Cosa: Proroga della mostra Sotto una buona stella. L'emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto.
Dove e quando: Roma, Dipendenza della Casina delle Civette (Musei di Villa Torlonia), fino al 29 novembre 2026.
Perché: Un'occasione per esplorare la storia e la genesi visiva del simbolo d'Italia, attraverso bozzetti, documenti originali e gli strumenti di lavoro dell'artista.
Il percorso che ha portato alla definizione dell'identità visiva dell'Italia repubblicana rappresenta un capitolo fondamentale della nostra storia civile e culturale. Per permettere a un pubblico ancora più ampio di approfondire questa affascinante vicenda, l'esposizione Sotto una buona stella. L'emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto è stata ufficialmente prorogata fino al 29 novembre 2026. Ospitata negli spazi suggestivi della Dipendenza della Casina delle Civette, all'interno del circuito dei Musei Villa Torlonia, la rassegna celebra l'ottantesimo anniversario dell'elezione dell'Assemblea Costituente, un momento di svolta democratica compreso tra il 1946 e il 2026.
La mostra si concentra sulla figura di Paolo Paschetto, nato a Torre Pellice nel 1885 e scomparso nel 1963. Artista poliedrico e figura di spicco nel patrimonio culturale della Casina delle Civette, Paschetto è l'autore del disegno che ancora oggi rappresenta lo Stato italiano. Attraverso una ricca selezione di materiali, l'esposizione ricostruisce il rigoroso iter del concorso pubblico rivolto agli artisti dell'epoca, culminato con l'approvazione definitiva del progetto grafico.
Il concorso e la nascita del simbolo nazionale
L'esigenza di dotare la neonata Repubblica di un emblema ufficiale portò a una selezione complessa e partecipata. Il 5 maggio 1948 l'Italia ha finalmente acquisito il suo simbolo definitivo, un disegno che da quel momento è rimasto rigorosamente immutato in tutti i suoi elementi costitutivi. L'opera di Paschetto si distingue per la presenza di simboli dal forte valore allegorico e civile: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia, elementi che sintetizzano i valori fondanti della Costituzione, dal lavoro alla pace, fino alla forza e alla dignità della nazione.
La competizione vide la partecipazione di numerosi talenti, e la mostra permette di confrontare le diverse visioni grafiche proposte alla Commissione giudicatrice. Accanto ai lavori del vincitore, infatti, trovano spazio i disegni degli altri finalisti del concorso, ovvero Lalia, Luperini, Morbiducci e Retrosi, offrendo uno spaccato prezioso sul gusto estetico e sulle istanze comunicative dell'Italia del dopoguerra.
Il percorso espositivo tra bozzetti e documenti
Articolato in quattro sezioni tematiche, il percorso espositivo si avvale di documenti originali provenienti dall'Archivio Paschetto della Tavola valdese, affiancati da documenti in copia anastatica conservati presso l'Archivio di Stato di Torino, ritagli a stampa dell'epoca e materiale illustrativo più recente.
La prima sezione, intitolata Gli Italiani al voto, introduce il visitatore al clima storico del periodo, presentando alcuni bozzetti di cartoline realizzate per incentivare la partecipazione elettorale. Si passa poi alle fasi dei concorsi per l'Emblema, illustrate in modo dettagliato attraverso i disegni presentati dai vari artisti, fino a giungere al disegno vincitore, il quale viene contestualizzato e commentato attraverso la rassegna stampa dell'epoca.
La terza sezione allarga lo sguardo alla produzione grafica di Paschetto, presentando una serie di bozzetti per la realizzazione di francobolli celebrativi dell'Italia Democratica e della rivista Italia Filatelica. A completare l'immersione nel mondo dell'artista, sono esposti numerosi strumenti di lavoro utilizzati nel suo studio, insieme a una mappa della città che traccia i luoghi di Roma dove Paschetto ha lasciato il segno con le sue opere. Arricchisce ulteriormente l'esperienza di visita la proiezione di un video che propone un'intervista allo storico Daniele Jalla, fruibile anche online.
Promotori e curatela istituzionale
L'architettura organizzativa della mostra riflette una solida sinergia tra diverse istituzioni culturali e civiche. L'esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Il progetto è ideato dall'Ufficio Archivio Storico e Beni culturali della Tavola valdese ed è curato da Sara Rivoira, Federica Tammarazio e Gaia Dammacco. La rassegna è inoltre realizzata in collaborazione con il Museo della Casina delle Civette, mentre l'organizzazione e i servizi museali sono curati da Zètema Progetto Cultura.
Info utili
- Dove: Dipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia, Via Nomentana 70, Roma.
- Date: Fino al 29 novembre 2026.
- Orari: Dal martedì alla domenica, ore 9.00 – 19.00. La biglietteria chiude alle ore 18.00.
- Chiusura: Lunedì.
- Contatti: Tel. 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00 – 19.00).
