidiane. Le loro testimonianze hanno rappresentato uno dei momenti più partecipati del festival, unendo idealmente le lotte per il territorio del Chiapas a quelle del Medio Oriente, in una riflessione globale su chi debba decidere il futuro di una terra e su chi ne subisca le conseguenze.
Info utili
- Evento: Cinema In Verde 2026 – Quarta edizione.
- Organizzazione: Sapienza Università di Roma (Polo Museale Sapienza Cultura) e agenzia di comunicazione green Silverback.
- Sostegno istituzionale: Roma Capitale (Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti; Assessorato alla Cultura).
- Collaborazioni: ANEC Lazio per il concorso internazionale all’Arena di Piazza Vittorio.
- Luoghi di svolgimento: Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza e Arena di Piazza Vittorio, Roma.
- Date: Dal 17 al 20 settembre 2026.
