Cosa: Festival multidisciplinare gratuito con spettacoli teatrali itineranti, immersivi e site-specific, incontri e narrazioni.
Dove e quando: Roma, in vari spazi urbani e periferici del Municipio XII. Gli appuntamenti si svolgono il 26 e 27 settembre, con ulteriori date in ottobre e novembre.
Perché: Per valorizzare le periferie attraverso la memoria dei luoghi, stimolando una riflessione collettiva su inclusione sociale, intercultura e parità di genere.
Il tessuto urbano della Capitale si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove la memoria dei quartieri e le storie dei cittadini diventano materia drammaturgica. Gli eventi nel Municipio XII si arricchiscono di una nuova e profonda proposta culturale grazie a Ri-gener-azioni – luoghi, identità, narrazioni, un festival multidisciplinare interamente gratuito pensato per abitare e riqualificare i territori periferici di Roma.
Il progetto, realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, vincitore di un avviso pubblico di Roma Capitale e supportato dalla SIAE, punta a scardinare le convenzioni della fruizione teatrale classica. Attraverso spettacoli itineranti, performance site-specific e l'utilizzo del "teatro in cuffia", il pubblico viene guidato in un'esperienza immersiva che fonde l'architettura urbana con la narrazione dal vivo, restituendo voce a luoghi spesso dimenticati.
Il progetto teatrale e l'identità dei luoghi
Al centro di Ri-gener-azioni c'è la volontà di esplorare tematiche di forte impatto contemporaneo: l'intercultura, l'inclusione sociale, la parità di genere e la salute mentale. Questi argomenti non vengono calati dall'alto, ma emergono direttamente dall'ascolto del territorio e dalla memoria dei luoghi, seguendo l'intuizione dell'urbanista Ludovico Quaroni, che indagava proprio «Il rapporto tra case, città e comunità».
Le drammaturgie originali portate in scena sono il frutto di una stretta collaborazione con la cittadinanza, che ha condiviso ricordi e vissuti personali. Spiccano, tra le fonti di ispirazione, le testimonianze dirette di chi ha vissuto l'evoluzione dei quartieri: dalle "Ragazze degli anni Novanta", che si descrivono come «Cresciute tra campetto, MTV e Spice Girls», alla toccante memoria di una "Donna arrivata dal Sud negli anni Sessanta", la quale «Racconta la periferia, le sue difficoltà e il forte senso di comunità nato tra le famiglie del quartiere».
La compagnia Valdrada e il coinvolgimento della comunità
Il motore creativo e organizzativo di questo ambizioso progetto è Valdrada, descritta come una «Realtà teatrale indipendente romana nata nel 2010 e guidata da quattro artiste — Chiara Becchimanzi, Giulia Vanni, Monika Fabrizi e Giorgia Conteduca — da sempre impegnata tra produzione di spettacoli, formazione e progettazione culturale, con uno sguardo attento all'innovazione dei linguaggi scenici e alla partecipazione attiva della comunità».
Il loro approccio garantisce che ogni performance sia un atto di restituzione al territorio. Ad arricchire la rete di collaborazioni del festival contribuiscono anche altre preziose realtà e figure del panorama culturale e sociale, tra cui La Cava Teatro, Francesca Macciocca, Nove – Caring Humans, Scholamundi e il Teatro del Liceo Montale. Una sinergia che trasforma l'evento in un vero e proprio cantiere di rigenerazione umana e urbana.
Incontri, letteratura e riflessioni sociali
Oltre alle performance teatrali, il festival propone momenti di approfondimento letterario e sociale di grande spessore, dando voce ad autori e autrici che affrontano le urgenze del nostro tempo. Lorenzo Gasparrini interviene sul tema del patriarcato, sottolineando come «La maggior parte dei problemi personali, relazionali, professionali che gli uomini hanno derivano da quello stesso sistema patriarcale e gerarchico che i femminismi per anni hanno descritto e analizzato».
Lo sguardo si allarga poi agli scenari internazionali e alla condizione femminile con la giornalista e scrittrice Angela Iantosca, che nel suo lavoro mostra come «Ventuno storie di donne afghane in fuga dal regime talebano si intrecciano simbolicamente con quelle delle ventuno Madri costituenti italiane». Sulla stessa linea di analisi dei conflitti si pone Barbara Schiavulli: «Parlando di guerra si mostra come la violenza diventi sistema, come la memoria si trasformi in arma e come intere generazioni imparino a vivere dentro una guerra che finisce per sembrare inevitabile».
La reinterpretazione del mito e dei simboli è affidata a Rita Petruccioli, che esplora la figura di «Medea: riflettendo su patriarcato e oscurantismo attraverso lo sguardo di una donna straniera in terra ostile», e a Ilaria Palleschi, che si concentra sulle «Nereidi: simbolo della rabbia inascoltata delle vittime di femminicidio, costruendo un racconto di ascolto, comunità e libertà».
Luoghi e calendario degli appuntamenti
Il festival si articola in una fitta rete di date e spazi scenici non convenzionali, distribuiti all'interno del Municipio XII:
Le date del festival:
- 26 e 27 settembre
- 10 e 11 ottobre
- 24 e 25 ottobre
- 7 novembre
- 14 novembre
- 21 novembre
- 28 novembre
I luoghi coinvolti:
- Largo Quaroni
- Colle Massimo
- INCIS
- San Bruno
- Papa Giovanni Paolo II
- Monumento ai Caduti di tutte le guerre
- La Città dei Ragazzi
- Complesso del Buon Pastore
- Centro Anziani Pisana Longhena
- Teatro del Liceo Montale
Info utili
- Costo: Tutti gli eventi in programma sono gratuiti.
- Modalità di partecipazione: Per gli spettacoli itineranti la prenotazione è obbligatoria.
- Capienza: Gli spettacoli itineranti prevedono un massimo di 50 partecipanti a replica.
- Note aggiuntive: Il laboratorio Ciak si rigira è riservato esclusivamente ai vincitori di una specifica call to action.
