Cosa: Il dialogo in musica di San Francesco e Rumi, spettacolo musicale e poetico.
Dove e quando: Teatro Villa Pamphilj, Roma, domenica 18 ottobre 2026 alle ore 11.30.
Perché: Per vivere un'esperienza sonora unica che unisce le tradizioni d'Oriente e d'Occidente, esplorando le affinità spirituali tra due grandi figure storiche del XIII secolo.
Il Teatro Villa Pamphilj si prepara ad accogliere un appuntamento mattutino di grande fascino e intensità culturale. Domenica 18 ottobre 2026, il palcoscenico capitolino ospiterà un viaggio sonoro e poetico che attraversa idealmente i confini geografici e temporali, unendo Assisi e la Persia, il bacino del Mediterraneo e il lontano Oriente. Protagonisti di questo ambizioso progetto sono due musicisti e compositori di grande sensibilità: Stefano Saletti e Pejman Tadayon.
Attraverso un accurato lavoro di ricerca e composizione, i due artisti portano in scena Il dialogo in musica di San Francesco e Rumi, un incontro immaginario ma profondamente radicato nelle assonanze testuali e filosofiche di due giganti della spiritualità mondiale. La performance non si limita a sovrapporre tradizioni distanti, ma crea un vero e proprio paesaggio sonoro inedito, dove la parola parlata, il canto e le melodie antiche si fondono in una narrazione continua e avvolgente, pensata per il pubblico contemporaneo.
Due mistici a confronto nel XIII secolo
San Francesco d’Assisi e Jalāl al-Dīn Rumi hanno vissuto nello stesso periodo storico, il XIII secolo, un’epoca complessa e segnata da profondi mutamenti sociali, conflitti e, al contempo, straordinari incontri tra culture diverse. Pur appartenendo a tradizioni religiose differenti e trovandosi a migliaia di chilometri di distanza l'uno dall'altro, le loro esperienze spirituali rivelano consonanze sorprendenti che lo spettacolo intende esplorare e valorizzare.
Nelle parole del santo umbro e nei versi del poeta e mistico persiano emergono temi universali e condivisi. Entrambi indicano l’amore come via principale di conoscenza e di elevazione, predicando l’abbandono dell’ego e la ricerca dell'essenziale. La fraternità tra tutti gli esseri viventi e il profondo desiderio di ricongiungersi a una dimensione più autentica dell’esistenza rappresentano il cuore pulsante delle loro visioni, che oggi vengono riproposte sul palcoscenico in una forma accessibile e suggestiva.
L'incontro tra strumenti persiani e mediterranei
La musica diventa il terreno fertile e il linguaggio universale attraverso cui questo dialogo prende forma. Stefano Saletti, originario di Rieti e profondamente legato alla Valle Santa e ai luoghi francescani, e Pejman Tadayon, musicista iraniano erede della tradizione musicale e spirituale persiana e sufi, hanno curato un allestimento sonoro in cui Oriente e Occidente si parlano senza barriere. Le sonorità della tradizione sufi si intrecciano in modo naturale con quelle della musica mediterranea e occidentale.
L'esecuzione dal vivo si avvale di un ricco e affascinante parco strumenti. Sul palco risuoneranno le note di liuto, saz, chitarra, kemanche, ney e daf, accompagnate da percussioni e altri strumenti antichi. Questo ensemble strumentale, unito alle voci dei due interpreti, dà vita a una scrittura musicale originale che resta perennemente in equilibrio tra la memoria storica e la ricerca contemporanea, offrendo agli spettatori un'esperienza acustica ricca di sfumature.
Un messaggio di fraternità per il presente
Durante lo spettacolo, il pubblico potrà ascoltare l'interpretazione di laudi francescane, testi originali di San Francesco, come celebri passaggi del Cantico delle creature, e i versi carichi di lirismo di Rumi. Le due voci poetiche si alternano e si fondono, non come espressioni di mondi separati o in competizione, ma come declinazioni diverse di una medesima ricerca umana: quella di superare i propri limiti per ritrovare un rapporto armonico con il creato, con il prossimo e con il divino.
Il messaggio che scaturisce da questo incontro artistico si rivela di straordinaria attualità. In un'epoca spesso frammentata, le parole di Francesco e Rumi ricordano la necessità di riconoscere l'altro non come un estraneo, ma come parte integrante di una comune umanità. Non si tratta di un semplice confronto teologico, ma dell'incontro tra due poeti dello spirito, uniti dalla convinzione che l'arte e la cultura possano costruire ponti solidi e duraturi.
Info utili
- Evento: Il dialogo in musica di San Francesco e Rumi
- Data e orario: Domenica 18 ottobre 2026, ore 11.30
- Luogo: Teatro Villa Pamphilj, Largo 3 giugno 1849, 00164 Roma (ingresso Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a)
- Biglietti: Ingresso 10 euro; ridotto 7 euro
- Cast:
- Stefano Saletti: canto, liuto, saz, chitarra
- Pejman Tadayon: canto, kemanche, ney, daf
- Direzione artistica: Veronica Olmi
- Coordinamento gestionale: Zètema Progetto Cultura
- Rete istituzionale: Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria

